Dormire bene evita l’aterosclerosi

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In uno studio, illustrato su Nature, i ricercatori della Harvard Medical School di Boston hanno studiato l’indurimento delle arterie o l’aterosclerosi.

Servendosi di alcuni topi geneticamente modificati per sviluppare l’ aterosclerosi, hanno fatto dormire normalmente alcuni topi, mentre hanno disturbato altri, nel sonno.

Nel corso del tempo i topi che avevano dormito male avevano sviluppato più lesioni nelle loro arterie: le loro placche ateroma erano grandi e gli animali avevano nel loro sangue il doppio degli altri di cellule infiammatorie. Anche il livello di ipocretina – un neuroormone prodotto dall’ipotalamo – era più basso.

Le ipocretine, o orixine, sono neuropeptidi che derivano il loro nome da una contrazione tra le parole “ipotalamo” e “secretine”.

I neuroni ipotalamici che producono l’ipocretina hanno proiezioni che possono essere dirette ad altre regioni del sistema nervoso centrale.

L’ipocretina induce i ratti a svegliarsi, perché ha un ruolo nel sonno e nella veglia.

Per gli autori, il sonno controlla l’emopoiesi, cioè la produzione delle cellule del sangue e protegge contro l’aterosclerosi.

Alcune cellule del midollo osseo, che precorrono i globuli bianchi, hanno recettori dell’ipocretina. In presenza di ipocretina, i topi hanno meno monociti circolanti e meno aterosclerosi. Al contrario, senza ipocretina, i topi hanno più monociti e aterosclerosi.

I ricercatori hanno anche testato l’effetto della supplementazione di ipocretina nei topi.

Maggiore ipocretina aveva permesso ai topi dello studio che dormivano male di produrre meno cellule infiammatorie e di sviluppare lesioni più piccole rispetto ai topi non trattati col supplemento.

Il sonno scarso, dunque, è accompagnato da una diminuzione del livello di ipocretina, cosa che promuove l’ infiammazione e l’aterosclerosi. Ma ci vorrà ancora del lavoro per scoprire se l’ipocretina potrebbe essere usata per una terapia umana.

Una cosa è comunque certa, dormire bene è fondamentale.

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