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Emergenza Covid-19 e tutela delle persone immunodepresse

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L’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO) chiede un chiarimento e una semplificazione sulle modalità di esercizio del diritto che consente ai lavoratori con gravi patologie di assentarsi dal lavoro sino al 30 aprile con assenza equiparata al ricovero ospedaliero (come previsto dall’art. 26, comma 2, del Decreto Italia). Per questo motivo, ha appena indirizzato una lettera alle principali Istituzioni coinvolte affinché venga chiarita l’indicazione che vede nei “competenti organi medico legali” i soggetti atti a rilasciare la certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche.

La richiesta di APIAFCO segue quella di altre importanti Associazioni affinché sia possibile che tale certificazione venga rilasciata anche dai Medici di Medicina Generale, dai Medici del Sistema Sanitario Nazionale e dai Medici convenzionati con lo stesso SSN, proprio per venire maggiormente incontro alle esigenze di contenimento espresse dallo stesso decreto. L’obiettivo principale di tali disposizioni è infatti quello di limitare il più possibile gli spostamenti delle persone, ma ancora di più di quei soggetti maggiormente esposti al rischio di contagio (come i soggetti immunodepressi). Tale obiettivo verrebbe chiaramente meno qualora gli stessi soggetti immunodepressi dovessero recarsi necessariamente presso i servizi di medicina legale delle ASL per ottenere la certificazione stessa.

In questo appello, APIAFCO esprime preoccupazione anche per gli studenti immunodepressi per i quali attualmente non è stata prevista una specifica tutela in previsione della futura riapertura delle scuole e delle Università.

Secondo Valeria Corazza, Presidente APIAFCO “dovrebbero essere previste delle misure specifiche per proteggerli da un possibile futuro contagio, come fatto al momento per i lavoratori, e permettere loro di potersi avvalere di un certificato di esonero dalla presenza fisica a scuola o nelle Università, consentendo magari loro di continuare a seguire le lezioni a distanza, grazie anche al potenziamento della didattica digitale sul quale il Governo si è speso fortemente”.

La nostra missione – prosegue Valeria Corazza – è infatti quella di riuscire a sostenere il più possibile i pazienti e tra i nostri obiettivi vi è anche quello di vedere riconosciuta la psoriasi all’interno delle policy sanitarie, anche di cronicità, e definire un miglior percorso di assistenza di cui necessitano i malati e garantire loro una comunicazione chiara ed efficace”.