Carico emotivo e burocrazia non aiutano le mamme separate

Il World Economic Forum ha reso noto il suo rapporto sul divario tra i sessi nel mondo. Al primo posto, come Paese meno discriminante, c’è l‘Islanda. L’Italia è 71ma su 136. Nel “Belpaese”, infatti, le differenze tra i sessi sono ancora impressionanti. Siamo al 72° posto nelle differenze nel campo della salute. Al 65° posto nell’accesso all’istruzione. Al 97° posto nell’eguaglianza economica e lavorativa. Al 44° posto nell’impegno politico.

Una discriminazione di genere che si declina anche in una categoria di cui si parla poco: le mamme separate o divorziate. Se si vedono spesso servizi in tv che denunciano la situazione dei padri separati, che spesso vengono ridotti in povertà da sentenze che non tengono conto delle loro reali disponibilità, ritrovandosi addirittura a dormire in auto, poco si dice della situazione delle loro ex partner, che vivono spesso un vero e proprio lutto emotivo.

Ma anche in questo ambito si può parlare di gender gap? La risposta, purtroppo, è sì. A dimostrarlo è l’Università Popolare degli Studi di Milano, che ha condotto uno studio su 486 volontari anonimi, per indagare la situazione delle donne separate o divorziate e la percezione che la società oggi ha di loro.

Chi è separato viene percepito in modo neutro dalla maggior parte dei rispondenti (77%). Ma se il restante 23% si mostra clemente con gli uomini, manifestando sentimenti positivi, questo non accade con le donne: il 18% infatti, le percepisce in modo negativo.

Forse proprio per questo motivo, per quasi 8 donne su 10 (79%) la fine di un matrimonio rappresenta un enorme carico emotivo, che fatica a gestire, contro il 57% degli uomini.

«La separazione da un coniuge è vissuta dalle donne in modo totalizzante, anche nel caso in cui sia stata la stessa donna a decidere. – Aggiunge l’Avvocato Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia, che negli anni ha gestito decine di separazioni – Per la mia esperienza professionale, la donna vive tale momento come una sorta di lutto. Adattarsi psicologicamente alla nuova situazione di separata è complesso. L’aspetto più importante è affrontare i temi materiali della separazione nel modo più razionale possibile, dopo aver elaborato il problema dal punto di vista psicologico ed essere convinta che l’unica soluzione per una vita migliore e più serena è separarsi. Per questo vi sono centri psicologici di supporto in ogni circoscrizione, anche se i tempi non sono celeri».

Ancora una volta, dunque, i tempi della burocrazia rendono difficile accedere a servizi assistenziali importanti. Gli aspetti emotivi, infatti, devono essere affrontati di pari passo a quelli economici e legali, per garantire una maggiore serenità ai due ex coniugi, che si rifletta sui loro figli, che stanno vivendo un momento estremamente delicato.

«Prima di separarsi è necessario fornire tutte le prove documentali possibili circa il reddito della controparte, il tenore di vita tenuto in costanza di matrimonio, le spese oggettive da sostenere per sé, per la casa e per i figli. Dopo tale esame preliminare allora si può affrontare la procedura dal punto di vista legale. Purtroppo, le cicatrici morali e psicologiche in ciascuna donna resteranno per anni e il potersi rifare una vita serena senza timori e riflessi psicologici è molto difficile. Ma ogni esperienza matura la persona e un’esperienza successiva verrà vissuta in modo più maturo. – Prosegue l’Avvocato Ruggiero. – Per le donne le conseguenze più importanti della separazione sono nel rapporto con i figli minori. Ciascuna donna, in base alla mia esperienza, sente sensi di colpa e responsabilità per la vita dei propri figli che cambierà. Questo è il punto più dolente di tutti. I minori saranno toccati molto nel profondo e ogni donna separata dovrà essere in grado di mettere al primo posto il figlio minore. Questo è l’aspetto più difficile, soprattutto per le donne che subiscono tradimenti. Ma la reale responsabilità genitoriale che inizia con la nascita di un figlio si dimostra in questi particolari momenti».

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