Il digiuno contrasta le malattie legate all’invecchiamento

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In un nuovo studio, pubblicato di recente in Cell Reports, condotto a Irvine e guidato a un ricercatore italiano, è stato trovato che il digiuno influenza i ritmi circadiani nel fegato e nei muscoli dello scheletro, inducendoli a ricablare il loro metabolismo, il che può portare a un miglioramento della salute e della protezione dalle malattie associate all’invecchiamento.

L’orologio circadiano opera all’interno del corpo e dei suoi organi come un meccanismo intrinseco di conservazione del tempo per preservare l’omeostasi in risposta all’ambiente che cambia. E, mentre è noto che il cibo influenza gli orologi nei tessuti periferici, fino ad ora non era chiaro in che modo la mancanza di cibo influenzi la funzione dell’orologio biologico e in definitiva il corpo.

La nuova ricerca è stata condotta utilizzando dei topi, che sono stati sottoposti a periodi di digiuno di 24 ore.

E’ emerso che il digiuno è in grado di riprogrammare una varietà di risposte cellulari, a vantaggio della salute e della protezione contro le malattie associate all’invecchiamento.

Questo studio apre nuove strade di indagine che potrebbero alla fine portare allo sviluppo di strategie nutrizionali per migliorare la salute negli esseri umani, ha detto il suo autore principale Paolo Sassone-Corsi, Direttore del Center for Epigenetics and Metabolism e Donald Bren Professor del Department of Biological Chemistry a Irvine.

Sassone-Corsi aveva mostrato per la prima volta il legame tra ritmo circadiano e metabolismo, circa 10 anni fa, identificando le vie metaboliche attraverso le quali le proteine ​​circadiane percepiscono i livelli di energia nelle cellule.

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