La lotta alla plastica riguarda anche la ristorazione

Obicà Mozzarella Bar, gruppo di 24 ristoranti in Italia e nel mondo, che dal 2004 propone l’autenticità, la freschezza e la genuinità dei migliori prodotti della tradizione del Bel Paese, annuncia l’introduzione di box monouso ecosostenibili nei ristoranti che effettuano servizi di take away e delivery che gradualmente sostituiranno i vecchi contenitori in plastica. I ristoranti Obicà hanno infatti rinnovato i box contenitori adeguandosi con anticipo alle norme europee che entreranno in vigore nel 2021 e salvaguardando nel contempo il gusto dei cibi trasportati e il design delle confezioni.

Questa iniziativa rientra nella missione del gruppo che da sempre mostra un’attenzione di rilievo per gli ingredienti, per la cura e provenienza delle materie prime e per l’ambiente. In particolare, per la realizzazione dei box, al posto del tradizionale PET, sono stati scelti materiali certificati eco-compatibili quali la polpa di cellulosa, biodegradabile e compostabile, e il PLA, che deriva da risorse rinnovabili come l’amido di mais o la canna da zucchero ed è smaltibile in maniera semplice nell’umido domestico. I ristoranti Obicà in Italia e UK si sono quindi dotati di contenitori realizzati con materie prime di origine vegetale, rinnovabili, al 90% biodegradabili e compostabili, mentre per il restante 10% si sono scelte materie riciclate o riciclabili per questioni tecniche e prestazionali. Anche il nuovo box per la Pizza è un prodotto ecologico al 100%, realizzato solo con cartone riciclato, che rallenta il raffreddamento della pizza, e alluminio riciclabile all’interno per mantiene inalterato il gusto.

Nel mondo, le materie plastiche costituiscono infatti l’85% dei rifiuti marini. Sotto forma di microplastiche sono presenti anche nell’aria, nell’acqua e finiscono anche sulle nostre tavole e Obicà condivide con i propri clienti l’attenzione per l’ambiente. Per queste ragioni il brand ha iniziato ad attivarsi per contribuire alla riduzione dei danni ambientali con una presa di posizione non solo ideologica e teorica, ma anche pratica e attiva che gradualmente si estenderà a tutta la ristorazione” afferma Davide Di Lorenzo, CEO di Obicà.

Secondo la Ellen MacArthur Foundation, nel 2050 ci sarà più plastica che pesce negli oceani e nonostante i Friday Strike lanciati dalla baby attivista Greta Thunberg abbiano mostrato una profonda sensibilità da parte delle giovani generazioni sul fronte della sostenibilità portando l’argomento in cima all’agenda setting a livello globale, è solo attraverso l’unione di buone pratiche a livello comunitario e di singoli individui che si può e – in un certo senso – si deve fare la differenza. Per questo motivo, la più grande manifestazione ambientale del pianeta, in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia, ad aprile Obicà propone una lista di 6 suggerimenti per fare la propria parte nella lotta alla plastica:

1. Usa borracce e bottiglie di vetro

Le bottiglie di plastica sicuramente sono comode ma, considerando l’impatto ambientale, su questo fronte il gioco non vale la candela. Sono disponibili infatti moltissime alternative che si possono acquistare per avere sempre con sé la propria acqua: piccole borracce o bottiglie di design dai prezzi, dai colori, dalle forme e dai materiali più disparati che si trovano sia prodotte da grandi brand della moda e dello sport, sia più a buon mercato da Decathlon, Tiger o Dmail. Contenitori colorati e glam che possono essere lavati e riutilizzati all’infinito e permettono di rifornirsi anche dove l’acqua è potabile o alle fontanelle in strada, per un risparmio che va anche oltre l’ambiente.

2. Usa saponi e detersivi ricaricabili

L’ideale sarebbe divertirsi a produrre il sapone home made e nonostante sia un passatempo molto in voga in questo periodo, non tutti hanno il tempo o la passione per farlo in casa. Nonostante ciò è possibile rimediare per saponi, shampoo e detersivi almeno con acquisti consapevoli scegliendo prodotti sfusi, presenti in molti punti vendita, che consentono di recarsi in negozio e ricaricare il proprio contenitore o usare comunque le confezioni più grandi riducendo così l’impatto ambientale delle confezioni monodose che possono essere comodamente conservate e riempite all’occorrenza.

3. Meglio la “schiscetta” del sacchetto e della pellicola

Per chi fa pausa pranzo in ufficio o prepara il cibo per un picnic o una scampagnata questo consiglio è sempre utile. Molto spesso si utilizzano infatti i sacchetti per alimenti perché hanno un ingombro minore e possono essere buttati dopo l’utilizzo. Ma a che prezzo? Per l’ambiente molto alto. In alternativa sarebbe meglio optare per i contenitori di cibo, che occupano più spazio e vanno riportati a casa ma si possono riutilizzare. Anche per questi oggetti esistono moltissime varianti, più o meno colorate e particolari, alcune soluzioni sono anche salvaspazio e dopo l’utilizzo si richiudono su se stesse, altre sono dotate di molteplici scomparti che in realtà offrono anche il vantaggio di mantenere separati gli alimenti e alcuni modelli hanno delle tecnolgie integrate che permettono di mantenere i cibi caldi o freddi a secondo delle necessità.

4. Evita abiti di plastica

Oggi molti nuovi vestiti sono costituiti di materiali sintetici come: poliestere, acrilico, lycra, spandex, nylon. In altre parole, tessuto di plastica. Tutti i tessuti sintetici creano inquinamento da microfibre quando riciclati. È per questo che al momento dell’acquisto è preferibile optare per abiti con cotone organico, canapa, lana e altre fibre naturali. A volte il posto migliore per trovare questi materiali è online…facendo attenzione a non richiedere imballaggi di plastica quando si effettua l’ordine.

5. Togli la plastica dal viso

Nel dentifricio, nello scrub per il viso e per il corpo, così come in alcuni detergenti, sono presenti delle microsfere di plastica. Queste sostanze, per lungo tempo sono state esaltate da pubblicità e packaging. Oggi però si sa che alle proprietà cosmetiche e ai benefici che rendono queste sostanze fantastiche per la cura della persona corrisponde un costo altissimo per il pianeta. Vale la pena essere “più belli” lasciando in eredità ai propri figli anche miliardi di palline che ogni giorno finiscono negli scarichi e non vengono smaltite a causa dei polimeri sintetici inclusi il polietilene, acido polilattico, polipropilene, polistirene o polietilene tereftalato? A questo punto è meglio tornale a soluzioni esfolianti naturali come per esempio la pietra pomice.

6. Occhio al contenitore quando ordini cibo da asporto

Obicà Mozzarella Bar non è l’unico brand che si è adeguato con anticipo alla normativa europea per eliminare la plastica. Peccato che oltre a questo e altri esempi virtuosi, come sempre, ci saranno realtà recidive. A questo punto entra in ballo la coscienza personale: prima di fare un ordine infatti è possibile e doveroso assicurarsi che il cibo richiesto arrivi in contenitori eco-sostenibili.

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