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La dieta mediterranea previene l’Alzheimer

Filed under Lifestyle, Salute

Una dieta sana e un regolare esercizio fisico potrebbero essere le chiavi per mantenere il cervello sano ed evitare i cambiamenti che portano alla malattia di Alzheimer, secondo un nuovo piccolo studio, fatto alla UCLA di Los Angeles.

I ricercatori hanno studiato 44 persone di età compresa tra 40 e 85 anni con lievi problemi di memoria. Hanno trovato che i cervelli di coloro che avevano  seguito una dieta mediterranea ed erano fisicamente attivi avevano meno placche e nodi, caratteristiche tipiche del morbo di Alzheimer, rispetto a quelli che avevano seguito diete meno sane ed avevano fatto meno movimento fisico.

Per lo studio, i ricercatori hanno sottoposto i pazienti a scansioni per determinare i livelli dei depositi delle proteine nei loro cervelli e hanno esaminato i livelli specifici dei depositi di beta amiloide negli spazi tra le cellule nervose, oltre ai nodi, che sono grumi di proteine tau all’interno delle cellule cerebrali. Entrambi sono indicatori del morbo di Alzheimer.

Hanno trovato che i fattori dello stile di vita, come un peso sano, un’attività fisica regolare e una dieta, come quella mediterranea, sono legati a nodi e depositi inferiori nei cervelli.

La dieta mediterranea è ricca di frutta, verdura, legumi, cereali e pesce e povera di carne, latticini e grassi saturi.

“Sappiamo che la malattia di Alzheimer è incurabile, ma fino a poco tempo non pensavamo che potesse essere evitabile”, ha detto il ricercatore David Merrill, autore dello studio con alcuni suoi colleghi.

Questo è il primo lavoro che ha dimostrato come lo stile di vita influenzi direttamente i livelli dei depositi anormali delle proteine nel cervello legati al morbo di Alzheimer, ha detto Merrill.

Lo studio dice che è importante condurre una vita sana per prevenire lo sviluppo nel cervello della malattia di Alzheimer, “anche prima dello sviluppo di una demenza clinicamente significativa” ha precisato Merrill.

La relazione sullo studio è apparsa sull’American Journal of Geriatric Psychiatry.

Merrill ha detto che il passo successivo è quello di combinare le scansioni del cervello con degli studi sui cambiamenti nella dieta, nell’esercizio fisico e in altri fattori dello stile di vita, come lo stress e la salute mentale.

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