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Banca Etica: riconoscimento legislativo sulla Legge di Bilancio

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Banca Etica esprime apprezzamento per l’articolo dedicato alla finanza etica all’interno della Legge di Bilancio, approvata ​dal Senato in via definitiva​.

È importante che vi sia il riconoscimento legislativo del valore sociale e ambientale, oltre che economico e finanziario, della finanza etica. Ed è confortante osservare che su di esso – pur nella complessità della situazione attuale – tutte le forze politiche abbiano trovato accordo – dice il presidente del Gruppo Banca Etica, Ugo Biggeri -. ​Questa misura​ rappresenta una significativa novità anche in Europa e nello scenario internazionale, dove legislatori e regolatori tanto si stanno spendendo per definire il migliore assetto di regole del mondo bancario e finanziario”.

La finanza etica, da oltre 20 anni in Italia e 40 in Europa, dimostra ogni giorno che è possibile tenere insieme partecipazione; orientamento sociale e ambientale degli impieghi; atteggiamento non speculativo e gestione di complessità bancaria e finanziaria, dando così il suo implicito contributo all’equilibrio e alla stabilità del sistema nel suo complesso.

​Il Gruppo Banca Popolare Etica gestisce attualmente circa 3 miliardi di euro di risparmi degli italiani.

Ecco il testo della misura inserita nella legge di bilancio che modifica l’articolo 111 del TUB:

Finanza etica e sostenibile

1. Sono operatori bancari di finanza etica e sostenibile le banche che conformano la propria attività ai seguenti principi:

  1. valutano i finanziamenti erogati a persone giuridiche secondo standard di rating etico internazionalmente riconosciuti, con particolare attenzione all’impatto sociale e ambientale;

  2. danno evidenza pubblica, almeno annualmente, anche via web, dei finanziamenti erogati di cui alla lettera a), tenuto conto delle vigenti normative a tutela della riservatezza dei dati personali;

  3. dedicano almeno il 20 per cento del proprio portafoglio di crediti a organizzazioni senza scopo di lucro o a imprese sociali con personalità giuridica, come definite dalla normativa vigente;

  4. non distribuiscono profitti e li reinvestono nella propria attività;

  5. adottano un sistema di governance e un modello organizzativo a forte orientamento democratico e partecipativo, caratterizzato da un azionariato diffuso;

  6. adottano politiche retributive tese a contenere al massimo la differenza tra la remunerazione maggiore e quella media della banca, il cui rapporto comunque non può superare il valore di 5.

2. Non concorre a formare il reddito imponibile ai sensi dell’articolo 81 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, degli operatori bancari di finanza etica e sostenibile una quota pari al 75 per cento delle somme destinate a incremento del capitale proprio.

3. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, stabilisce, con proprio decreto, le norme di attuazione delle disposizioni del presente articolo e dalle quali non possono derivare oneri a carico della finanza pubblica superiori a 1 milione di euro in ragione annua a decorrere dall’anno 2017.

4. L’agevolazione di cui al presente articolo è riconosciuta nel rispetto dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”.

Dalla nascita – nel 1999 – a oggi, Banca Etica ha mantenuto i propri impegni, aumentando costantemente il credito alle famiglie e alle imprese sociali italiane, anche negli anni della crisi quando il resto del sistema bancario contraeva i finanziamenti.

La crescente fiducia dei risparmiatori italiani nella finanza etica è dimostrata anche dalla crescita della raccolta di risparmio e del capitale sociale di Banca Etica.

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