Giovani: indipendenti sì, ma cuore di mamma

Ormai si sa, l’Italia è il Paese più “mammone” d’Europa ma, anche nel nostro Paese, non mancano certo giovani intraprendenti che si mettono sin da subito alla ricerca della propria indipendenza.

E come vivono i rapporti con la famiglia? Lo ha analizzato HousingAnywhere, la piattaforma internazionale di alloggi per studenti e giovani professionisti più grande al mondo, che ha condotto un sondaggio tra i giovani italiani fuori sede.

Dai dati emerge che l’essere autonomi non significa affatto sacrificare affetti e legami famigliari e, proprio dai giovani più emancipati, emerge un lato nuovo e positivo dell’essere “mammoni”, più sentimentale e con un’accezione sicuramente meno critica di quella che ci conferiscono i cugini Europei.

Per esempio, il 76% degli intervistati dichiara di essere andato a vivere da solo tra i 20 e i 30 anni (di cui 3 su 5 prima di averne compiuti 25, superando di gran lunga l’immaginario comune dei giovani italiani troppo affezionati alle comodità della vita parentale), mentre solo il 24% è uscito dalle mura di casa dopo i 30 anni.

Dettato da impegni, possibilità economiche e orari lavorativi, il 18% torna a casa tutti i weekend, il 34% una volta al mese e il 17% ricompare sull’uscio solo durante le feste comandate. Potendo invece scegliere esclusivamente secondo i propri desideri, ben il 33% dei giovani italiani farebbe un salto a casa almeno una volta a settimana e il 58% ogni 30 giorni.

E se non fosse possibile tornare a casa per le Feste? Alla sola idea, il 63% ha dichiarato di rischiare di cadere nella disperazione, il 24%, chiederebbe ai genitori di venirlo a trovare, mentre il 12% si fionderebbe a cercare i primi biglietti utili per rientrare subito dopo le feste. E come la prenderebbe mammà? Il 43% sa già che gli sarebbe rinfacciato fino a Pasqua, mentre per il 38% è un’ipotesi che non viene minimamente contemplata dal regolamento famigliare.