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‘Mi richordo anchora’ di Pietro Ghizzardi al Teatro dell’Arte

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“C’è un uomo nella Bassa sui settant’anni che si chiama Pietro Ghizzardi ed è un grande uomo. Ma da parecchio prima che cominciasse a dipingere (…) lessi le sue memorie quando erano in boccio e dissi: « Corro subito ad abbracciarlo». Poi non corsi ad abbracciarlo, passò del tempo, si dimentica, questa è la vita, e si onora purtroppo più facilmente un artista che un uomo.”

Così scrive Cesare Zavattini nella prefazione di Mi richordo anchora, romanzo popolare in forma di autobiografia del pittore Pietro Ghizzardi (1906 – 1986), mantovano di nascita approdato poi a Boretto, nelle terre della bassa reggiana. Le sue memorie, pubblicate nel 1976 nella collana degli Struzzi di Einaudi e vincitrici del Premio Viareggio Opera Prima per la Narrativa, sono l’espressione di un mondo contadino che affonda le radici in tradizioni e superstizioni lontane, parole che sgorgano da un’espressività sorgiva – la medesima da cui, sul versante figurativo, si origina la sua pittura. Il linguaggio apre così uno squarcio potente e inaspettato sulla vita delle campagne della zona del Po e ci restituisce la consapevolezza del tramonto di quel mondo che, nonostante tutto, è determinato in qualche modo a resistere attraverso la propria narrazione epicizzata.

Casa Ghizzardi. Mi richordo anchora percorre la vita e l’ispirazione di Pietro Ghizzardi, a trent’anni esatti dalla sua morte e quarant’anni dopo l’edizione di Mi richordo anchora, di cui è prevista la riedizione a novembre 2016 per Quodlibet, indagando l’origine di una vocazione inaspettata quanto cogente e sorprendente negli esiti – un uomo umile e incolto trova nella pittura, realizzata con materiali di fortuna, autoprodotti, estratti con processi quasi alchemici, il senso della propria esistenza, attraverso una serie di sperimentazioni ed approssimazioni che lo avvicinano, non senza tribolazione, alla sfera della bellezza.

Silvio Castiglioni conduce il pubblico in un viaggio teatrale  tra le opere originali  dell’artista – ritratti di donne, omaggi a personaggi storici, leggende popolari e storie sacre – che dialogano costantemente con la presenza dell’autore, evocata attraverso il supporto della tecnologia e di materiali d’archivio della Casa Museo “Pietro Ghizzardi”.

Ne scaturisce un racconto poetico, la storia di una missione e di una necessità: quella di esprimersi, di affermare la propria esistenza attraverso l’arte e, dopo una vita di esclusione, trovare un veicolo di comunicazione con l’umanità.

Il progetto performativo, a cura di Silvio Castiglioni e Giulia Morelli, con la regia di Giovanni Guerrieri e le scene di Nicolò Cecchella, si origina dalla volontà di gettare nuova luce sulla vicenda esistenziale ed artistica di Ghizzardi, troppo a lungo – ed erroneamente – incluso tra i naif, poi riposizionato tra gli irregolari e infine, negli ultimi anni, considerato artista contemporaneo senza bisogno di aggettivi ulteriori che ne determinassero l’appartenenza.
L’opportunità di tradurre sulla scena questo percorso, permettendone una più ampia diffusione, è stata possibile grazie all’attenzione con cui Franco Laera e il CRT Teatro dell’Arte si sono approcciati a questo soggetto, cogliendone il senso e lo scopo, e rivestendo un ruolo fondamentale nel processo ideativo e nello sviluppo dello stesso.

La drammaturgia è imperniata sulla presenza vivente delle opere in scena: da questo dialogo costruito per sottrazione, in uno spazio che è al contempo domestico ed interiore, irrompe tutta la forza di una storia unica, di una resistenza vitale che continua a produrre senso e a svelarsi allo sguardo dello spettatore in tutta la sua potenza, in grado di imprimersi nella storia.

 

Casa Ghizzardi. Mi richordo anchora è una produzione di CRT Teatro dell’Arte, ed è accompagnato dalla contestuale esposizione di una decina di opere di Pietro Ghizzardi, fruibili durante le ore di apertura della Triennale.

Giulia Morelli e Silvio Castiglioni

CASA GHIZZARDI: MI RICHORDO ANCHORA

Ispirato all’opera dell’artista Pietro Ghizzardi

Teatro dell’Arte

dal 15 novembre all’11 dicembre 2016

da martedì a venerdì, ore 19.00

sabato e domenica ore 18.00

 

Progetto di Giulia Morelli e Silvio Castiglioni 
Da un’idea di Franco Laera 
Con Silvio Castiglioni 
Co-regia e collaborazione drammaturgica di Giovanni Guerrieri 
Scenografia di Nicolò Cecchella 
Impianto scenico e luci di Valeria Palermo, Valentina Tescari 
Sound design Matteo Massocco 
Light design Stefano Bardelli 

Costumi forniti dalla sartoria Tirelli – Roma
Produzione CRT Teatro dell’Arte 
in collaborazione con Casa Museo Pietro Ghizzardi, associazione culturale “Pietro Ghizzardi” – Centro Documentale e Archivio Storico e associazione culturale Celesterosa 

 

 

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