Batteri resistenti agli antibiotici nelle spiagge dopo la pioggia

Le spiagge urbane presentano alti livelli di batteri resistenti agli antibiotici (AbR) dopo la pioggia, poiché le acque piovane, le acque reflue e le infrastrutture di flusso dei rifiuti urbani, come le condutture, sono possibili bacini e canali per la diffusione di AbR nelle acque costiere naturali, secondo una ricerca condotta dalla University of Technology di Sydney (Australia).

Il lavoro, che è stato pubblicato su Water Research, ha messo in evidenza lo scambio di microbi resistenti agli antibiotici tra i flussi di acque reflue umane e gli ecosistemi naturali e un meccanismo di rischio potenzialmente significativo di esposizione all’AbR per l’uomo.

I risultati dello studio forniscono chiari collegamenti tra lo scarico delle acque piovane – che talvolta include lo straripamento delle fogne nei climi umidi – e la presenza di AbR nei microrganismi che vivono negli habitat urbani delle spiagge.

Questa ricerca evidenzia il potenziale rischio di esposizione umana ai batteri resistenti agli antibiotici all’interno delle spiagge costiere.

Secondo gli autori dello studio, le autorità dovrebbero inviare messaggi alla popolazione, per evitare che si nuoti nell’oceano e in altri corsi d’acqua dopo forti piogge, poiché si tratta di un problema globale che interessa qualsiasi regione costiera urbanizzata.

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