Dopo un anno, 8 su 10 dottori di ricerca lavorano

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I risultati delle indagini di AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei dottori di ricerca: il 49,8% svolge un’esperienza all’estero, la retribuzione mensile netta è di circa 1.600 euro.

Le indagini del Consorzio AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei dottori di ricerca
analizzano rispettivamente le performance formative di oltre 4.000 dottori di ricerca del 2017 di 20 atenei aderenti al Consorzio e quelle lavorative di quasi 4.400 dottori di ricerca del 2016 di 27 atenei, contattati ad un anno dal conseguimento del titolo di studio. I dottori di ricerca del 2016 coinvolti nella rilevazione rappresentano il 44,9% del complesso dei dottori di ricerca delle università italiane in quell’anno.

L’analisi, sebbene evidenzi il buon esito occupazionale dei dottori di ricerca già a un anno dal titolo, mostra che il mercato del lavoro non riesce a valorizzare appieno il percorso formativo e il potenziale professionale dei dottori. Le motivazioni sono legate principalmente a due ordini di fattori: da un lato lo storico sbocco professionale dei dottori di ricerca, ossia l’insegnamento e la ricerca in ambito accademico, caratterizzati da tempi lunghi di stabilizzazione contrattuale e valorizzazione professionale; dall’altro il fatto che il titolo di dottorato fatica tuttora ad essere apprezzato dal tessuto produttivo nazionale.

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