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Banco Farmaceutico: inviate 75 tonnellate di beni umanitari sanitari in Ucraina

foto Pixabay

Banco Farmaceutico, dal Meeting di Rimini, lancia un appello affinché sia riconosciuta la crisi sanitaria in Ucraina: «Ogni giorno migliaia di persone rischiano la salute e la vita a causa delle armi, ma anche perché il conflitto ha tolto al sistema socio-sanitario del Paese la possibilità di prendersi cura dei propri abitanti. In Ucraina, si muore anche per mancanza di farmaci. Chiediamo agli Stati di moltiplicare gli sforzi per sanare questa inaccettabile situazione, rafforzando in maniera sostanziale l’invio di carichi umanitari contenenti medicinali e attrezzature mediche», ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus. «E chiediamo alle imprese – ha aggiunto – di sostenerci, ringraziando di cuore quelle che già lo stanno facendo».

Da marzo 2022, Banco Farmaceutico raccoglie beni essenziali per la salute della popolazione ucraina, in base alle indicazioni dell’Emergency Response Coordination Centre europeo (ERCC). Dall’inizio del conflitto, aiuta sia le persone presenti nelle zone di guerra (in Ucraina o nei Paesi confinanti), sia i profughi in Italia.

Ad oggi, ha donato più di 75 tonnellate di beni sanitari, pari a oltre 9,2 milioni di € e a più di 1 milione di prodotti (medicinali, DPI, dispositivi medico-chirurgici e prodotti per l’igiene). Si tratta di farmaci salvavita, per i disturbi gastrointestinali e il diabete, latte in polvere, antipertensivi, antitrombotici, soluzioni endovena, antibiotici, antimicotici, emostatici, antivirali, antiulcera, cortisonici, materiale per medicazione e colliri.

I beni sanitari sono stati donati a diverse realtà italiane e internazionali, tra cui:

· la Comunità di Sant’Egidio, che ha distribuito i beni tra le proprie comunità locali, i campi di accoglienza e le strutture sanitarie, anche pediatriche

· la Croce Rossa Italiana, che li ha consegnati alla propria controporte ucraina

· il Sermig Torino, che li ha trasportati a diversi centri religiosi di Cherrnivtsi (Ucraina) che accolgono migliaia di famiglie in fuga

· il Cisom, che li ha consegnati ai propri centri di soccorso di Leopoli e Beregovo (Ucraina), Budapest (Ungheria), e Satu Mare (Romania)

· Raimbow4Africa, che con un pullman-ospedale ha fatto tappa a Ocnița, (Moldavia), Mohyliv e Odessa (Ucraina)

· l’ospedale pediatrico “Okhmatdyt” di Kiev

· il reparto dialisi dell’ospedale di Leopoli

· il Regional State Clinical Medical and Diagnostic Endocrinology Centre di Leopoli

· AVSI Polonia, le Caritas dell’Arcidiocesi di Lublino (Polonia), e le Caritas Ucraine

· l’Associazione Santa Sofia e il cardinal Konrad Krajewski (elemosiniere del Papa) che, in Ucraina, hanno pensato alla distribuzione tra gli ospedali e le diocesi di Kiev, Lepoli, Khmelnytskyy, Poltava, Vinnycja e Tenopil

· il policlinico di Uzhord (Ucraina)

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