Assisi, i giovani per ripensare l’economia di oggi

Foto di Hifen hifencamisetas da Pixabay

C’è anche l’Istituto Serafico di Assisi accanto ai 2000 giovani economisti, imprenditori e changemakers di tutto il mondo che, a partire da ieri e fino al 21 novembre, parteciperanno all’evento online “The Economy of Francesco. I giovani, un patto, il futuro”, voluto da Papa Francesco per ripensare l’economia di oggi, affinché diventi più giusta, inclusiva e sostenibile, senza lasciare nessuno indietro. Il Serafico, membro del Comitato organizzatore dell’evento digitale, è impegnato in questa epocale chiamata all’azione per far sì che al centro dell’agenda economica del futuro vi sia anche il tema delle disuguaglianze nel mondo della salute. Troppo spesso l’attuale sistema economico-sociale rischia di escludere le persone più fragili ed è forte l’urgenza di poter contribuire a un cambiamento che possa riportare tutti a partecipare alla vita. A maggior ragione in queste difficili giornate in cui l’Istituto è schierato in prima linea, insieme a tutti i suoi medici, operatori ed infermieri, per combattere l’emergenza pandemica e proteggere i suoi pazienti. L’evento, che avrebbe dovuto tenersi a marzo scorso, rimandato e ripensato a causa della pandemia stessa, si terrà in modalità online e potrà essere seguito in diretta streaming sul portale francescoeconomy.org e sui canali social.

Il titolo “CO2 della disuguaglianza” – scelto per quello che sarebbe dovuto essere il villaggio del Serafico e poi trasformato in sessione di lavoro online – apre ad una metafora che pone il tema delle disuguaglianze e le sue ambiguità. La CO2 è un ingrediente naturale per la fotosintesi, un sottoprodotto della nostra stessa respirazione e della combustione, non è dunque un male di per sé, a patto che l’ecosistema la mantenga in equilibrio. Solo quando si supera la soglia di equilibrio, l’anidride carbonica rappresenta una vera minaccia per il pianeta. Anche le differenze fanno parte della vita e ne costituiscono una ricchezza, ma quando diventano disuguaglianze e superano una certa soglia – specie quando sono il frutto di un sistema iniquo – minacciano la libertà, la democrazia e lo sviluppo della società, mettendo in crisi il funzionamento stesso del sistema sociale.

«L’appello di Papa Francesco è rivolto a ciascuno di noi ed intercetta anche il mondo della salute, per questa ragione il Serafico ha accolto immediatamente, con gioia e speranza, l’iniziativa del Santo Padre per un’economia diversa e inclusiva, che sappia accogliere e difendere la vita, che sia al servizio dell’uomo e si prenda cura del creato. Economia e salute sono due ambiti strettamente connessi: le disuguaglianze economiche e sociali influiscono sulla vita delle persone in misura sempre più crescente, generando nuove disuguaglianze, quelle di salute, che rappresentano un grave problema per il benessere della popolazione, ma anche di giustizia e civiltà. Come Serafico – nonostante stiamo fronteggiando proprio in queste difficili giornate la seconda ondata dell’emergenza coronavirus, che sta mettendo a dura prova la nostra quotidianità di cura – vogliamo comunque essere presenti all’evento digitale “Economy of Francesco” in rappresentanza di tutte le opere sanitarie, perché viviamo in prima persona le ferite di un’economia che esclude chi è più fragile ed è grande il desiderio di contribuire ad un cambio di rotta epocale», dichiara Francesca Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi. «Nella restare accanto alla sofferenza avvertiamo l’urgenza di un cambiamento radicale del sistema economico-sociale. Prendersi cura delle persone fragili, malate, disabili, non vuol dire solo prescrivere pillole o riparare funzioni compromesse, ma ha a che fare con la difesa della vita, che non può e non deve conoscere limiti. Perché “curare” non è sufficiente, è altresì necessario adoperarsi affinché nessuno sia lasciato alla solitudine e all’abbandono. Il Serafico è presente nell’organizzazione di questa iniziativa per ricordare a quanti ne prenderanno parte che una società più giusta e inclusiva può essere costruita solo a partire dai più fragili. Perché non c’è sviluppo se si perde di vista l’uomo e la sua cura. Non c’è sviluppo e non c’è futuro se non custodiamo la vita più fragile e indifesa», sottolinea la Presidente Di Maolo.

Nella sessione di lavoro “CO2 della disuguaglianza” sono stati affrontati diversi temi e la prima sfida è stata quella di imparare a distinguere tra differenze e disuguaglianze, per poi esaminare e riconoscere le diverse forme di disuguaglianza, comprese quelle legate al bene salute.

«La seconda sfida affrontata è stata quella di imparare a riconoscere le diverse forme di diseguaglianza. A pesare non ci sono solo le disuguaglianze di reddito, ma anche quelle riguardanti alcuni beni capitali come la salute, il patrimonio genetico, il capitale umano, l’accesso alle nuove tecnologie e alle risorse ambientali, le opportunità legate al genere e all’etnia. Nelle nostre sessioni di lavoro abbiamo cercato di capire quanta differenza possa essere ritenuta fisiologica nelle società contemporanee, come si possa ridurre la diseguaglianza patologica e quali istituzioni siano immaginabili per redistribuire le risorse (economiche, sociali, di salute e relazionali) al fine di ridurre le varie diseguaglianze», spiega Luca Crivelli, coordinatore della sessione di lavoro online “CO2 della disuguaglianza”, PhD ed economista specializzato in salute pubblica, economia delle assicurazioni malattia e nel campo delle politiche sanitarie e sociali.

«Vorremmo fare un passo in più e porci una terza sfida. Vorremmo sognare un’economia e una società che siano rigenerative ed inclusive e che non producano nemmeno una vittima, uno scarto, che non dimentichino nessuno. Si tratta di un movimento che si propone di cambiare dall’interno l’economia, il modo in cui produciamo, consumiamo, viviamo, ci rapportiamo tra noi, perché fine ultimo di ogni nostra attività come individui, società, Stati-nazione, sia la fioritura umana, la creazione di ben-essere e ben-vivere», conclude Valentina Rotondi, coordinatrice junior della sessione di lavoro online “CO2 della disuguaglianza”, PhD e ricercatrice post-dottorato presso il dipartimento di Sociologia dell’Università di Oxford.

L’impegno dell’Istituto Serafico per l’inclusione, la cura e la tutela delle persone fragili, si fa ogni giorno più concreto: sono stati infatti inaugurati lo scorso 23 ottobre i nuovi poliambulatori specialistici a misura delle persone con disabilità, con ambienti studiati in maniera funzionale, operatori sanitari in grado di cogliere i bisogni speciali delle persone con disabilità, strumentazioni adatte ad accogliere i più fragili.

Ma in questo drammatico momento di emergenza sanitaria, il Serafico sta fronteggiando con tutte le risorse a disposizione la seconda ondata di Covid-19, nel rigoroso rispetto dei protocolli e delle misure di sicurezza adottate per proteggere e tutelare i suoi ragazzi e i suoi operatori. Superata questa dura prova, che si auspica possa terminare il prima possibile, l’Istituto celebrerà i suoi primi 150 anni di attività: per l’occasione, ha messo in cantiere l’ambizioso progetto del Centro Clinico Diagnostico dedicato a quanti, a causa di una disabilità fisica e/o mentale, si accostano alle attività di screening e di analisi con un carico enorme di difficoltà motorie, funzionali, emotive e comportamentali. Una risposta concreta per migliorare la qualità di vita delle persone più fragili e delle loro famiglie.

L’EVENTO ONLINE

Il programma dell’evento digitale consentirà a tutti i giovani iscritti (2000 da 120 Paesi) di partecipare all’incontro nelle medesime condizioni, di condividere l’esperienza vissuta, il lavoro, le proposte, e le riflessioni maturate in questi mesi. L’intero evento sarà in diretta streaming sul portale francescoeconomy.org e sui canali social: 4 ore al giorno e una maratona di 24 ore, il 20 novembre, grazie ai collegamenti e ai contributi di giovani connessi in 20 Paesi diversi, tra cui Italia, Argentina, Brasile, Costa d’Avorio, Corea, Portogallo, Camerun, Polonia, Colombia, Nigeria, Brasile, Spagna, Svizzera, India, Cile, Belgio, Irlanda, Sud-Africa, Botswana, Cuba, Messico, Filippine, Uganda e Pakistan.

I 12 villaggi tematici, trasformati in sessioni di lavoro online che i giovani hanno portato avanti in questi mesi, sono: lavoro e cura; management e dono; finanza e umanità; agricoltura e giustizia; energia e povertà; profitto e vocazione; policies for happiness; CO2 della disuguaglianza; business e pace; economia è donna; imprese in transizione; vita e stili di vita. Previste conferenze con relatori di fama internazionale, tra cui il premio Nobel Muhammad Yunus e ancora, tra gli altri, economisti ed esperti quali Kate Raworth, Jeffrey Sachs, Vandana Shiva, Stefano Zamagni, Mauro Magatti, Juan Camilo Cardenas, Jennifer Nedelsky, Sr. Cécile Renouard oltre a numerosi imprenditori di consolidata esperienza e capacità. Tutti i relatori saranno disponibili ad ascoltare i giovani anche con colloqui personali oltre che in sessioni interattive di gruppi circoscritti di partecipanti.

Assisi ospiterà la “regia” dell’evento e i collegamenti in diretta dai luoghi storici francescani: Basilica di San Francesco d’Assisi, Chiesa di San Damiano, Santuario di Rivotorto, Basilica Santa Chiara, Santuario della Spogliazione, Palazzo Monte Frumentario. Spazio a conferenze con i giovani economisti e imprenditori in dialogo con figure di fama internazionale per discutere i temi, le proposte, le prospettive di The Economy of Francesco.

Confermata anche la partecipazione “virtuale” di Papa Francesco, che interverrà in video nel pomeriggio del 21 novembre, a partire dalle 17.10. Il programma sarà trasmesso sul canale YouTube ufficiale di The Economy of Francesco in lingua inglese, con traduzione in italiano, spagnolo, portoghese, francese.

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