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Il diritto alla scienza come diritto umano

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foto Pixnio

Il Diritto a beneficiare dei frutti del progresso scientifico vive in questi giorni l’alba di una svolta epocale. Le Nazioni Unite, proprio in queste ore, stanno completando e approvando un documento di “Commento generale”, prodotto con il contributo dell’Associazione Luca Coscioni e di Science for Democracy, che consacreerà a tutti gli effetti il diritto umano alla scienza come diritto universale, al pari degli altri diritti umani “tradizionali”.

I Governi saranno così chiamati -ha osservato il Segretario dell’Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo– a relazionare costantemente sul rispetto di tale diritto rendicontando all’ONU le politiche adottate in materia di libertà di ricerca scientifica e di accesso alla tecnologia. Si dovrà dunque discutere a Ginevra, come attualmente accade per gli altri diritti umani fondamentali, di creazione e libera circolazione di conoscenza scientifica e di uguaglianza nell’accesso ai risultati tecnologici della ricerca stessa.

 

Marco Cappato: “In piena emergenza Coronavirus, la pronta risposta legata alla chiusura di aeroporti e costruzioni di ospedali non è coincisa con un’adeguata circolazione di articoli e pubblicazioni scientifiche disponibili al pubblico tecnico solo a pagamento, impedendo così la libera diffusione degli studi fatti dagli scienziati di tutto il mondo”.

 

Marco Perduca, Presidente di Science for Democracy: “Non si tratta di un nuovo diritto, ma dell’applicazione concreta di decisioni prese dall’ONU mezzo secolo fa, e da allora rimaste inapplicate. Si potrà dunque discutere a Ginevra -come attualmente accade per i diritti umani classici- di creazione e libera circolazione di conoscenza scientifica e di uguaglianza nell’accesso ai risultati tecnologici della ricerca stessa”.

 

Su questi temi l’Associazione Luca Coscioni e Science for Democracy, insieme all’Unione Africana hanno dato vita, in Etiopia al VI Congresso Mondiale per la libertà della ricerca scientifica, appena concluso ad Addis Abeba. Oltre ai vertici delle associazioni, in prima linea per il rispetto di tale diritto, e dell’Unione africana, rappresentata dalla Commissaria dell’Unione Africana Anyang Agbor (VIDEO IN ALLEGATO) e dell’UNESCO, han preso parte 300 partecipanti provenienti da 35 paesi, Ministri e rappresentanti governativi da tutto il continente, ma anche scienziati, guidati dal Premi Nobel per la medicina Sir Richard John Roberts.

 

In attesa dell’approvazione definitiva del Commento Generale sulla Scienza i partecipanti hanno deciso di promuovere una rete di parlamentari per il diritto alla scienza, che verrà coordinata da Science for Democracy: le prime adesioni sono arrivate da legislatori di Tanzania, Zambia, Senegal e Costa d’Avorio. E’ stata infine adottata una dichiarazione finale che chiede:

 

  • Linee guida per assistere gli Stati Membri per implementare il “diritto alla scienza” per come articolato nel Commento generale
  • La creazione di uno Special Rapporteur sul “diritto alla scienza” per monitorare costantemente il rispetto delle implicazioni della scienza sui diritti umani.
  • Il rafforzamento degli investimenti in capitale umano, nella salute, nell’istruzione e nelle nuove tecniche di colture e che un potenziamento del ruolo delle donne in quanto importanti risorse per il benessere e sviluppo sostenibile delle società.
  • La valorizzazione di approcci multidisciplinari basato su evidenze per bilanciare il “principio di precauzione”.
  • L’invito a ratificare il Protocollo Opzionale del Patto internazionale sui diritti Economici, Sociali e Culturali, adottato dall’Assemblea Generale dell’ONU il 10 dicembre 2008.