Il bullismo a scuola è un fenomeno rischioso

Foto di Annabel_P da Pixabay

Le ragazze e i ragazzi con disabilità hanno maggiori probabilità dei loro coetanei di subire violenze, abusi sessuali e bullismo nelle scuole, a casa e nelle istituzioni dell’Unione europea. È fondamentale quindi creare ambienti educativi democratici liberi da bullismo, equi ed inclusivi nei confronti della disabilità.

Una delle cinque priorità della terza strategia del Consiglio d’Europa per i diritti dei minori è la protezione dei bambini da ogni forma di violenza. Spesso i bambini devono anche affrontare violenze legate alla loro disabilità, così come altre forme di violenza più sottili, come l’esclusione e l’isolamento (Violence against children with disabilities: legislation, policies and programmes in the EU, European Union Agency for Fundamental Rights, 2015). È quindi fondamentale implementare azioni per affrontare il bullismo nelle scuole, con un focus particolare nei confronti dei giovani con disabilità o Bisogni Educativi Speciali.

L’articolo 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità riflette un chiaro impegno degli Stati parte a garantire un sistema educativo inclusivo per i bambini con disabilità, e obbliga gli Stati a fornire il supporto necessario per facilitare la loro piena ed equa partecipazione all’istruzione.

Per affrontare queste sfide, il progetto YAB – Young Ambassadors against bullying and cyberbullying, partirà avendo come riferimento il progetto del MOIGE, “Giovani ambasciatori contro il bullismo e il rischio informatico”. I giovani studenti diventano protagonisti e ambasciatori di una campagna anti-bullismo basata sulla peer to peer education.

Partner del progetto, quattro Nazioni Europee: Spagna, Italia, Croazia e Irlanda.

Obiettivi del progetto: fornire un supporto adeguato, innovativo e continuo sia agli studenti con disabilità/bisogni speciali che a quelli senza, al fine di affrontare i problemi di bullismo/cyberbullismo, migliorare la socializzazione e ridurre l’emarginazione. Inoltre, fornirà anche supporto per la formazione degli insegnanti, così da promuovere l’equità, la diversità e l’inclusione nell’apprendimento e nel contesto educativo.

L’Italia, grazie al partner Moige, formerà 10 insegnanti e 20 giovani ambasciatori (studenti tra gli 11 e i 18 anni con e senza disabilità) che saranno divisi in 3 gruppi al fine di sviluppare, in squadre, dei progetti per una campagna di sensibilizzazione sul tema del bullismo e cyberbullismo. Saranno supportati da insegnanti ed esperti delle organizzazioni partner che agiranno come facilitatori nell’attivazione della formazione tra pari. Ogni ambasciatore coinvolgerà nella sua rete almeno 10 coetanei e 5 membri della comunità (genitori e rappresentanti della comunità locale).

Risultati del progetto: la metodologia sperimentale YAB consentirà lo sviluppo di un Centro Risorse, uno spazio multiculturale ed interattivo, in cui i ragazzi possano ideare e mettere in pratica le proprie campagne di prevenzione al bullismo. La metodologia YAB, grazie alla formazione di Giovani Ambasciatori e alla peer to peer education, garantirà la creazione di una piattaforma e-learning per la formazione e la progettazione di campagne di sensibilizzazione sul tema del bullismo e cyberbullismo da parte dei ragazzi coinvolti. I benefici non si limiteranno al contesto scolastico e del benessere psicologico, ma anche a quello della società: riduzione dell’assenteismo scolastico, minore povertà educativa, istruzione di qualità e comunità equa ed inclusiva.

Il progetto coinvolgerà, in Italia, 20 Giovani Ambasciatori, 200 coetanei dei Giovani Ambasciatori, 100 membri della comunità tra genitori e rappresentanti della comunità locale, 10 Insegnanti e 3 progetti di campagne antibullismo.


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