Salute mentale: le best practice per aumentare il benessere in azienda

Il malessere psicologico correlato all’ambito lavorativo si manifesta in diverse forme e settori, colpendo oggi una larga fetta di lavoratori che manifestano sindrome da burnout, stress, frustrazione e disturbi psicologici. Si tratta di fenomeni in crescita, come dimostrano le oltre 22.000 denunce di malattie professionali legate a disturbi psichici e comportamentali arrivate all’Inail nel primo trimestre 2024 (+17,9% rispetto allo stesso periodo del 2023).

Un trend in peggioramento che ha portato a un conseguente aumento delle richieste di assistenza psicologica da parte di molti lavoratori, come rivela una recente indagine promossa da Speexx, azienda specializzata in formazione linguistica e business coaching, in collaborazione con Stimulus, società di consulenza specializzata nel campo della salute mentale al lavoro. A utilizzare i servizi di supporto psicologico è in particolare la fascia di popolazione aziendale tra i 40 e i 49 anni, seguita dai 30-39enni. Le richieste in ambito professionale riguardano prevalentemente le problematiche relazionali con i colleghi e i responsabili, la gestione del carico mentale (che può dipendere da diversi fattori, come ad esempio il carico di lavoro elevato, le scadenze pressanti, un supporto manageriale non sempre costante o la tendenza a penalizzare l’errore) e le tensioni legate alla paura di non essere adeguati alle richieste lavorative.

Garantire un ambiente di lavoro psicologicamente sano è, dunque, oggi una sfida sempre più urgente, che va affrontata in maniera continuativa e strutturata. Per capire come rallentare l’impennata dei disagi psicologici in azienda, gli esperti di Speexx hanno analizzato una serie di interventi promossi da realtà operanti in diversi settori e individuato alcune iniziative che le organizzazioni possono mettere in atto per ottenere un sensibile miglioramento dello stato di salute mentale dei propri collaboratori.

1. Idea management e valutazione delle performance bottom-up per favorire l’autodeterminazione

Avviare dei programmi di idea management, ossia dei momenti di incontro periodici durante i quali tutti possono condividere idee innovative rispetto a specifici progetti, consente di aumentare il livello di coinvolgimento dei propri collaboratori, che sentono di poter contribuire attivamente alla crescita dell’azienda. Analogamente, nell’ottica di favorire lo spirito di autodeterminazione, promuovere processi di valutazione delle performance con un approccio bottom-up può essere una carta vincente perché, anche in questo caso, i lavoratori possono avere un ruolo attivo nel proprio percorso professionale, fissando personalmente i propri obiettivi annuali che vengono poi discussi con il proprio manager.

2. Energy corner per una pausa di qualità e per promuovere la socialità

Gli spazi fisici trasformati in chiave benessere, ad esempio aree simili alle business lounge degli aeroporti con divanetti o angoli per il bookcrossing con l’offerta di cibo sano, garantiscono una pausa di qualità, ma soprattutto incoraggiano l’incontro e la relazione. L’idea è di non consumare più un caffè in piedi davanti alla macchinetta in maniera frettolosa, ma di godersi un vero momento di stacco. Le pause non solo sono vitali per riacquisire il controllo della propria giornata, l’attenzione e il benessere, ma permettono anche di stimolare la creatività e trovare nuove idee.

3. Duty of care e supporto professionale al momento giusto

Soluzioni come i programmi di assistenza ai dipendenti (EAP, Employee Assistance Program) svolgono un ruolo importante perché consentono alle persone di accedere a un supporto psicologico, sociale e legale quando e dove necessario. Attivando questi programmi, le organizzazioni forniscono a tutti i dipendenti un servizio di sostegno nella risoluzione di specifiche problematiche e sfide quotidiane, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con garanzia di totale anonimato e confidenzialità e possibilità di accesso alle consulenze in presenza e a distanza attraverso diversi canali e dispositivi.

“In un mondo in cui, forse, lo stigma dei problemi psicologici sta pian piano crollando, in cui si ricerca sempre meno la carriera fatta di tappe precostituite e sempre più il trovarsi bene in quello che si fa e insieme agli altri, concetti come cultura del benessere, dialogo costante, attenzione all’ascolto e sicurezza psicologica devono portare a una riflessione capace di spingere le organizzazioni a tramutare le parole in azioni concrete. Solo in questo modo salute mentale e lavoro possono diventare nutrimento l’uno dell’altro”, conclude Oliver Albrecht, senior vice president di Speexx.


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