Al via il Milano Design Film Festival

Il 24 ottobre inizia la settima edizione del Milano Design Film Festival.
Ecco le pellicole e gli appuntamenti in programma per il primo giorno di proiezioni all’Anteo Palazzo del Cinema:
Film di apertura “The Human Shelter” di Boris Benjamin Bertram dove il regista danese ci conduce in un viaggio poetico e antropologico per scoprire cosa le persone definiscono casa. Un documentario che vuole esplorare come lo shelter, il rifugio, possa mutare a seconda delle circostanze. Nel presentare la contemporaneità anche nelle sue forme più estreme – uno studio newyorkese, una baraccopoli o i sei metri quadrati a Tokyo – il regista lancia una riflessione sulla relazione tra l’uomo e la geografia politica, climatica e sociale del suo habitat.
Alle ore 10.00 è prevista una Lecture dell’Architetto Michele De Lucchi che presenterà un aggiornamento del progetto “Earth Stations”
Alle ore 11.30 è previsto un talk tra Rolf Fehlbaum (Parton di Vitra) e Alice Rawsthorn (storica firma del NYT e Guest Curator del MDFF 2019) al quale seguirà la proiezione di “Chair Times. A history of seating”. La pellicola, realizzata in collaborazione con il Vitra Design Museum, racconta attraverso l’esclusiva collezione di sedie di Rolf Fehlbaum l’evoluzione del prodotto industriale, i protagonisti e le avanguardie che hanno fatto la storia del design.
19.00 La proiezione di “Doors. Lualdi Stories” sarà preceduta da un talk con Francesca Molteni (Regista) Patrizia Scarzella (giornalista e autrice) e l’architetto Cino Zucchi 
20.30 Alice Rawsthorn presenta la selezione di pellicole da lei curata, a seguire tre film da lei selezionati: “Une ville a Chandigarh” di Alain Tanner, “One Week” di Buster Keaton e “Man with a movie Camera” di Dziga Vertov.
20.30 Proiezione di “City Dreamers” di Joseph Hillel tra le pellicole in concorso per la prima edizione dell’Architecture Film Award, riconoscimento fortemente voluto dalle organizzatrici del festival.
Presso la Fondazione Ordine degli Architetti – alle 19.30 – verrà proiettato “The Black Museum” di Oliver Hardt che racconta non solo l’architettura, ma l’importanza simbolica del National Museum of African American History and Culture a Washington D.C., progettato da David Adjaye.

Difendere la pelle e i capelli dall’inquinamento

Vivere in città ha moltissimi vantaggi, è un luogo ricco di stimoli e di opportunità, ma, allo stesso tempo, nasconde alcune insidie per la cura del nostro corpo. Uno dei nostri peggiori nemici è l’inquinamento che, attraverso le microparticelle presenti nell’aria e gli agenti inquinanti come ozono, piombo, zolfo e ossido di azoto, può danneggiare pelle e capelli,  causando invecchiamento precoce e indebolimento dei tessuti.

 

Abiby, talent scout di prodotti must have nel mondo beauty, con la nuova beauty box del mese di ottobre, “Time is now”, presenta un vero e proprio kit di sopravvivenza anti-smog, ideale per restituire luminosità e benessere anche tra le strade trafficate e vivere al meglio proteggendosi dal frenetico ritmo della vita cittadina.

 

Detergere la pelle del viso con un prodotto delicato

Per una beauty routine efficace, è necessario partire dalla detersione, soprattutto quando si parla di smog. La pelle ha bisogno di essere preparata e pulita adeguatamente per far penetrare in profondità i prodotti che si applicano successivamente e ottenere l’effetto desiderato. Se durante la giornata l’epidermide è soggetta a fattori esterni come vento o inquinamento, è preferibile un detergente delicato per evitare ulteriore stress alle cellule. Fondamentale è la detersione anche alla sera: oltre a rimuovere il trucco, aiuta a eliminare le particelle di smog che si sono appoggiate sulla pelle durante il giorno e che impediscono la sua ossigenazione ostruendo i pori.

 

Applicare una crema giorno che contrasti i problemi causati dallo smog

L’inquinamento interferisce con la nostra pelle anche aumentando il livello di radicali liberi: entrando in contatto con le cellule, ne riducono l’apporto di ossigeno e interferiscono con la produzione di collagene ed elastina, favorendo la comparsa della couperose. Per stimolare il rinnovamento cellulare e contrastare l’azione dello smog, dopo la detersione è importante utilizzare creme giorno a base di vitamine A, E e C, acido ialuronico, ceramidi, zinco e manganese, sostanze che incentivano l’elasticità e contrastano la comparsa delle rughe.

 

Usare il fondotinta o una BB cream

Dopo la crema, un altro grande alleato contro l’inquinamento è il fondotinta: oltre a uniformare l’incarnato, regala alla pelle una pellicola protettiva in grado di contrastare l’assorbimento delle polveri sottili, tanto dannose per l’organismo. Per chi cerca un prodotto più leggero, esistono le BB cream, che garantiscono lo stesso effetto protettivo sulla pelle mantenendola idratata. Buona norma è optare per fondotinta o BB cream dotati anche di filtri solari, per proteggere l’epidermide non solo dallo smog, ma anche dai raggi UV che in inverno colpiscono la pelle tanto quanto in estate.

 

Proteggere le labbra con prodotti ristrutturanti

Le labbra sono uno dei punti più fragili e delicati e sono in grado di assorbire le sostanze con una velocità e una facilità maggiore rispetto al resto del corpo: per questo è fondamentale proteggerle. Per ridurre al minimo i problemi causati dallo smog, come l’irritazione, la secchezza e la successiva screpolatura, i prodotti migliori sono quelli a base di vitamina E, sostanza antiossidante che aiuta a rallentare l’invecchiamento, a idratare, a proteggere dai danni causati dal sole e a stimolare la scomparsa di piccoli e grandi taglietti dovuti a fattori esterni, come il vento o il freddo. Gloss, burrocacao e rossetti ristrutturanti vanno applicati non solo mentre si è all’aperto, ma anche e soprattutto prima di affrontare la giornata.

 

Coccolare e rinforzare i capelli

Il viso e la pelle non sono gli unici a soffrire l’inquinamento: le polveri sottili si depositano anche tra i capelli. Lo smog da una parte intacca la salute del follicolo, agevolando lo sviluppo dei radicali liberi che indeboliscono i capelli e ne favoriscono la caduta, dall’altra si appoggia sulle ciocche rendendole più secche, spente e opache. In questo caso è importante prestare attenzione sia alla spazzolatura, da fare ogni sera e possibilmente con prodotti con delicate setole naturali, sia ai prodotti usati in doccia. Farsi lo shampoo a giorni alterni può essere una buona soluzione, purché vengano utilizzati prodotti delicati, altrimenti si rischia di indebolire ulteriormente l’intera struttura causando l’effetto contrario. Altra buona pratica è dedicare un lavaggio a settimana a una coccola extra, come massaggi della cute, scrub per il cuoio capelluto (anche home made, con il sale grosso) o balsami e maschere a base di zeolite, ornitina o taurina, veri alleati nella cura del capello.

 

Tenere a portata di mano uno spray anti inquinamento
Per un’effettiva protezione contro tutti i tipi di inquinamento – dal fumo alle polveri sottili – e contro gli odori che durante la giornata si attaccano a pelle, capelli e vestiti, il segreto è avere a portata di mano uno spray anti inquinamento come il City Spray Solution della linea pollution Free del brand skincare Guudcure, che sarà presente all’interno della box di Abiby di ottobre “Time is now”. Grazie alla Zeolite, questo spray aiuta la pelle a respirare e mantenere la sua vitalità: la carnagione appare più fresca e tonica, si assorbe velocemente e non macchia. Utilizzato quotidianamente su tutto il corpo e sui capelli, assicura una sensazione di benessere prolungata, accompagnata da una profumazione fresca e delicata. Inoltre, grazie al pratico formato da borsetta, può essere portato davvero ovunque, per avere sempre con sé un valido alleato per combattere smog e cattivi odori durante tutta la giornata.

Per scoprire tutti gli altri prodotti pensati per combattere l’inquinamento sulla propria pelle, è possibile acquistare la box di Abiby “Time is now” fino al 12 ottobre 2019 su www.abiby.it

Calcio e malattie neurologiche

È stato appena pubblicato sul New England Journal of Medicine uno studio epidemiologico retrospettivo condotto da Mackay e colleghi su 7676 ex calciatori scozzesi professionisti, identificati in un database, che fornisce “buone e cattive notizie” sulle potenziali conseguenze a lungo termine del giocare a calcio a livello professionale. In confronto alla popolazione generale, gli ex calciatori scozzesi presentavano una mortalità più bassa per le malattie neurologiche e non neurologiche comuni (ictus cerebrale e tumori del polmone) – la buona notizia – ma risultavano più elevate la mortalità per malattie neurodegenative e la prescrizione di farmaci per la demenza (la cattiva notizia).

“In particolare – ha commentato il Prof. Gioacchino TedeschiPresidente della Società Italiana di Neurologia e Direttore I Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia, A.O.U Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli – dallo studio emerge come tra le malattie neurodegenerative sia riportata una maggiore mortalità per la malattia di Alzheimer mentre sia registrata una minore mortalità per la malattia di Parkinson. I risultati di questo studio si sommano a un filone di ricerca già portato avanti da diversi anni: fermo restando che l’esercizio fisico moderato, l’attività fisica, nonché la pratica sportiva a livelli  più competitivi hanno importanti benefici per la salute, tra cui ridurre il declino cognitivo ed il rischio di manifestare demenza1, alcuni sport di contatto che causano frequenti traumi o microtraumatismi ripetuti possono aumentare il rischio di compromissione cognitiva e neuropsichiatrica, ad esordio tardivo, dopo anni dall’attività agonistica, nonché il rischio di malattie neurodegenerative e di encefalopatia traumatica cronica (CTE)2. Particolarmente determinante – conclude il Prof. Tedeschi – è la durata dell’esposizione a traumatismi ripetuti, piuttosto che l’intensità di singoli, rari episodi traumatici. Questo ultimo dato è tranquillizzante per i calciatori amatoriali, poiché i soggetti a rischio sono solo i professionisti che per anni hanno subito dei micro traumatismi e quindi possiamo tutti continuare a giocare la “partitella” serale”.

Bibliografia:

  1. Xu et al, BMJ Open 2017
  2. McKee et al., Brain 2013

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