Giovani: fare l’università è importante

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L’imprenditore Alfio Bardolla, Guru della formazione in Italia: «Briatore dichiara che l’università non è importante? Sbaglia, è una grande opportunità, i miei figli ci andranno»

I dati diffusi dall’Eurostat nel 2018 piazzano infatti l’Italia al secondo posto in Europa, dietro soltanto alla Francia, per numero di giovani studenti che hanno rinunciato a conseguire una laurea, con oltre 524.000 addii anticipati.

Un autentico paradosso, perché la decisone di istruirsi attraverso un’adeguata prosecuzione degli studi si rivela una scelta corretta e sempre più lungimirante.

Lo dimostrano chiaramente i dati pubblicati dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, il centro studi che raccoglie informazioni e valutazioni dei laureati sul percorso accademico e sulla loro successiva condizione occupazionale.

All’interno della Sintesi del Rapporto 2018 si legge che nei cinque anni successivi al conseguimento del titolo di studio universitario, “il tasso di occupazione risulta pari all’87,8% per i laureati di primo livello e all’87,3% per i laureati magistrali biennali. Tali valori risultano in aumento, rispetto al 2015, di 2,2 e di 3,0 punti percentuali, e il confronto con la rilevazione del 2017 mostra un incremento di 0,7 e di 3,0 punti percentuali”.

E’ dunque vero che il percorso universitario non è così rilevante per il futuro di un giovane?

Non è di questo parere un altro imprenditore di successo, Alfio Bardolla, che in 20 anni di attività imprenditoriale ha creato un business milionario attraverso trenta aziende perfettamente operanti in diversi settori, culminate con la Alfio Bardolla Training Group sul mercato AIM di Milano, l’unica azienda di formazione esistente quotata in borsa.

Le dichiarazioni di si inseriscono nel dibattito polemico avvenuto dopo che Flavio Briatore, parlando del futuro del figlio Nathan Falco, ha detto che formerà lui stesso il giovane, senza che segua corsi universitari, perché “l’università è un parcheggio per giovani privi di futuro”.

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