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Le ricadute su economia e finanza dopo l’elezione di Trump

Filed under Notizie, Opinioni

A cura di:

Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management
Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management

 

L’esito delle elezioni con la vittoria a sorpresa di Trump e con Senato e Camera entrambe a guida repubblicana avrà importanti ricadute sul mix di politiche fiscali e monetarie. La reazione del mercato sembra indicare un ottimismo iniziale, testimoniato soprattutto dalla reazione positiva dei mercati azionari sviluppati. Inflazione in crescita e maggiore spesa pubblica avranno invece conseguenze pesanti per i rendimenti obbligazionari. Il titolo decennale USA passa da 1,8% al 2,3% nel corso dell’ultima settimana.

Le ricadute sono pesanti anche sull’area euro con lo spread contro Bund che raggiunge quota 180bp: parte del movimento è ascrivibile al rischio referendum in Italia. Sofferenza anche sugli emergenti a causa dei timori su ricadute negative sul commercio mondiale derivanti da un atteggiamento più isolazionista/protezionista negli USA: non a caso il peso messicano, il cui export verso gli USA rappresenta l’80% del totale, si è svalutato di 10 punti percentuali. Pesante anche la sottoperformance degli indici azionari Emergenti rispetto all’indice S&P, il differenziale di performance apertosi nell’arco della settimana successiva alle elezioni è pari a 10 punti percentuali.

Il rialzo delle attese inflazionistiche e l’irripidimento (steepening) delle curve obbligazionarie giova a bancari e assicurazioni. Il piano di spesa in infrastrutture dovrebbe aiutare le valutazioni delle materie prime, sostenendo titoli ciclici e aziende del settore energetico.

STRATEGIA

La Fed dovrebbe rialzare a dicembre, fatta eccezione per impreviste restrizioni alle condizioni finanziarie: con l’indice S&P vicino ai massimi e indici di credito sostanzialmente stabili è difficile sostenere questa tesi a meno che il movimento sui tassi diventi ancora più violento. Il rendimento del 10yr USA dovrebbe entrare in zona di acquisto intorno al 2,5%. Un caso simile può essere sostenuto per il Dollaro che si trova sui massimi ad un anno.

In Europa la situazione è come accade sovente complicata: il referendum italiano è soltanto il primo dei rischi politici che dovranno essere superati. L’allargamento dello spread Francia-Germania riflette i timori di una possibile vittoria di Marine Lepen. Altri possibili fattori di rischio per l’Europa sono il possibile tapering del programma di acquisto della BCE e una risalita dei tassi reali che potrebbe avere conseguenze avverse su un ciclo economico che sembra essere finalmente sulla buona strada.

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