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BCE: il solito…sorprendente Draghi

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Draghi è riuscito a sorprendere gli operatori e gli analisti non tanto per l’estensione del QE (il cui annuncio era possibile anche nella riunione di luglio) quanto piuttosto per la capacità di ottenere con voto unanime (quindi tedeschi e francesi inclusi) l’impegno a mantenere i tassi fermi almeno fino all’estate del 2019 o oltre se necessario.

Inoltre la forte sottolineatura che lo strumento del QE rimane comunque un’arma disponibile anche dopo la sua ultimazione a dicembre, insieme alla sottolineatura che l’euro è irreversibile (aggiungendo, dopo una pausa, un emblematico….that’s it!) , sono elementi che tendono a rafforzare la fiducia e la percezione che Draghi c’è.

La reazione si sta sostanziando in un marcato deprezzamento dell’euro, recupero dei prezzi dei governativi. Sul mercato azionari, il mantenimento de tasso sui depositi a -0,40/ almeno fino all’estate 2019 sta penalizzando il comparto bancario.

Le parole di Draghi consentono di ricreare un clima più disteso dopo le recenti turbolenze. Nei prossimi giorni potrebbero arrivare ulteriori notizie che potrebbero rasserenare (almeno temporaneamente) il clima in area euro in vista di:

  • 19 giugno: incontro Merkel/Macron nei pressi di Berlino per mettere a punto le prime linee guida di un progetto di riforma EU
  • 28/29 giugno: consiglio europeo

In questo caso potrebbe emergere un quadro più incline a ipotizzare maggiore impegno per il rilancio dell’area sotto ancora la copertura estesa della BCE.

In questo contesto nelle prossime settimane lo spread potrebbe spingersi in area 180pb, con Btp decennale che potrebbe almeno tornare in area 2,50%.

Con riferimento all’euro, le potenziali notizie positive in arrivo prima citate per l’area euro, rimangono ancora in essere la possibilità di un recupero temporaneo fino ad area 1,19/1,20 entro fine mese, prima della ripresa del trend di apprezzamento del dollaro durante l’estate e comunque entro fine anno. Molto dipenderà anche dalla decisione di Trump sul tema dazi, in vista della scadenza dell’ultimatum alla Cina su dazi su merci importate dal Dragone, a meno che non vi sia un accordo last minute e/o una proroga dell’ultimatum.

a cura di Antonio Cesarano Chief Global Strategist, Intermonte SIM

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