Perché far tornare in aula gli studenti delle superiori è importante per tutti

Sembra dover slittare ancora una volta il rientro a scuola per gli studenti delle scuole superiori. Ipotizzato inizialmente al 7 gennaio, poi posticipato all’11, 18 e, ora, alcuni parlano di attendere addirittura il mese di febbraio. E quando lo faranno, sarà con orari scaglionati e, probabilmente, in modalità mista.

I dati dei contagi non sono certo confortanti e, ancora una volta, sono i liceali ad essere visti come sacrificabili. Vengono lasciati a casa, alle prese con una Didattica A Distanza non sempre adeguata, per lasciar posto sui mezzi pubblici a chi deve andare al lavoro e agli studenti più giovani.

“Si parla troppo poco degli studenti delle scuole superiori, rinchiusi in casa da mesi, con il rientro sui banchi di scuola posticipato di volta in volta e con orari che li penalizzano. – Commenta l’Avvocato Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia – A causa dell’inefficacia e dei ritardi nell’organizzazione dei trasporti pubblici, fin troppo affollati, vengono lasciati a casa. Stiamo negando loro la possibilità di studiare e formarsi in modo adeguato, cosa che ai loro colleghi più giovani viene, invece, viene garantita, anche in virtù dall’articolo 34 (L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita). Si ritrovano a fare i conti con una DAD zoppicante, nonostante l’impegno dei docenti, tra difficoltà tecniche e linee sovraccariche”.

In particolare, le preoccupazioni dell’Avvocato si rivolgono ai ragazzi di 14 anni, al primo anno di superiori, e ai diciottenni, che frequentano l’ultimo anno e dovrebbero non solo prepararsi per affrontare la maturità, il primo esame importante della loro vita, ma anche vivere una socialità spensierata che presto non potranno più avere, offuscata dai doveri di lavoro e università.

“Cosa possiamo dire a loro: i nostri gestori della PA non sono stati capaci di tutelarvi? Siete rinchiusi in casa perché la pandemia è stata affrontata senza la rigidità dovuta (e non parlo di regole, ma di esecuzione reale delle regole!)? Scusateci se vi abbiamo portato via l’adolescenza e la possibilità di instaurare rapporti di amicizia e concedervi le prime cotte? – Prosegue amareggiata l’Avvocato – Per loro riflessi negativi ci saranno sicuramente. Senza contare che, fino a ieri, li rimproveravamo di stare troppo attaccati a PC e smartphone e oggi chiediamo loro di chiudere tutta la loro vita in questi strumenti. Cerchiamo, dunque, di focalizzare l’attenzione sui giovani, aiutiamoli, stimoliamoli in ogni modo, cerchiamo di coinvolgerli in qualcosa di istruttivo e affianchiamo i professori nella didattica. So perfettamente che è complicato, anche noi genitori in questo periodo abbiamo problemi di assestamento per il caos e il congelamento delle attività che stiamo vivendo, ma dobbiamo impegnarci per loro, per dare loro speranza e non far perdere loro tempo prezioso. Aspettiamoci un post-pandemia molto complicato per questa generazione di liceali, per questo sarà necessario dare loro strutture adeguate, sia nelle scuole che in famiglia, molto più focalizzate sui vari problemi psicologici e didattici che vi saranno. Ma dobbiamo organizzare tutto da ora. Non dobbiamo dimenticare che non stiamo solo compromettendo il loro futuro, ma anche il nostro e quello di tutta la società. Loro saranno gli adulti di domani, la nuova classe dirigente e politica, la nuova forza lavoro. È, quindi, importante intervenire al più presto. Come prima cosa, cerchiamo di far tornare i ragazzi a scuola, in presenza, ma senza rischiare contagi! Diamoci da fare, è tempo ormai di sistemare, strutturare e organizzare. I ragazzi sono stanchi e si sono viste manifestazioni di studenti spontanee in molte piazza e fuori le scuole Perché sono loro i primi a chiedere di tornare in aula!”.

News IN DIES