Il caldo estremo mette a rischio la salute dei bambini

Samarkand sunset (20 May 2016 or before). Original public domain image from Wikimedia Commons

Con l’aumento delle temperature in tutto il mondo, il caldo estremo mette a rischio la salute dei bambini, rende difficile per molti di loro l’accesso all’istruzione e li rende sempre più ansiosi rispetto al futuro. Questo l’allarme lanciato oggi da Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine a rischio e garantire loro un futuro -, che in una recente ricerca aveva rilevato che i bambini nati nel 2020 dovranno affrontare in media un numero sette volte superiore di ondate di caldo torrido rispetto a quello dei loro nonni[1]. In alcuni Paesi la situazione è molto peggiore, con i bambini dell’Afghanistan che dovranno affrontare un numero di ondate di calore 18 volte superiore a quello dei loro nonni.

Queste previsioni sembrano essere confermate dalle ondate di calore che stanno interessando attualmente vaste aree del globo. La Cina ha registrato domenica la temperatura più alta di sempre, e quasi un terzo di tutti gli americani – più di 110 milioni di persone, tra cui più di 20 milioni di minori –, negli ultimi giorni, hanno ricevuto segnalazioni d’emergenza relative al caldo eccezionale, nello stesso momento in cui in Europa si è verificata la giornata più calda di sempre, con temperature che in alcune zone dell’Italia, come Sardegna e Sicilia, hanno raggiunto e superato i 46°. Negli ultimi mesi si sono registrate temperature record in molti Paesi asiatici, che hanno avuto un impatto maggiore su bambini e bambine colpiti da povertà, disuguaglianze e discriminazioni.

Il fenomeno climatico “El Niño” sta inoltre riscaldando alcune parti dell’Oceano Pacifico equatoriale, innescando eventi meteorologici estremi, tra cui ondate di calore, e probabilmente scatenerà un nuovo picco di riscaldamento globale. Secondo gli scienziati, è estremamente probabile che uno dei prossimi cinque anni possa essere l’anno più caldo mai registrato finora.

Nonostante questo, abbiamo ancora la possibilità di agire, sapendo che agire subito per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali ridurrà del 45% l’esposizione media alle ondate di calore nell’arco della vita[2]. Oltre a contrastare l’aumento delle temperature, Save the Children richiama le autorità ad un impegno forte per adattare le scuole e i sistemi sanitari perché possano resistere alle ondate di calore, e siano a misura di bambino, accessibili a tutti.

“I bambini di tutto il mondo sono già colpiti dalla crisi climatica. Le ondate di calore li fanno ammalare, interrompono l’apprendimento scolastico e li spingono verso la fame. Abbiamo bisogno di un’azione urgente per il clima e i bambini devono essere al centro di questa azione”. Ha dichiarato Kelley Toole, Responsabile Globale per i Cambiamenti Climatici di Save the Children.

L’impatto diretto sui bambini del caldo torrido riguarda cinque aspetti chiave:

1) Impatto sulla salute

Secondo uno studio di Lancet[3], più i bambini sono esposti al caldo estremo, maggiore è il rischio di malattie respiratorie e renali, febbre e squilibrio elettrolitico, che possono alterare una serie di funzioni critiche, comprese quelle cardiache e neurologiche. Può anche causare grave disidratazione, esaurimento e colpi di calore, che se non trattati possono danneggiare rapidamente il cervello, il cuore, i reni e i muscoli, risultando in alcuni casi fatali[4].

Mantenersi idratati, stare al fresco e al riparo dal sole può ridurre le probabilità di ammalarsi[5], ma a volte questo non è possibile, e i bambini colpiti da disuguaglianze, discriminazioni e conflitti sono particolarmente vulnerabili e hanno maggiori probabilità di non avere accesso a un’assistenza sanitaria di qualità. Tra questi ci sono anche i bambini rifugiati e sfollati, come i rifugiati Rohingya a Cox’s Bazar in Bangladesh, che vivono sotto il caldo torrido in rifugi sovraffollati e congestionati fatti di teloni e bambù. Questi bambini devono spesso affrontare l’epidemia di malattie trasmesse dall’acqua, come la diarrea e il colera, che mettono a rischio la loro vita.

2) Interruzione dell’apprendimento scolastico

Le recenti ondate di calore hanno provocato la chiusura delle scuole in tutto il mondo. Anche quando i bambini possono andare a scuola, il caldo può compromettere la loro concentrazione, come racconta Justina, 16 anni, dello Zambia “Quando fa così caldo, svengo, come mi è successo la settimana scorsa. Ero a scuola ed ero a disagio perché è accaduto in pubblico, davanti a tutti gli altri. Non so cosa mi sia capitato! Mi sono sentita soffocare, a causa del caldo”.

Il caldo può avere un impatto significativo sull’istruzione, con gli studenti che mostrano livelli inferiori di rendimento durante gli anni scolastici più caldi. Le ricerche suggeriscono che ogni aumento di temperatura di un grado Fahrenheit riduce dell’1% le nozioni apprese in un anno scolastico[6]. L’esposizione al calore può esacerbare le disuguaglianze: gli studenti provenienti da famiglie a basso reddito hanno maggiori probabilità di vivere in aree colpite dal caldo e di beneficiare meno di elementi di supporto, come l’aria condizionata.

Oltre a contrastare l’aumento delle temperature, Save the Children richiama le autorità a implementare misure di adattamento alle ondate di calore per scuole e sistemi sanitari, e includere l’educazione ambientale e al cambiamento climatico nei programmi scolastici in tutti i Paesi del mondo.

3) Fame

In tutto il mondo, le perdite del raccolto e la morte del bestiame causate dal caldo estremo rendono il cibo inaccessibile per bambini, bambine e le loro famiglie e spesso determinano un aumento dei prezzi. Negli Stati Uniti, ad esempio, il caldo record sta attualmente minacciando i raccolti, mentre i Paesi a basso reddito stanno affrontando siccità e perdite del raccolto da anni. Nel frattempo, in una recente ondata di caldo in Bangladesh, le interruzioni di corrente hanno costretto i negozi a chiudere, con un crollo del reddito giornaliero di molte famiglie, rendendo così ancora più inaccessibile il cibo.

Save the Children ricorda che i Paesi a più alto reddito devono investire maggiormente in sistemi di protezione sociale a misura di bambino e in grado di reagire agli shock per supportare le famiglie e i minori, e promuovere una pianificazione a lungo termine che rafforzi la resilienza delle comunità. Una recente ricerca di Save the Children e di altri membri [CLV1] della Children’s Environmental Rights Initiative (CERI) ha rilevato che solo il 2,4% dei principali fondi globali per il clima può essere classificato come sostegno ad attività che rispondono ai bisogni dei minori.

4) Impossibilità di giocare

Per molti bambini, queste ondate di calore arrivano in concomitanza con la chiusura delle scuole per le vacanze. Gli avvisi delle autorità alla popolazione perché si eviti di uscire di casa, fanno sì che i bambini restino soli e limitati nello svolgimento di attività fondamentali per il loro sviluppo fisico e mentale, come giocare con gli amici e fare esercizio fisico. Questo può anche comportare rischi per la protezione dei bambini.

5) Disagio psicologico

Secondo una recente ricerca[7], le giornate estive calde fanno aumentare il numero di persone che sperimentano forti disagi di carattere psicologico. Anche essere esposti continuamente a notizie sull’emergenza climatica in atto ha un impatto sul benessere psicologico dei bambini in tutto il mondo. Una consultazione condotta lo scorso anno da Save the Children in Italia, ha rivelato che l’84% di coloro che hanno preso parte al questionario ha dichiarato di osservare un peggioramento nel benessere pscicologico di bambine, bambini e adolescenti dovuto alla crisi climatica e alle disuguaglianze. In un altro studio pubblicato sulla rivista Lancet[8], si rileva che oltre il 45% dei bambini e dei giovani tra i 16 e i 25 anni di 10 diversi Paesi ha dichiarato che le loro preoccupazioni riguardo alla crisi climatica influiscono negativamente sulla loro vita quotidiana.


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