Le reti cerebrali sono fluide

L’interazione e la comunicazione tra i neuroni, nota come “connettività funzionale”, dà origine alle reti cerebrali. I ricercatori hanno a lungo supposto che queste reti siano statiche nello spazio e che un insieme fisso di regioni cerebrali contribuisca a ciascuna rete. Ma in un nuovo studio pubblicato su Human Brain Mapping, i ricercatori della Georgia State hanno trovato che le reti cerebrali sono spazialmente e funzionalmente fluide.

I ricercatori hanno raccolto i dati di imaging cerebrale con risonanza magnetica funzionale (fMRI) per creare istantanee dell’attività di rete a livello granulare nel corso di diversi minuti e hanno osservato rapidi cambiamenti nella funzione, nelle dimensioni e nella posizione delle reti.

Armin Iraji, ricercatore nel Centro per la ricerca traslazionale in Neuroimaging e Data Science (TReNDS), e autore principale dello studio dice che il cervello è come un’organizzazione in cui i dipendenti lavorano insieme per far funzionare l’intero sistema.

Le proprietà spaziali di una data rete cerebrale, piuttosto, cambiano nel tempo e nella sua relazione con altre reti cerebrali, secondo questo nuovo studio.

“Per molto tempo abbiamo pensato che le reti cerebrali fossero come reparti o uffici, dove le stesse persone facevano lo stesso lavoro ogni giorno, ma si scopre che potrebbero essere più simili a spazi di coworking, dove le persone si muovono dentro e fuori e ci sono lavori diversi eseguiti in un dato momento”, ha affermato Iraji.

“Ignorare queste variazioni spaziali e funzionali potrebbe portare a una comprensione errata e incompleta del cervello”, ha aggiunto.

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