Categorie
Notizie

Sanremo diventa “fast track city”, città a misura di paziente

Condividi

L’altra musica di Sanremo, nella settimana del 70° Festival nella Città dei Fiori suona un Inno alla Salute e alla Prevenzione.

Due le iniziative: promossa dai Medici di Famiglia e accolta dalla società degli infettivologi, il Lab
Mobile percorrerà molte città d’Italia per rafforzare il legame tra medici di famiglia e popolazione; l’altra è un atto formale di consapevolezza e impegno con “Fast Track City”. “Il virus si trasmette per contatto diretto fra persona malata e persona sana, quindi si sconfigge con una battaglia porta a porta, condotta con serenità; viviamo infatti in un società avanzata, protetti da un sistema sanitario evoluto e dobbiamo comportarci di conseguenza”, ha sottolineato il
Presidente SIMIT Marcello Tavio.

SANREMO ADERISCE AL PROGETTO “FAST TRACK CITY” –   La città dei fiori si impegna  a diventare una Fast Track City, al pari di Milano, Brescia, Palermo e Firenze. Gli obiettivi sono due: azzerare i nuovi casi di infezione da HIV entro il 2030 e ridurre del 90-95% le nuove infezioni sino al 2022. Il 1° dicembre 2018 il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha firmato la “Paris Declaration”, con cui la municipalità di Milano, prima in Italia, si è impegnata a ridurre al massimo, fino a
zero, i nuovi casi di infezione nel 2030, puntando a diventare una “Fast Track City”, attraverso una serie di azioni che il Comune, con l’ausilio della Fondazione The Bridge, vorrà intraprendere per ridurre i casi di nuove infezioni, soprattutto
nelle popolazioni a rischio.

Nei mesi successivi, altre città hanno seguito l’impegno di Milano: prima il comune di Bergamo, poi a seguire Palermo e Firenze. Il primo passo da compiere per il raggiungimento di tale risultato è quello di uno screening più precoce, che
consenta di individuare i nuovi infetti il prima possibile, così da metterli in terapia. Il secondo passaggio che deve compiere una città “fast” è poi quello di rendere disponibile la profilassi pre-esposizione, la PrEP, per i gruppi maggiormente a rischio, sotto controllo medico. In terzo luogo, vi è l’impegno nel divulgare e informare la popolazione,
soprattutto i più giovani e le fasce più fragili.