Infarto: salvare vite con i droni negli ospedali italiani

Assistenza infermieristica - Theresa Brown

Ogni anno in Italia 150mila persone sono colpite da infarto: di queste 25mila muoiono prima di arrivare in ospedale a causa dei ritardi nelle operazioni di soccorso. Vite che potrebbero essere salvate se solo si riuscisse a prestare loro le cure necessarie in tempi rapidi. Una “strage” che secondo VISIONARI NO PROFIT – associazione per la promozione e la divulgazione di scienza e tecnologia – si potrebbe evitare ricorrendo alle possibilità offerte dalla moderna tecnologia.

“Diversi esperimenti condotti sia in Italia che all’estero hanno dimostrato come l’utilizzo di droni in campo sanitario possa abbattere il numero di decessi e migliorare in modo sensibile le cure prestate ai cittadini – spiega VISIONARI – Questo perché i droni consentono di velocizzare fortemente gli interventi di soccorso, portando in pochi minuti materiale e strumentazione direttamente dove si trova il malato, senza attendere l’arrivo dell’ambulanza e l’ospedalizzazione del paziente”.
“Una nuova frontiera che potrebbe rivoluzionare la sanità specie nel campo degli infarti: dotando ogni ospedale di droni (velivoli che possono raggiungere velocità fino a 170 km/h) sarebbe possibile ad esempio consegnare defibrillatori ad un soggetto colpito da infarto e, grazie alle webcam integrate negli stessi droni, consentire alle persone sulla scena di un arresto cardiaco di interagire con il personale di emergenza ed essere guidate nell’uso del defibrillatore per effettuare subito il trattamento necessario in attesa dell’arrivo dell’ambulanza”.

Proprio per questo VISIONARI NO PROFIT ha deciso di rivolgere un appello al Ministero della Salute e alle Regioni italiane, affinché dotino tutti gli ospedali della penisola di droni da utilizzare in campo sanitario per le cure di emergenza, strumenti che a fronte di un costo ridottissimo potrebbero salvare migliaia di vite umane abbattendo i costi sanitari in favore di tutta la collettività ed evitando il sovraffollamento dei pronto soccorso e degli ospedali.

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