Accordi di Parigi: “Ostacolati da Trump. Forte rischio conflitti e migrazioni”

“L’impegno della politica in questa direzione dovrà condizionare le nostre scelte di voto. Stiamo andando nella direzione sbagliata, se non fermiamo il riscaldamento globale, le conseguenze saranno devastanti. Il livello degli oceani salirà, ci saranno più conflitti e migrazioni incontrollate. Dobbiamo agire subito, cambiando il modo in cui produciamo energia” così Mogens Lyketoff, uno dei padri degli accordi di Parigi del 2015, allora Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lyketoff è intervenuto nel corso dell’evento evento internazionale online “Gli accordi di Parigi cinque anni dopo: la strada da seguire”, organizzato ma Marco Cappato, promotore di StopGlobalWarming.eu, la ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) che ha già raccolto quasi 50.000 firme ispirata da un’idea di 27 premi Nobel che al raggiungimento del milione di adesioni obbligherà la Commissione Europea a discutere la proposta sulla Carbon Tax, per fissare di un prezzo minimo alle emissioni di CO2 in Europa.

Cinque anni fa gli Accordi di Parigi hanno rappresentato il più forte impegno internazionale mai raggiunto per contrastare i cambiamenti climatici, ma da allora i governi nazionali non hanno fatto abbastanza – ha continuato Lyketoff -. Ma nonostante il coronavirus, le politiche di Trump, l’esitazione dei governi, il problema dei cambiamenti climatici ora deve tornare al centro dell’agenda internazionale. Cina e Usa hanno rilanciato l’impegno. Occorre investire nelle energie rinnovabili, nel fotovoltaico, monitorare attentamente le emissioni tassandole in modo equo, ridistribuendo il tesoretto ricavato sulle realtà più deboli, agevolando la transizione energetica e l’occupazione nel settore delle rinnovabili, alleggerendo anche la tassazione su redditi più bassi.

All’appuntamento è intervenuto anche il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli: “Questi cinque anni non sono stati facili, a causa di sensibilità diverse, scontri, ma tutti si sono resi sempre più conto di vivere una emergenza storica”. L’UE, gli stati membri, le città i cittadini ora sembrano essersi messi in moto per fare in modo che il problema del cambiamento climatico e del degrado ambientale divenissero delle priorità nell’agenda politica europea e nazionale. Siamo ad un punto di svolta. Abbiamo un obiettivo ambizioso, una meta da raggiungere a medio e lungo periodo: diventare il primo continente neutrale dal punto di vista climatico”.

A far gli onori di casa il già euro parlamentare Marco Cappato, promotore di StopGlobalWarming.eu e fra i politici più attivi a livello europeo sulla tematica: “Proprio ieri i Governi europei hanno raggiunto l’accordo sul taglio delle emissioni di CO2 del 55% entro il 2030. E’ un obiettivo meno ambizioso rispetto alla proposta del Parlamento europeo di un taglio del 60%, ma è comunque un impegno che richiede soluzioni urgenti. L’unica strada per non aggravare la crisi economica è quella di spostare le tasse dal lavoro alle emissioni, come proponiamo con StopGlobalWarming.Eu”

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