“Best Workplaces in Europe”: Italia seconda solo al Regno Unito

Group Of Mature Female Friends Walking Along Path Through Yurt Campsite

Benessere, rispetto, equità e credibilità: sono queste le qualità che rendono un’azienda europea il luogo di lavoro ideale per ogni collaboratore. Great Place to Work, azienda leader nello studio e nell’analisi del clima aziendale, della trasformazione organizzativa e dell’employer branding, ha stilato la classifica “Best Workplaces in Europe 2022”, le 150 migliori aziende europee per cui i dipendenti sono più felici di lavorare, scelte da 800mila collaboratori in rappresentanza di 1,4 milioni di persone impiegate in oltre 3.000 imprese attive in 21 paesi in Europa.

La ricerca completa è consultabile al seguente link: greatplacetowork-classifica-best-workplaces-europe.

Il ranking, suddiviso in 4 categorie (Multinational Companies, Large Companies, Medium Companies, Small Companies) in base al numero di collaboratori e alla presenza in più Paesi (Multinazionali, oltre 500, tra 50 e 499, tra 10 e 49), ha visto le migliori organizzazioni europee ottenere, in media, un dato superiore di 10 punti percentuali (89%) rispetto a quelle premiate nelle varie classifiche nazionali dei Best Workplaces (79%). Per quanto riguarda i settori di riferimento un terzo delle aziende presenti in classifica (31%) è attivo nell’ambito IT (Information Technology), seguono l’asset dei servizi professionali (15%) e quello dei servizi finanziari e assicurativi (11%). Facendo invece un focus sull’Italia, il Bel Paese è il secondo paese europeo, insieme alla Francia, per numero di aziende premiate (7%), dietro solo al Regno Unito (9%) ma davanti a Germania e Spagna (5%) e ha un’impresa, Illimity, gruppo bancario ad alto tasso tecnologico, che figura al 13° posto tra le 50 Best Large Companies europee. Rilevante la presenza italiana anche nella categoria 50 Best Medium Companies grazie a Bending Spoons (Information Technology, Software, 6°posto), Sidea Group Srl (Information Technology, Consulenza IT, 15°) e Webranking (Media, Servizi Internet Online, 42°), mentre sono due le aziende tricolori (Fluentify e Nebulab Srl) premiate nella categoria delle 25 Best Small Companies. Menzione speciale per Chiesi Group, impresa attiva nel settore biotecnologie e prodotti farmaceutici, che è l’unica azienda italiana presente nella classifica delle multinazionali (12° posto), un ranking solitamente avaro di soddisfazioni per il Bel Paese, spesso appannaggio dei grandi gruppi statunitensi.

Il principale indicatore preso in considerazione nell’analisi del ranking delle migliori aziende europee è il Trust Index, l’indice di “fiducia” che raggruppa tematiche quali credibilità, rispetto, equità, coesione e orgoglio. Qui i Best Workplaces in Europe 2022 hanno mostrato, nel confronto con le aziende premiate nelle varie classifiche nazionali dei Best Workplaces, migliori risultati in termini di rispetto (+11%), credibilità (+10%), equità (+9%), orgoglio (+9%) e coesione (+8%). Altri temi importanti emersi nella ricerca riguardano i benefit, speciali e unici, ottenuti dai collaboratori rispetto ai quali c’è una differenza di 19 punti percentuali (82% vs 63%) tra i Best Workplaces in Europe 2022 e le imprese premiate nei ranking nazionali, il benessere dei dipendenti (59% vs 42%, +17%), la sensazione di ricevere una parte equa dei profitti realizzati dall’organizzazione (74% vs 57%, +16%), il coinvolgimento dei collaboratori, da parte della direzione aziendale, nelle decisioni che riguardano le loro mansioni o il loro lavoro (83% vs 69%, +14%), la celebrazione delle persone che sperimentano modi nuovi e migliori di fare le cose (87% vs 73%) e l’offerta di avere opportunità di formazione professionale (85% nei Best Workplaces in Europe contro il 71% delle aziende premiate nelle classifiche nazionali dei Best Workplaces).

“La classifica dei migliori ambienti di lavoro in Europa conferma quanto sia fondamentale, in questo momento storico, l’ascolto delle persone: meritocrazia, imparzialità, ma anche una paga equa e la possibilità di una partecipazione ai profitti delle organizzazioni sono oggi gli elementi che differenziano queste imprese rispetto a tutte le altre – afferma Alessandro Zollo, Amministratore Delegato di Great Place to Work Italia – Un collaboratore che vive un’esperienza positiva sul luogo di lavoro contribuisce direttamente al successo aziendale, permettendo all’impresa di sfidare e battere la concorrenza presente sul mercato. Livelli elevati di rispetto, equità e benessere contribuiscono a creare una cultura di lavoro ad elevata fiducia nella quale il 90% dei dipendenti dei Best Workplaces in Europe 2022 raccomanderebbe vivamente il proprio datore di lavoro ad amici e parenti e, nella stessa percentuale, ritengono che i colleghi con cui lavorano siano disposti a dare di più per portare a termine il proprio lavoro. Ecco, dunque, come dare priorità alle proprie persone in azienda, aiuta i Best Workplaces europei ad affrontare nuove sfide lungo il percorso di crescita aziendale in un momento nel quale il futuro del lavoro è in continua ridefinizione”, conclude Zollo.

La classifica legata alla categoria Multinational Companies, che comprende le migliori 25 aziende europee operanti in tre o più paesi del mondo e con più di 1.000 dipendenti, vede al primo posto DHL Express, multinazionale attiva nel settore logistica e trasporti. Seguono AbbVie (2°), realtà attiva nel settore biotecnologie e prodotti farmaceutici e, in terza posizione, Hilton, catena globale attiva nell’ambito dell’ospitalità, hotel e resort. Il podio della categoria 50 Large Companies, imprese europee con un numero di collaboratori superiore a 500, è composto da Turkcell Global Bilgi, azienda turca operante nel settore delle telecomunicazioni, seguita dalla polacca Sii Polska (Information Technology) e dalla svizzera Vebego AG (servizi professionali). Tra le imprese europee costituite da un numero di persone compreso tra 50 e 499 e appartenenti alla categoria 50 Best Medium troviamo al primo posto la svizzera UMB AG (Information Technology) davanti all’azienda cipriota XM (servizi finanziari e assicurazioni) e alla belga Easi (Information Technology). Infine, tra le 25 migliori aziende europee della categoria Best Small, con un numero di collaboratori compreso tra 10 e 49, trionfa l’irlandese Global (media) davanti all’impresa turca Latro Kimya (manifatturiero e produzione) e alla greca NetSteps (servizi professionali).

Ifigenia in Tauride chiude l’Estate Teatrale Veronese 2022

teatroSarà Ifigenia in Tauride, con la regia di Jacopo Gassmann, a chiudere l’Estate Teatrale Veronese 2022. Dopo il debutto a Siracusa e la messa in scena a Pompei, lo spettacolo di Fondazione INDA arriva al Teatro Romano di Verona, mercoledì 14 e giovedì 15 settembre. Cresce l’attesa per il gran finale di stagione che vedrà protagonista Anna Della Rosa, attrice del film La Grande Bellezza.

Cala il sipario sulla rassegna estiva di prosa, musica e danza organizzata dal Comune di Verona, sotto la direzione artistica di Carlo Mangolini.

“Ifigenia in Tauride nella traduzione di Giorgio Ieranò – scrive nelle note di regia Gassmann – è un testo costellato di domande e contraddizioni, a partire dalla sua natura stilisticamente ibrida. È una tragedia scura e inquieta che si trasforma improvvisamente in una ‘escape tragedy’, una sorta di fuga rocambolesca da una terra dove apparentemente si compiono sacrifici umani ma che, a uno sguardo più approfondito, rivelerà una natura molto più ambigua e sfuggente”.

Il testo di Euripide racconta la storia della prima figlia di Agamennone, Ifigenia, che tutti credono morta ma nella realtà vive nella remota Tauride. La dea Artemide l’aveva salvata, sostituendola con una cerva e portandola lontano dall’Aulide nell’attimo in cui il padre la stava sacrificando. Ifigenia lo narra nel prologo, descrivendo la sua dolorosa condizione di sacerdotessa di Artemide, straniera in un paese straniero, costretta a sacrifici umani. Il fratello Oreste, in fuga dalle Erinni, approda in Tauride con Pilade e sfugge al sacrificio perché riconosce la sorella. I tre beffano il re locale, Toante, e fuggono per mare.

Nel cast: Anna Della Rosa nelle vesti di Ifigenia, Ivan Alovisio sarà Oreste, Massimo Nicolini (Pilade), Alessio Esposito (Bovaro), Stefano Santospago (Toante), Rosario Tedesco (Messaggero). Nel Coro di schiave greche: Anna Charlotte Barbera, Anna Maria Cesario Brigida, Gloria Carovana, Roberta Crivelli, Caterina Filograno, Leda Kreider, Giulia Mazzarino, Daniela Vitale. Nel coro dei Tauri: Guido Bison, Domenico Lamparelli, Matteo Magatti, Jacopo Sarotti e Damiano Venuto.

Le scene sono di Gregorio Zurla, visual designer Luca Brinchi e Daniele Spanò, costumi di Gianluca Sbicca, progetto sonoro G.U.P. Alcaro, regista assistente Mario Scandale, disegno luci Gianni Staropoli, maestro del coro Bruno De Franceschi, movimento e coreografie Marco Angelilli, assistente light designer Omar Scala.

SalinaDocFest, dal 15 al 18 settembre la sedicesima edizione

campagnaUn documentario interamente dedicato alle produzioni enogastronomiche d’eccellenza dell’isola di Salina, ma anche un attesissimo spettacolo che coniuga cucina, suoni e proiezioni e poi ancora degustazioni e incontri speciali dedicati ai sapori eoliani.

La sedicesima edizione del SalinaDocFest, il festival del documentario narrativo, fondato e diretto da Giovanna Taviani che approderà sull’isola di Salina il prossimo fine settimana, più precisamente dal 15 al 18 Settembre, quest’anno si arricchisce di una gustosa sezione speciale e grazie alla preziosa partnership con Assessorato delle Attività Produttive della regione Siciliana diventa una prestigiosa vetrina per il racconto del territorio e delle sue produzioni alimentari e agricole.

Protagonisti indiscussi di questa edizione saranno i produttori e i prodotti dell’isola come il cappero, la malvasia, le granite, il vino, l’olio, le conserve salate e le conserve dolci attraverso un ambizioso progetto speciale che celebra l’unione tra il documentario e le realtà produttive dell’isola e punta a valorizzare le piccole eccellenze alimentari eoliane.

I protagonisti e il documentario

Il documentario ‘Donpasta alle Eolie // Primo capitolo: Salina’ prodotto da Assessorato delle Attività Produttive della Regione siciliana nasce da un’idea di Giovanna Taviani e Donpasta, chef, teorico del cibo e regista con la direzione di quest’ultimo, e vuole raccontare la tipicità del prodotto enogastronomico di Salina.

Durante i trenta minuti del documentario le storie dei piccoli produttori eroici dell’isola vengono narrate tra la bellezza del paesaggio eoliano e le tipicità dell’isola più verde delle Eolie, così Maurizia dell’Azienda agricola Roberto Rossello che con passione porta avanti il lavoro iniziato dal figlio tanti anni fa, racconta come in sua memoria ha affinato la ricetta del cappero candito, oggi prodotto d’eccellenza dell’azienda. Ma anche Tindaro, detto Ulisse, diventato il valido braccio destro di Salvatore D’amico spiega le ragioni che lo hanno avvicinato alla produzione biologica di capperi, vino e olio. E poi Michele Oliva descrive il suo rapporto con l’isola mentre coltiva pomodoro siccagno in una conca vulcanica da cui ricava un’eccezionale conserva.

Ma anche Daniela Virgona mostra la storia della sua famiglia che da sempre coltiva capperi e vigne e spiega come nel tempo sia riuscita a creare alcuni interessanti prodotti trasformando le eccellenze del suo territorio in modo innovativo e giocoso, nascono così le birre alla Malvasia e ai capperi, lo spumante alla Malvasia e alcune curiose conserve salate come la confettura di cipolle e Malvasia. Oppure Francesca Cincotta che ogni giorno delizia gli ospiti del Residence Hotel Al Belvedere con una colazione indimenticabile e marmellate realizzate con la frutta dell’isola. Maria Volante invece gestisce insieme al marito Luigi Ramaglia la piccola azienda agricola La Rosa Bianca e porta avanti una produzione totalmente artigianale di malvasia e conserve dolci, tra le specialità più apprezzate della casa i fichi secchi in malvasia. E poi Alfredo e Angelo Olivieri con le loro inimitabili granite artigianali fanno sognare attraverso i colori e i sapori della frutta dell’isola.

Non potevano mancare le storie dei viticultori che a Salina danno vita ad un malvasia leggendaria, così Donpasta incontra Carlo Hauner, figlio del noto pittore bresciano arrivato sull’isola negli anni Sessanta, che racconta come decise di non andare più via per dedicarsi alla produzione della sua oggi pluripremiata Malvasia. Oppure Diego e Clara che con la loro Azienda agricola Barbanacoli producono con passione vini sapidi e minerali sospesi tra terra e mare, e ancora Valerio giovane sommelier della Tenuta Capofaro che racconta la storia della Vigna Anfiteatro e dei preziosi possedimenti dei conti palermitani Tasca D’Almerita.

“Ci sono tanti modi per raccontare un luogo. Da venti anni io lo faccio attraverso il prisma del cibo – spiega Daniele De Michele, Donpasta, regista del documentario – Mi appassiona perdermi nei vissuti di gente che del cibo ne fa un atto culturale, identitario, vitale. Mi interessa scoprire quanto il fare di un essere umano entri in simbiosi con la terra dove abita, con la tradizione che ha ricevuto in dono. Immergendomi in Salina ho potuto constatare quanto questo modo di vivere e produrre sia diventato un tratto della loro identità, delle loro scelte di vita collettiva, al punto da diventare un vero e proprio esperimento di isola Verde, trainata da una agricoltura sostenibile, un parco naturale, una edilizia non distruttiva”

Il progetto speciale

Uno sguardo attento ai saperi e alle antiche memorie ma che punta a far emergere affascinanti sviluppi contemporanei dei prodotti tradizionali. Questi gli spunti che offre il progetto “Speciale Tradizione e Innovazione nella cucina eoliana / primo capitolo: Salina” realizzato da SalinaDocFest con il contributo dell’Assessorato delle Attività Produttive della Regione siciliana con la volontà di creare una vetrina d’eccezione e un’occasione di visibilità unica per le eccellenze del territorio che hanno saputo innovarsi e rendersi interessanti attraverso nuovi linguaggi o inaspettate trasformazioni.

“Affidarsi al cinema per raccontare l’agroalimentare e le eccellenze produttive del nostro territorio – spiega Mimmo Turano, assessore alle Attività produttive della Regione siciliana – è una scelta obbligata se consideriamo lo straordinario connubio tra cinema e cibo e come quest’ultimo ha saputo raccontare il nostro Paese e la Sicilia attraverso la cultura gastronomica. L’obiettivo è creare un’osmosi proficua tra territorio e cinema e cinema e territorio. Le Eolie, come altri territori siciliani, sono in grado di offrire alla produzione cinematografica le loro eccellenze agroalimentari ma anche storie straordinarie di impegno e dedizione. Storie e prodotti di successo che meritano di essere raccontati”.

Nasce così un viaggio tra vigneti, oliveti, montagne e mare, attraverso l’incontro con produttori di vino, raccoglitrici di capperi, produttrici di marmellate di limoni.

“La produzione enogastronomica in Italia e in particolar modo in Sicilia offre spunti narrativi originali e interessanti – racconta Giovanna Taviani, regista e direttrice del SalinaDocFest – Quello che abbiamo voluto realizzare a Salina è un racconto corale che punti non solo a valorizzare e raccontare le eccellenze di questa isola sospesa tra mare e terra ma anche a far conoscere il volto e le storie degli uomini e delle donne che rendono possibili le piccole produzioni alimentari con un lavoro eroico, lontano da schiaccianti logiche di mercato.”

Lo spettacolo

Grande attesa anche per lo spettacolo dedicato alle eccellenze dell’isola: una performance artistica a cura di Donpasta chef, teorico del cibo e regista, in cui verranno raccontati cucinando a ritmo di musica paesaggi, prodotti, lavorazioni e coltivazioni dell’isola attraverso le immagini del documentario ‘Don Pasta alle Eolie // Primo capitolo: Salina’. Uno spettacolare show tra musica e cucina che trasformerà la piazza di Malfa in un affascinante palcoscenico estemporaneo per il racconto e la valorizzazione delle eccellenze gastronomiche delle produzioni agroalimentari dell’isola verde delle Eolie.

Lo spettacolo è previsto per Sabato – 17 Settembre alle 21,30 nella piazza principale di Malfa.

Pin It on Pinterest