Cina: risarcimento dei danni provocati dal Covid-19

L’Avvocato Giovanni Franchi di nuovo in prima fila per sostenere alcuni operatori economici di Parma. L’obiettivo è quello di portare sul banco degli imputati la Cina per un’azione risarcitoria a seguito della condotta dannosa della nazione asiatica.

Secondo i recenti dati stilati dal Ministero della Salute, la Pandemia da Covid-19 ha portato a registrare 174.061.995 casi di infezioni e 3.758.560 morti nel mondo dall’inizio della crisi. Solo nel Italia, i casi confermati sono stati 4.232.428 mentre i morti 126.523. Numeri, ovviamente, da aggiornare costantemente, insieme a quelli delle inevitabili ripercussioni economiche causate da mesi di blocco delle attività, che hanno visto numerose realtà produttive entrare in crisi, se non chiudere del tutto. Nel 2020 l’Istat ha parlato di 73mila imprese chiuse, circa il 7,2 del totale, con previsioni non confortanti – nonostante la ripresa prevista – anche per il 2021.

I virus sono indiscutibilmente un’entità biologica con caratteristiche di parassita obbligato, quindi fenomeni del tutto naturali, ma la comunità mondiale sta puntando il dito in direzione della Cina. Le responsabilità dello Stato asiatico nella causazione e nella gestione successiva dell’infezione di SARS-CoV-2 è, infatti, ormai internazionalmente riconosciuta, con le gravi implicazioni che stanno peraltro emergendo per quanto riguarda l’origine del virus stesso, che si sarebbe propagato dal Wet Market di Wuhan o, peggio, addirittura sfuggito da un laboratorio cinese.

Così, con gli Stati Uniti in prima fila, vengono da più parti avanzate ipotesi per ottenere un risarcimento dei danni sociali ed economici provocati dal Covid-19. Non fa eccezione l’Italia, dove i ristori predisposti dallo Stato Italiano hanno e stando avendo un effetto pressoché irrisorio sulle finanze della totalità dei coinvolti. Alcuni operatori economici di Parma hanno dunque intrapreso la via giudiziaria nella convinzione che il proprio diritto possa essere riconosciuto dalla magistratura italiana.

È così stata immediatamente intrapresa la seconda ondata di cause giudiziarie in sede civile che lo Studio Legale Franchi-Surano-Buzzi di Parma ha intentato contro la Repubblica Popolare Cinese per chiedere che venga riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni patiti da coloro che hanno subito pregiudizio a seguito della tristemente nota pandemia che tuttora ci affligge.

Sentito sull’argomento, l’Avv Giovanni Franchi, Presidente Regionale dell’Associazione di Difesa dei Consumatori Konsumer, che vanta una lunga storia di successi giudiziari in vertenze apparentemente disperate (come il caso Parmalat e quello dei bond argentini, solo per citarne un paio), ha dichiarato di essere motivatamente ottimista in ordine all’esito delle vertenze, tenendo anche conto di due elementi significativi. Il primo è che lo Stato cinese, all’atto delle prime notifiche di atti giudiziari, ha dichiarato di non voler partecipare alle cause, rimanendo contumace. Il secondo, il fatto che le cause in oggetto vengano radicate in Italia con la competenza giurisdizionale della magistratura nazionale, il che certamente facilita e velocizza la conseguente procedura.

All’Avv. Giovanni Franchi fa eco la collega Francesca Surano, che ha sottolineato che le vertenze intraprese non hanno solo un risvolto economico ma anche una valenza di “giustizia sociale”, mirando a richiamare alle proprie responsabilità lo Stato dal quale ha avuto origine l’emergenza sanitaria mondiale, in particolare se si considera che le azioni possono essere intentate anche da chi ha subito la perdita di familiari per cause legate al Covid-19.

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