HIV: Una nuova diagnosi su 5 riguarda gli “Over50”

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Il rischio principale è certamente associato al numero dei partner sessuali, tuttavia si registrano anche  infezioni contratte  mediante rapporti avvenuti con il partner stabile che non era a conoscenza di avere l’infezione.

Il legame tra protezione e infezione è ancora spesso oscuro, sia per i giovani che per gli adulti. Si confonde ancora la difesa dalle infezioni sessualmente trasmesse con il concetto della contraccezione. Ad esempio, la pillola viene erroneamente considerata uno scudo nei confronti delle malattie infettive, specialmente tra i teenager (Fonte: https://www.ncbi.nlm.n ih.gov/pubmed/24396993). Mentre il preservativo, quando utilizzato, spesso è impiegato solo nella fase finale del rapporto. Purtroppo i dati specifici e scientifici sulla questione sono pochi. Ad ogni modo è sempre più chiaro che l’HIV non riguarda una categoria specifica. Si tratta, invece, di un’infezione indipendente dall’orientamento sessuale e, anche, dall’età.

 

IL CONGRESSO – Se ne parlerà durante la nona edizione di ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research), che si terrà dal 12 al 14 giugno 2017 a Siena. Il congresso, presieduto dai professori Maurizio Zazzi (Siena), Andrea Antinori (Roma) e Andrea De Luca (Siena), si svolgerà presso l’Università degli Studi di Siena – Centro Didattico del Policlinico S. Maria alle Scotte. Attesi 800 specialisti tra medici e ricercatori di vari settori coinvolti nell’assistenza e cura dell’infezione da HIV e volontari delle associazioni impegnate nella lotta contro l’AIDS.

L’obiettivo, in continuità con le passate edizioni, è presentare e discutere le novità in tema di ricerca, prevenzione, diagnosi e cura delle infezioni da HIV e da virus dell’epatiteICAR è organizzata sotto l’egida della SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e con il patrocinio di tutte le maggiori società scientifiche di area infettivologica e virologica.

 

GRADUATORIA DEL RISCHIO – Esiste un gradiente di rischio ben definito per la trasmissione di HIV nei rapporti non protetti, in relazione alla modalità del rapporto. “I rapporti a maggior rischio – dichiara il Prof. De Luca – sono quelli anali recettivi, seguiti dai rapporti vaginali recettivi, quindi quelli anali insertivi, vaginali insertivi ed infine i rapporti orali recettivi. Ho deliberatamente omesso il genere maschile o femminile e ho voluto focalizzare sulla modalità del rapporto che può in parte prescindere dal genere. Questo gradiente e l’entità del rischio può inoltre variare sensibilmente in relazione al contesto in cui il rapporto si svolge: è ovviamente più elevato se avviene nell’ambito di popolazioni ad alto rischio come in alcune grandi metropoli europee o in paesi dell’Africa Sub-sahariana ad elevata endemia”. 

INFEZIONI IN AUMENTO – “Quando i rapporti non sono adeguatamente protetti dal preservativo – spiega il Prof. Andrea De Luca, Direttore Malattie Infettive Università di Siena – l’incidenza di tutte le infezioni sessualmente trasmesse aumenta. In Italia, negli ultimi anni, abbiamo osservato un raddoppiamento di casi di sifilide, ma sono in aumento anche episodi di gonorrea e di epatiti A e C. Per questo stesso motivo i nuovi casi di infezione da HIV non diminuiscono come potrebbero”.

L’HIV NON HA ETA’ – Assieme all’allungamento della vita media, anche la vita sessualmente attiva si è oggi prolungata. Ciò è dipeso dal miglioramento della salute e dai cambiamenti di stile di vita nonché in parte anche dalla disponibilità  di “aiuti” farmacologici. Il rischio principale è certamente associato al numero dei partner sessuali, tuttavia si registrano anche infezioni contratte  mediante rapporti avvenuti con il partner stabile che non era a conoscenza di avere l’infezione.

Oggi si registra un incremento di nuove diagnosi di infezione da HIV in soggetti con più di 50 anni di età –  afferma il Prof. De Luca – che rappresentano circa il 20% delle nuove diagnosi nei centri clinici ed appartengono ad entrambi i sessi. Fino a 5 anni fa, invece, rappresentavano soltanto il 14% (fonti. Coorte ICONA e ISS-CoA) Un appunto importante: in oltre un caso su due la malattia è stata riscontrata in una fase molto avanzata. Per quanto riguarda gli uomini che fanno sesso con uomini, si è passati da 120 a 190 nuove diagnosi di HIV nell’ultimo quinquennio“.

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