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Nuovi pannelli modulari trasparenti per aziende, negozi e luoghi d’incontro

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Nasce in Veneto, dalla sinergia tra tre cervelli innovatori DominoPlus, una soluzione destinata a risolvere il problema di migliaia di aziende, negozi e luoghi d’incontro alla riapertura post-lockdown. Un designer, un innovation manager e un comunicatore hanno convertito in tempi record la produzione della Origama Srl – start up trevigiana focalizzata sul visual packaging con materiali riciclabili e dall’alto impatto estetico – in motore produttivo di innovativi pannelli modulari trasparenti in PET, in grado di ridefinire agevolmente illimitate tipologie di spazi, nel pieno rispetto delle nuove istanze di sicurezza anti contagio.

Alex Zanchetta, innovation manager esperto in materiali plastici, nonché Socio della Origama Srl, Andrea Cestonaro, art director specializzato in industrial design, e Nicola Cappellari, consulente di comunicazione e fondatore di Skillfor – una realtà che incentiva le sinergie e le interazioni tra professionisti – hanno immediatamente trovato il modo per risolvere l’impasse e mettere chiunque nelle condizioni di tornare in sicurezza nell’abituale posto di lavoro.

DominoPlus è un sistema pratico, altamente personalizzabile, adattabile a qualsiasi ambiente, esteticamente gradevole e – per un futuro che si auspica vicino, ma che vicino purtroppo non sarà –  facilmente rimovibile. A differenza del Plexiglass, non igienizzabile, più costoso e difficile da lavorare, il PET (materia plastica della famiglia dei poliesteri, da cui derivano le bottiglie dell’acqua minerale) mantiene la trasparenza anche se igienizzato con soluzioni a base di alcool.

Una risposta veloce e coraggiosa quella di Origama Srl, che ha stravolto il suo core business convertendolo in un qualcosa di pubblica utilità. Un’azione possibile perché coerente con la sua visione etica del mondo, ma anche frutto della capacità di menti visionarie di condividere skills individuali per un risultato a beneficio di molti. Un modo per dire “Se dobbiamo rimodellare gli spazi condivisi all’interno degli ambienti di lavoro, cerchiamo almeno di farlo salvaguardando estetica e funzionalità. Perché la sicurezza può e deve essere anche bella e inclusiva. In attesa di ri-conquistare la buona, vecchia stretta di mano” ammette per tutti Nicola Cappellari.