Italia: 1,2 milioni di bambini ancora in povertà assoluta

1,2 milioni di bambini ancora in povertà assoluta sono la vera emergenza del Paese. Indispensabile e urgente un piano nazionale per contrastarla

 

“Un milione e duecentomila bambini in Italia vivono ancora in povertà assoluta e questa è la vera emergenza del Paese che non può più essere ignorata. I dati Istat confermano la triste realtà che vediamo ogni giorno nei nostri interventi in Italia: la povertà minorile rappresenta una piaga diffusa che affligge il presente e il futuro dei bambini e delle bambine in tutto il Paese e in modo particolare in quei luoghi dove minori sono le opportunità di crescita e di sviluppo. È sempre più urgente e indispensabile che la politica lavori a un piano nazionale di contrasto alla povertà minorile che non può più essere procrastinato”. Questo il commento di Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in relazione ai nuovi dati sulla povertà diffusi oggi dall’Istat.

Più di 1,2 milioni di minori, nel nostro Paese – rilevano i dati Istat – oggi vivono in condizioni di povertà assoluta, pari al 12,6% del totale dei bambini, con un’incidenza in aumento di mezzo punto percentuale rispetto al 2017 (12,1%) e che si traduce in 52 mila minori in più, rispetto allo scorso anno, che vivono senza l’indispensabile per una vita quotidiana dignitosa.

Una piaga, quella della povertà, che colpisce in particolar modo proprio le famiglie con figli minorenni. “Parliamo di 725 mila famiglie con minori che vivono in povertà assoluta e per le quali gli interventi di contrasto alla povertà non hanno avuto l’efficacia desiderata. Ad essere maggiormente colpiti, in particolare, sono i nuclei monogenitoriali: di questi, infatti, quasi 1 su 6 è in povertà assoluta, con un aumento di 5 punti percentuali tra il 2017 e il 2018”, ha proseguito Raffaela Milano.

“La povertà materiale si associa alla povertà educativa che blocca sul nascere le prospettive di crescita dei bambini e il loro futuro. In questo modo, va avanti la catena intergenerazionale della povertà. Questi dati non possono passare sotto silenzio. È quindi indispensabile un impegno straordinario per garantire a tutti i bambini e alle bambine le opportunità di crescita e di sviluppo alle quali hanno diritto, attraverso un intervento deciso di contrasto alla povertà minorile che incida su più ambiti: la povertà materiale delle famiglie, l’accesso alla istruzione fin dalla prima infanzia, la cura della salute, lo sviluppo di opportunità educative e culturali nei territori più colpiti”, ha concluso Raffaela Milano.

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