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Maggior rischio di demenza con gli sport da combattimento

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Le lesioni riportate in alcuni sport come il rugby, la boxe, e le arti marziali, sono collegate ad un accresciuto rischio di demenza.

Un nuovo studio ora dice che lo sport di combattimento può effettivamente portare a malattie neurodegenerative.

Le lesioni cerebrali potrebbero accelerare i processi che portano alla malattia di Alzheimer, che è il tipo più comune di demenza ed è caratterizzata da perdita di memoria, senso di disorientamento e capacità alterata di attendere alle normali attività quotidiane.

Numerosi studi, fatti nel corso degli ultimi anni, hanno suggerito che le ripetute lesioni alla testa riportate a causa degli sport di combattimento sono legate a encefalopatia traumatica cronica (CTE), che è una malattia cerebrale degenerativa che può portare alla demenza.

Ora, uno studio condotto dai ricercatori della Boston University School of Medicine, in Massachusetts, ha scoperto che le persone impegnate negli sport più violenti può anche portare ad avere maggiori probabilità di sviluppare la demenza da corpi di Lewy.

In questa patologia, una proteina forma dei depositi anormali conosciuti come corpi di Lewy nel cervello. La malattia è associata a demenza, così come il Parkinson.

Dal nuovo studio, pubblicato sul Journal of Neuropathology and Experimental Neurology, è emerso che se per un determinato numero di anni un individuo era stato esposto a sport come calcio, hockey su ghiaccio e boxe, sviluppava la demenza da corpi di Lewy, associata con il parkinsonismo.

Per il nuovo studio, sono stati analizzati 694 cervelli. E’ emerso che il numero totale di anni che una persona aveva trascorso a giocare sport di combattimento era associato con un aumentato rischio di sviluppare i corpi Lewy nella corteccia cerebrale.

Le persone che avevano partecipato a sport di contatto per oltre 8 anni avevano avuto un rischio sei volte più alto di sviluppare la demenza da corpi di Lewy, rispetto agli altri.

 

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