Le Iene e il disastro degli allevamenti intensivi di salmone

L’Italia è fra i maggiori importatori al mondo di salmone, un prodotto il cui consumo è aumentato esponenzialmente negli ultimi anni. Tuttavia, negli allevamenti intensivi, questi animali vivono condizioni degradanti che si ripercuotono anche sui consumatori. Il recente servizio de Le Iene spiega cosa succede dietro le gabbie attraverso le immagini di Animal Equality.

Andato in onda nella serata di martedì 11 maggio, il servizio de Le Iene “C’è salmone e salmone: ecco come distinguerli” ha raccontato la terribile realtà che si cela dietro gli allevamenti intensivi e i macelli industriali di salmoni. Attraverso filmati e dichiarazioni di esperti, l’inviato Matteo Viviani ha rivelato ciò che l’indagine sotto copertura di Animal Equality e quella realizzata da Compassion in World Farming avevano già messo in luce recentemente.

Migliaia di salmoni stipati in gabbie anguste dove i pesci non sono liberi di muoversi e vengono aggrediti da parassiti e malattie deformanti, sporcizia e fondali marini disastrati a causa dello sversamento di antibiotici e insetticidi utilizzati sugli animali sono alcuni dei ritrovamenti delle organizzazioni per la protezione degli animali, che chiedono una moratoria sull’espansione dell’allevamento dei salmoni in Scozia.

Parte di queste immagini raccapriccianti – che mostrano anche crudeltà e maltrattamenti sui salmoni – sono state mandate in onda nel corso del servizio de Le Iene insieme ad altri filmati che testimoniano l’agonia dei salmoni e le terribili pratiche a cui vengono sottoposti negli allevamenti e nei macelli industriali. A causa di questi maltrattamenti, gli investigatori hanno riscontrato che il grado di sofferenza di questi animali è tale che la mortalità può raggiungere il 25% prima che il gruppo di salmoni sia destinato alla macellazione.

Secondo l’inchiesta, non solo l’allevamento del salmone è dannoso per il benessere degli animali, ma anche per l’ambiente. I rifiuti organici e chimici degli allevamenti di salmone scozzesi stanno infatti cambiando la chimica dei sedimenti e uccidono la vita marina sul fondo del mare. I rifiuti degli allevamenti possono portare a una cattiva qualità dell’acqua e a fioriture algali dannose. Anche i medicinali e le sostanze chimiche, come gli antibiotici e gli insetticidi, vengono rilasciati nell’ambiente, e molti di questi sono noti per essere tossici per i pesci e altri organismi marini, così come per gli uccelli e i mammiferi. Inoltre, l’allevamento di pesci carnivori, come il salmone, è responsabile di gran parte della pesca industriale dei nostri oceani già impoveriti. Milioni di tonnellate di pesce catturato in natura sono ridotte a farina di pesce e olio di pesce per nutrire i pesci negli allevamenti intensivi.

La ricaduta è anche nel piatto dei consumatori. A questo proposito, il servizio de Le Iene informa dell’impatto negativo sulla qualità del prodotto alimentare in commercio. Dopo aver incontrato resistenze e rifiuti da parte dei laboratori di analisi a cui era stato richiesto di analizzare alcuni prodotti di salmone in vendita nei supermercati, infatti, i risultati del test ottenuti dall’inviato hanno evidenziato che alcuni prodotti non erano “puliti”, altri non a norma e altri ancora neppure commercializzabili.

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