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Gabbie negli allevamenti: l’Italia deve fare la sua parte

In occasione del World Cage Free Day, Animal Equality chiede di abbandonare l’uso di una pratica crudele e obsoleta all’interno degli allevamenti italiani, dove ancora oggi circa 40 milioni di animali vivono reclusi tra sofferenza e sopraffazione.

La reclusione in gabbia riguarda oltre 300 milioni di animali in tutta l’Unione europea tra galline, oche, conigli, maiali, scrofe e vitelli sfruttati all’interno dell’industria alimentare, come evidenziato in questi anni anche dalla coalizione End the cage age, di cui Animal Equality fa parte, promossa da Compassion in World Farming.

Animal Equality e numerose altre organizzazioni hanno realizzato diverse inchieste negli allevamenti italiani e internazionali, dalle quali emerge chiaramente la sofferenza degli animali confinati in modo tragico e continuo tra le sbarre.

In Italia, ad esempio, il 99% dei conigli vive in gabbia senza poter in alcun modo muoversi o saltare; le scrofe sono costrette ad allattare i propri piccoli attraverso le sbarre; le galline, rinchiuse in gabbie grandi quanto un foglio A4, non riescono a spiegare le ali, mentre ai vitelli viene negata ogni possibilità di socializzazione e conforto della propria madre nelle prime settimane di vita.

È fondamentale che il nuovo Parlamento e il futuro Governo prendano posizione contro questo sistema non solo ingiusto, ma ormai considerato superato anche da parte dell’industria. In Italia infatti il numero di galline ovaiole confinate in gabbia è diminuito notevolmente negli ultimi cinque anni, ed Animal Equality si augura che questo esempio venga seguito anche da quegli allevatori che invece confinano ancora animali di diverse specie in gabbia.

Il 30 giugno 2021 la Commissione europea si è impegnata a eliminare gradualmente l’uso delle gabbie negli allevamenti europei entro il 2027 tramite una normativa dedicata. Si tratta di un risultato straordinario raggiunto grazie alle 1,6 milioni di persone che hanno firmato l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age e che dimostra quanto anche i consumatori non siano più disposti ad accettare simili trattamenti sugli animali.

Una volta presentata, la proposta legislativa dovrà essere approvata dal Consiglio dell’Unione europea, formato dagli Stati membri. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo è fondamentale che il governo italiano sostenga senza riserva la transizione cage-free in Italia e in Europa, impegnandosi per vietare le gabbie negli allevamenti come hanno già fatto negli scorsi anni le regioni Emilia-Romagna e Campania.

“Il World Cage Free Day permette di ribadire con forza la necessità di fermare al più presto questo confinamento inaccettabile per tutti gli animali sfruttati a scopo alimentare tra le sbarre – afferma Alice Trombetta, Direttrice Esecutiva di Animal Equality Italia – Un trattamento simile impedisce loro di esprimere i comportamenti naturali, e li condanna a vivere in spazi angusti e sporchi provocando loro ansia, stress, ferite e malformazioni: tutto questo non può e non deve più essere accettato”.