Decreto Sostegni, raddoppio esenzione fringe benefits. Il welfare che fa bene alle aziende

Con il decreto Sostegni, che ha ottenuto il via libera definitivo della Camera il 19 maggio 2021, l’importo dei fringe benefit (es. buoni spesa alimentari e non e i buoni carburante) viene raddoppiato anche per il 2021. La misura prevede un incremento dei fringe benefit aziendali da 258,23 euro a 516,46 euro.

Il quarto Rapporto Censis Eudaimon rivela che nel 2020, la conoscenza del welfare aziendale tra i lavoratori è aumentata, proprio in coincidenza con il raddoppio del limite dell’esenzione fiscale per i fringe benefit, servizi e le prestazioni previsti dall’articolo 51 comma 3 del Tuir. Il particolare momento storico caratterizzato dall’emergenza sanitaria ha aumentato l’interesse nei confronti del welfare, tanto che lo stesso rapporto indica che l’87,2% delle aziende intervistate lo ritiene utile per la ripartenza post Covid.

Dunque cosa significa aver inserito la misura nel decreto Sostegni? “Si tratta di un provvedimento che può essere utile per creare una maggiore consapevolezza della cultura aziendale di welfare. Vuol dire recuperare il ragionamento di un filo comunicativo di fiducia quando si va all’interno delle aziende e la possibilità di poter davvero rendere il welfare aziendale lo strumento per la ripartenza delle nostre aziende, sostenendo allo stesso tempo famiglie e imprese”. Spiega l’avvocato Riccardo Zanon, esperto in diritto del lavoro che su questo argomento ha scritto anche un libro dal titolo Welfare Terapia.

Il welfare è uno strumento prezioso soprattutto per le pmi che possono fare la differenza e tornare ad essere competitive sul mercato. Perché le aziende spesso pubblicano annunci per posizioni che restano vacanti? Può sembrare un controsenso in questo periodo, ma è un fenomeno che si può spiegare con una mancata capacità di attrarre, un problema di appeal aziendale.

“Oggi i lavoratori di fronte ad una richiesta di lavoro da parte delle aziende scelgono chi offre condizioni migliori, che non si riferiscono soltanto ad uno stipendio più elevato, ma anche ad immagine aziendale, benefits per i dipendenti, in due parole al welfare aziendale. Competere sull’offerta retributiva, quindi soldi, non è un piano percorribile dalla piccola e media azienda, perché i costi aumenterebbero troppo! Per questa ragione il Welfare Aziendale rappresenta l’unica vera soluzione a basso costo per vincere la sfida della ricerca del personale in azienda” conclude l’avvocato.

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