Immagini, canzoni e storie per ricordare i fatti di Piazza Fontana

Italia, corre l’anno 1969. Un anno inquieto e travagliato si annida sotto il manto delle confortevoli abitudini di milioni di italiani. Il 1969 è arrivato come per squartare le illusioni di benessere fragili, come un miraggio. Eccola l’Italia. Un ritratto di pulsioni contrastanti e di generazioni in attrito, un sogno ad occhi aperti che non s’aspetta un epilogo sanguinoso.


Nei titoli delle hit c’è l’ispirazione che riflette la crisi di orientamento del Paese, amplificata dal sottofondo cupo dei telegiornali, dalle notizie che si sono addensate come nubi in pochi mesi. Il lato oscuro del boom economico.12 Dicembre 1969 un boato ha accecato Milano. E’ accaduto in piazza Fontana nella sede della banca nazionale dell’agricoltura alle ore 16.37, dov’erano in corso le ultime contrattazioni del venerdì. La bomba ha colpito uomini che avevano costruito il loro lavoro sulla terra, rimasti vittima d’una scena apocalittica: un buco nero al centro del locale, devastante. Sedici vittime e numerosi feriti, violati da un ordine di esecuzione partito da molto lontano.
Le promesse del ’68 si sono così trasformate nella grigia cornice di piombo degli anni Settanta.

Giuseppe Pinelli muore tre giorni dopo, nella notte tra il 15 ed il 16 dicembre 1969, precipitando dal quarto piano di una stanza della questura dov’era in corso l’ennesimo interrogatorio.
Pino è nato nel 1928. Da che parte stare lo ha già deciso quando, appena sedicenne, diventa staffetta partigiana in una brigata libertaria. La sua storia, non è solo la storia della diciassettesima vittima della strage di piazza Fontana, ma quella di un uomo che amava la sua famiglia ed era orgoglioso del suo mestiere, che leggeva poesie e faceva volare gli aquiloni, un uomo che ha vissuto con passione la sua epoca lottando per un mondo migliore. Fino all’ultimo.

La sua vicenda esistenziale viene «accidentalmente » interrotta nel pieno della strategia della tensione e delle trame più oscure, ma è proprio lì, sotto quella finestra spalancata, che la sua storia individuale è diventata collettiva. Una storia che ci riguarda tutti. Una storia che non si è mai chiusa.

Milano non dimentica. L’iniziativa organizzata da Famiglia Margini associazione culturale not for profit, è inserita nel ricco palinsesto che va in scena per organizzare la partecipazione alla ricorrenza del 50° dei fatti di Piazza Fontana.

Milan l’è un gran Milan
1969 – 2019 CANZONI IMMAGINI E STORIE
Venerdì 29 Novembre alle ore 21.00

Fabbrica del Vapore. Via Procaccini, 4 Milano

Esposizione delle fotografie che documentano i fatti di Piazza Fontana il 12 Dicembre 1969, realizzate a pochi minuti dall’esplosione.
FOTO dell’Archivio Garghetti

“Pinelli. Una Storia” Presentazione del libro di Paolo Pasi, giornalista Rai e vincitore del Premio Ilaria Alpi.
Brani del libro dalla voce dell’autore, nei quali la poesia di Milano vive intrecciandosi alla vita di Giuseppe Pinelli.

Con la partecipazione di Silvia Pinelli e il suo racconto di vita.

Interviene Pierluigi Mutti: “Contro la rimozione della storia. No a celebrazioni rituali e vuote.”

LIVE UNPLUGGED e frammenti di CABARET
Renato Franchi e la sua band cantano la Milano degli anni ’70.
Canzoni di Gaber, Janacci, Fò, Nani Svamp, Vecchioni, Valter Valdi, Gufi, Canti d’Osteria e Navigli ..& altre meraviglie.

Renato Franchi – voce e chitarra
Gianfranco D’Adda – percussioni
Dan Shim Sara – violino
Sandro Tinti – chitarra
Aldo Sciannelli – voce confidenziale
E angoli di Cabaret con Claudio Ravasi