La pandemia ha cambiato la medicina estetica

La medicina estetica è cambiata ed è cambiato anche il suo rapporto con i pazienti. Un anno e mezzo di pandemia ha di fatto modificato le abitudini, ma soprattutto la percezione della bellezza. E non si tratta solamente di un processo indotto da un maggiore ricorso alle videochiamate, ma una nuova tendenza che rimescola le carte e mette al centro il tema della fiducia e dello stare bene. È di fatto emersa una nuova visione di bellezza molto più legata al concetto del benessere, è cambiato anche il rapporto con il medico estetico da mero “esecutore” dei trattamenti a consulente e si è fatta avanti una forte ricerca di sicurezza, in termini di luogo sicuro e “a prova” di Covid. Sono questi i tre principali elementi che Sotherga, clinica milanese dedicata alla medicina estetica non invasiva, ha registrato negli ultimi 18 mesi.

«Dal lockdown in avanti, nonostante la complessità del momento, il settore della medicina estetica ha continuato a crescere con ritmi a doppia cifra, contro una chirurgia sostanzialmente stabile: segno che l’attenzione al proprio aspetto, spesso accentuato dal continuo rivedersi su uno schermo grazie alle video chiamate, non è venuto meno. E non è venuta meno l’attenzione a un approccio mini invasivo» afferma Angelo Castello, CEO di Sotherga. «Dall’altra parte però, non possiamo ignorare i cambiamenti che abbiamo registrato. Elementi che di fatto hanno introdotto un nuovo concetto di bellezza, nuove modalità nella relazione medico-paziente e accentuato il tema della sicurezza sanitaria. Sono tutti indicatori che ci dicono, già oggi, come sarà la medicina estetica di domani».

Dall’approccio trasformativo a quello conservativo. «Se prima chi si rivolgeva alla medicina estetica voleva cambiare ciò che non gli piaceva o veniva percepito come un problema, ora nel concetto di bellezza viene ricompreso il proprio benessere – spiega Marco Bartolucci, fondatore della clinica Sotherga –. Questo ha portato a vedere il trattamento non come azione di cambiamento o di trasformazione del proprio aspetto, ma come scelta di prevenzione. C’è una maggiore attenzione allo stare bene, quindi al tema della cura personale. In quest’ottica, negli ultimi mesi abbiamo avuto un aumento di under 35». La parola chiave diventa: autenticità. «Non esiste più un metro univoco che possa definire la bellezza. La richiesta dei pazienti va nella direzione di conservare le proprie caratteristiche, all’interno di un processo di benessere non solo estetico, ma anche fisico e mentale».

Un nuovo rapporto tra medico e paziente. «Soprattutto i mesi di lockdown hanno accentuato un processo di relazione basato sulla fiducia. I pazienti che sono venuti da noi volevano parlare, confrontarsi, farsi conoscere e conoscere lo specialista», prosegue il dottor Bartolucci. «La mera attenzione al risultato, quindi all’eliminazione dell’inestetismo, si è trasformata in un processo di consulenza, dove il medico accompagna il paziente in un percorso dedicato. L’approccio d’equipe di Sotherga, che vede medico estetico, dermatologo e nutrizionista lavorare insieme, risponde a questa nuova esigenza».

Sicurezza in primo piano. «Torniamo alla fiducia», aggiunge Castello. «La pandemia ha evidenziato l’importanza della sicurezza nelle strutture sanitarie. Questo ha riguardato anche le cliniche di medicina estetica che, adottando tutti i protocolli necessari, hanno rafforzato la loro presenza». Non solo. «Sicurezza è anche poter fare affidamento su specialisti di alto livello. Questi elementi hanno permesso a Sotherga, che ha al suo interno esclusivamente personale medico, di crescere ulteriormente. Nella sola prima metà del 2021 il trend consolidato è di un +196% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso», sottolinea il CEO di Sotherga. «La pandemia ha alzato gli standard anche in medicina estetica».

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