Lavoro: il caporalato continua a essere una ferita aperta

foto Pixabay

Il caporalato continua a essere nel 2022 una ferita aperta nel mondo del lavoro, soprattutto nel settore agroalimentare. Ce lo dicono i numeri, ce lo raccontano la cronaca e l’attualità. È di pochi giorni fa la notizia del blitz della Guardia di Finanza in Toscana che ha portato alla luce attività illegali ai danni di centinaia di lavoratori sfruttati, minacciati e pagati in nero. Un fenomeno che coinvolge tutta l’Italia e che sarà anche al centro del Forum nazionale Safety meets Culture”. Con queste parole Alessio Cencioni, CEO di Cantiere Pro e ideatore di Safety meets Culture, interviene spiegando quanto sia importante promuovere la cultura del lavoro e della sicurezza, anche attraverso grandi eventi come il Forum che si svolgerà a Prato dal 1° al 3 giugno prossimi. “Abbiamo scelto di inserire il caporalato – afferma Cencioni – tra i temi che saranno fili conduttori della tre giorni di Safety meets Culture per la gravità e per il pericoloso acuirsi del fenomeno dopo la pandemia”.

I numeri. Il V Rapporto Agromafie e caporalato dell’Osservatorio Placido Rizzotto ha stimato che siano circa 180mila i lavoratori particolarmente vulnerabili e quindi soggetti a fenomeni di sfruttamento e caporalato. Il rapporto ha anche evidenziato come, nel 2020, siano stati 4.590 i lavoratori irregolari accertati dalle verifiche degli Ispettori dell’INL e dei Carabinieri del Comando Tutela Lavoro. La geografia dell’illegalità, secondo il rapporto, è distribuita su 405 località, 191 delle quali sono al Sud e nelle Isole, mentre 129 si trovano nell’Italia settentrionale. La Regione dove il fenomeno è più evidente è la Sicilia, con 53 aree segnalate, Veneto, 44, Puglia, 41, Lazio e Calabria con 39, Emilia con 38, Piemonte e Lombardia con circa 20 aree.

Storia di caporalato al Forum di Prato Safety meets Culture. La tre giorni di Prato sarà l’occasione per ascoltare la voce di protagonisti, studiosi e giornalisti che da anni affrontano il tema del caporalato. Ecco alcuni dei relatori che saranno presenti al Forum:

Papa Latyr Herve Faye, presidente di “Ghetto Out-Casa Sankara”. L’associazione si è costituita nel 2016 per continuare il lavoro avviato nel 2012 da un gruppo di migranti africani, impegnati nella creazione di una realtà alternativa al “ghetto” dove poter vivere e progettare un percorso legale e dignitoso di inserimento economico e sociale. Il progetto ha base a San Severo, in Puglia e coinvolge una cinquantina di migranti ex vittime del caporalato, che ora gestiscono in autonomia il raccolto e la trasformazione dei prodotti.

Marco Omizzolo, è uno degli studiosi più attenti del fenomeno del caporalato in Italia. Il suo metodo di osservazione partecipata lo ha portato, tra i vari studi, a raccontare, dal suo interno, il lavoro della comunità Sikh nell’agropontino. Il suo ultimo libro: “Sotto padrone, uomini, donne e caporali nell’agromafia italiana”, edito da Feltrinelli nel 2019, è insieme una storia della sua esperienza umana e professionale e uno strumento di analisi del fenomeno del caporalato in Italia.

Micaela Cappellini, ispettrice del lavoro e coordinatrice regionale per la CGIL degli ispettori del lavoro in Toscana. La categoria, nel marzo scorso, ha scioperato per la prima volta sollevando il problema della carenza di personale impegnato nei controlli sulla sicurezza.

Sara Manisera, giornalista e scrittrice. Si è laureata con una tesi sul caporalato, lo sfruttamento dei migranti in agricoltura e la ‘ndrangheta a Rosarno, in Calabria. Ha un master in Relazioni del mondo arabo e del Mediterraneo a Beirut, dove ha vissuto dal 2014 al 2017. Si occupa di donne, conflitti e società civile in medio oriente, lavorando principalmente in Libano, Siria, Iraq e Tunisia.

Yiftalem Parigi, rider è stato il primo rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls) di questo settore. Segretario fiorentino di Nidil Cgil (Nuove Identità di Lavoro). Da quando ha iniziato a collaborare con le piattaforme di food delivery ha intrapreso la strada della lotta sindacale per tutelare i diritti di chi, ogni giorno, lavora e rischia la vita sulla strada.

Bruno Giordano, dal luglio 2021 è direttore capo dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Magistrato della Corte di Cassazione, è consulente giuridico della Commissione di inchiesta del Senato sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali. Già gip del Tribunale di Milano e prima pretore a Torino, è anche professore di diritto della sicurezza del lavoro della Facoltà di Giurisprudenza di Milano.

Gli eventi sul caporalato a Safety meets Culture. Tra le molte iniziative in programma a Prato alcune saranno dedicate, in modo specifico al tema del caporalato. Mercoledì 1 giugno sono in programma le seguenti iniziative: “Essere sotto padrone”, alle ore 9, con Marco Omizzolo e la tavola rotonda “Quanto costa una passata di pomodoro?”, alle ore 10 con ospiti: Bruno Giordano, Sara Manisera, Marco Omizzolo, Micaela Cappellini, Herve Faye. Nel pomeriggio, alle ore 15, Manisera presenterà il suo libro “Racconti di schiavitù”. Venerdì 3, alle ore 9, si parlerà de “La ribellione dei rider” con Yftalem Parigi e Orazio Parisi, direttore vigilanza INL. Dalle ore 11 spazio al confronto politico con la tavola rotonda “Caporalato, sfruttamento, sicurezza. Quali possibili soluzioni?” al quale interverranno: Tommaso Nannicini, Walter Rizzetto, William Della Vecchia, Sandro Ruotolo, Iunio Valerio Romano.

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