Critica l’organizzazione assistenziale per le malattie cerebrovascolari

Si è concluso con successo il 50° Congresso Nazionale della Società di Neurologia che ha visto la partecipazione di oltre 2.500 neurologi di tutta Italia per l’aggiornamento e il confronto sulle novità che riguardano le malattie del sistema nervoso.

Di grande attualità il tema delle nuove terapie geniche per la cura delle malattie neurodegenerative che segnano l’inizio di una nuova era terapeutica per la cura di patologie gravi quali SLA, la malattia di Parkinson e il decadimento cognitivo.

Dopo la messa a punto della terapia genica per l’atrofia muscolare spinale (SMA), sono stati appena avviati a livello internazionale i primi trial sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) attraverso i quali si stanno sperimentando cure mirate alle alterazioni genetiche della malattia e in grado di bloccare la produzione o l’accumulo di proteine tossiche. Grande speranza anche per le miopatie.

Nuove importanti novità anche per la cura dell’emicrania nei pazienti colpiti dalle forme più gravi con almeno 4 episodi al mese: si aspetta con grande attesa l’autorizzazione per la commercializzazione e la rimborsabilità in Italia dei nuovi anticorpi monoclonali che mirano alla prevenzione degli attacchi di emicrania attraverso l’azione che esercitano su una particolare molecola – un peptide, correlato al gene della calcitonina (Cgrp) – o verso il suo recettore, che svolgono un ruolo fondamentale nella genesi del mal di testa. Sarà una terapia rivoluzionaria inoltre perché prevede la somministrazione del farmaco solo 1 volta al mese.

Critica invece la situazione dell’organizzazione assistenziale per le malattie cerebrovascolari al centro del simposio congiunto SIN – Ministero della salute: dai dati preliminari di un’indagine realizzata dalla Società Italiana di Neurologia, emerge come i centri specializzati per la cura dell’ictus cerebrale nel nostro paese, le Stroke Unit, risultino carenti di posti letto e non equamente distribuiti sul territorio nazionale. Si stima che siano circa 10 milioni gli italiani che, se avranno mai un ictus, non potranno ricevere le cure pienamente adeguate nelle Stroke Unit perché assolutamente insufficienti.

“La SIN –  ha commentato il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente della SIN e Direttore I Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia, A.O.U Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli –  intende collaborare con le Istituzioni italiane per affrontare e arginare emergenze come questa con l’obiettivo di garantire gli stessi livelli di assistenza a tutti i pazienti. Lo stesso intende fare per la definizione del percorso di formazione dello specialista interventista neurovascolare, figura sempre più necessaria e già ben definita nel resto dell’Europa”.

 

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