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Fumare da giovani aumenta il rischio di ictus dopo i 50 anni

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Una ricerca britannica ha rivelato che la cattiva abitudine di fumare aumenta il rischio di avere un ictus nelle persone giovani rispetto ai non-fumatori o agli ex fumatori.

Dal 1950, il fumo è associato a un aumentato rischio cardiovascolare, ha detto il team della nuova ricerca, guidato da Ever Grech, del Northern General Hospital di Sheffield, nel Regno Unito.

Dallo studio è emerso che, ogni anno, 60 fumatori sotto l’età di 50 anni, ogni 100 mila persone potrebbero avere un attacco di cuore, rispetto ai 7 non fumatori o ex fumatori dello stesso gruppo di età.

In definitiva, c’è un aumentato rischio di ictus pari a otto volte negli adolescenti che fumano rispetto ai non fumatori. Il pericolo quintuplica tra i fumatori di età compresa tra i 50 e i 65 anni, mentre triplica fra i fumatori che hanno più di 65 anni.

Gli autori dello studio per giungere alle loro conclusioni hanno analizzato i dati di molti pazienti trattati per infarti causati dal blocco di una delle principali arterie cardiache, ha detto un articolo pubblicato sulla rivista ‘Heart’.

Il 49 per cento di essi fumava, il 27 aveva fumato e il 24 non aveva mai utilizzato tabacco.

Molti sottovalutano il rischio del fumo, ma le osservazioni confermano è nociva la pratica di fumare in gioventù, dice lo studio.

Secondo l’organizzazione mondiale della sanità (OMS), il fumo è una delle più grandi minacce alla qualità della vita che il mondo abbia mai affrontato.

Uccide, secondo l’OMS, quasi 6 milioni di persone all’anno, di cui più di 5 milioni tra i consumatori diretti di tabacco e più di 600 mila tra i non fumatori esposti al fumo passivo.

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