Sottrazione internazionale di minori: quando uno dei genitori diventa invisibile

Ogni anno “spariscono” 1000 bambini. Le lacune legislative rendono soli e invisibili i genitori a cui viene portato via un figlio. “Buchi neri” della legge che danneggiano soprattutto i piccoli. Avv. Ruggiero: «Sottrarre un minore è semplice, eseguire la sentenza è complicatissimo».

Stando al rapporto del Ministero della Giustizia, sono circa 400 i minori che ogni anno vengono portati via dall’Italia. In realtà, calcolando i casi non denunciati o molto controversi, si valuta che il numero salga addirittura a 1.000. A rendere ancor più drammatica la stima, il fatto che meno del 5% rientri in Italia. «Degli altri si perdono le tracce negli anni, senza nessun impegno delle Autorità preposte per riportarli fisicamente a casa. Un terrificante “buco nero” causato da pesanti lacune nelle leggi internazionali e soprattutto nazionali, che rendono uno dei genitori impotente, completamente invisibile», afferma l’Avvocato Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia.

Al momento, in Italia, esiste solo l’Art. 574 bis del Codice Penale che si occupa delle sottrazioni di minore. L’articolo parla di un reato tra adulti: i figli sono solo l’oggetto dell’illecito. In molti Paesi stranieri, addirittura, il portare via i discendenti al coniuge senza permesso non è riconosciuto come reato, per cui non si può intervenire. «Sono ormai sempre più numerose le coppie bi-nazionali nel nostro Paese. È dunque urgente porre l’attenzione sulla problematica dei minori sottratti a un genitore e condotti all’estero con stratagemmi e sotterfugi. Circa il 60%, dei bambini vengono espatriati con la scusa di una vacanza. Una volta fuori dai confini nazionali – sottolinea l’Avvocato Valentina Ruggiero – per l’altro genitore inizia un calvario. A sostenerlo, spesso, solo gli avvocati».

L’esperta in diritto di famiglia, da anni in prima linea al fianco dei suoi assistiti, denuncia il fatto che i genitori che subiscono la sottrazione diventano letteralmente invisibili. Molti di loro potranno vedere la prole crescere solo sui social. Una vera e propria ingiustizia, frutto di lacune legislative. Al momento, continua l’Avvocato Ruggiero, non esiste un’Autorità, un Ente o un ufficio predisposto, che aiuti i genitori in difficoltà a riavere con sé i minori. Vi sono solo enti mediativi ma nessun Organismo che supporti questi padri o madri. La loro sorte è quella di diventare “trasparenti”, per la società ma anche per i figli. Una mancanza gravissima che sfocia nel non tutelare in pieno neanche gli interessi del minore.

Il 73% dei minori sottratti illegalmente soffre di depressione, crisi ansiose, stress post-traumatici, crisi di identità (anche sessuale), attacchi di panico, autolesionismo. Il 45,2% sviluppa problematiche di tipo relazionale, con incapacità ad avere rapporti durevoli basati sulla fiducia. Il 41% non vuole avere figli e nei casi più gravi si segnala un’incapacità “progettuale”, come una proiezione nel futuro o capacità di pianificazione.

«Sottrarre un minore è ormai divenuto semplice. È far eseguire la sentenza che è complicatissimo. – spiega l’Avvocato Ruggiero – Tra i miei assistiti ci sono genitori che, pur avendo avuto dai Giudici italiani l’assegnazione della prole, non si sono visti riconoscere la sentenza dal Tribunale del luogo in cui i minori sono stati portati. È necessario intervenire, immediatamente. Non si possono attendere i tempi della giustizia che sono obiettivamente troppo lunghi. Nel frattempo questi figli crescono. Bisogna apportare delle modifiche concrete, predisporre enti che aiutino costantemente il soggetto. È doveroso stare accanto al cittadino».

Attualmente, una volta individuato il minore, lo si lascia dove è stato portato da uno dei genitori e, da lì, inizia un iter giudiziario lunghissimo, che porta spesso lo Stato a disinteressarsi della questione, fino a che il minore diventa maggiorenne e può decidere in autonomia. Da tempo si chiede che, una volta rintracciato, il minore venga riportato nel luogo d’origine per poi iniziare la prassi legale, senza compromettere la psiche e la salute del bambino stesso. Una modalità, questa, che permetterebbe al minore di continuare ad avere contatti con entrambi i genitori.

«Il mio è un vero e proprio grido di allarme per porre l’attenzione su un problema importante. I bambini si abituano ai luoghi e sradicarli è veramente complesso, se non impossibile. La bigenitorialità, però, deve prevalere su tutto. Un genitore non va lasciato solo. Non può e deve diventare invisibile, soprattutto da parte della Giustizia», conclude l’Avvocato Ruggiero.

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