L’aterosclerosi colpisce la metà dei 40-54enni

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La metà dei 40-54enni che sembrano essere in buona salute e che non sono a rischio di malattie cardiovascolari ha l‘aterosclerosi, ossia delle placche lipidiche nelle arterie.

L’aterosclerosi, perciò, può colpire anche se si appare in salute, secondo un nuovo studio condotto dal  Centro nacional de Investigaciones Cardiovasculares Carlos III (CNIC) di Madrid.

Pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology,  il lavoro dei ricercatori spagnoli ha trovato che  il colesterolo cattivo, anche a tassi considerati normali, è il principale fattore correlato alla  presenza di placche ateromatose  nelle arterie.

Questi risultati spiegherebbero perché così tante persone in questo gruppo di età hanno un attacco di cuore o un ictus.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori spagnoli hanno condotto lo studio su 1.800 uomini e donne senza problemi di salute.

Usando la risonanza magnetica, per osservare l’interno delle arterie, hanno osservato la presenza di placche ateromatose, ossia composte da lipidi sulle pareti delle arterie, in metà dei partecipanti, che non avevano un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

Il 91% dei partecipanti allo studio ha ammesso di dover raddoppiare gli sforzi nella dieta per controllare il  colesterolo. Ma solo una parte del colesterolo proviene dal cibo (25%) e curare la dieta generalmente non è sufficiente per ridurre il colestorolo LDL dopo un evento cardiovascolare o in caso di ipercolesterolemia familiare.

Dal punto di vista alimentare, i grassi saturi sono implicati nell’alta concentrazione di colesterolo LDL nella maggior parte delle persone. Al contrario, le fibre contenute nella frutta e verdura migliorano l’eliminazione del colesterolo. Per quanto riguarda le uova, a lungo denigrate per la loro concentrazione di colesterolo, se ne possono consumare una quantità ragionevole, 2-3 volte a settimana, senza aumentare il rischio cardiovascolare.

Il resto del colesterolo cattivo è prodotto nel fegato ed è correlato alla mancanza di purificazione da parte del fegato.

Tuttavia, con uno stile di vita sano, si può, un po’, ridurre i livelli di colesterolo cattivo. Aumentare il consumo di frutta e verdura (da 3 a 5 porzioni al giorno) e quello di pesci grassi (salmone, tonno, sardine) ricchi di acidi grassi essenziali (omega-3) riducendo il sale (salumi, formaggi) aiuta a combattere l’obesità e il sovrappeso.

Due cereali, orzo e avena, ricchi di beta-glucano, fibra solubile altamente viscosa hanno dimostrato di poter ridurre il colesterolo totale e quello LDL. Entrambi i cereali possono essere consumati sotto forma di crusca, farina, cereali interi, nella misura di 3 g al giorno, equivalente a 30-40 g di avena o orzo.

Altri alimenti efficaci per il controllo del colesterolo nel sangue, sono i semi oleosi, che prevengono il rischio cardiovascolare: ad esempio, si possono consumare 43 grammi di mandorle al giorno.

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