Le varianti genetiche che predispongono alla gotta

La gotta è la forma più comune di artrite infiammatoria. L’aumentata concentrazione di acido urico nel sangue porta a depositi dolorosi. Alimenti grassi, alcol, poca attività fisica aumentano il rischio di sviluppare la malattia, influenzata da fattori ereditari.

Ora, i ricercatori dell’ospedale universitario di Friburgo che in uno studio, in tutto il mondo, hanno coinvolto oltre 457.000 persone, hanno pubblicato i risultati di un loro lavoro sulla rivista Nature Genetics.

“Grazie alle enormi dimensioni del nostro studio, siamo stati in grado di identificare numerose alterazioni geniche che influenzano i livelli di acido urico nel sangue e il rischio di gotta”, ha spiegato il capo dello studio Anna Köttgen, direttrice dell’Istituto di epidemiologia genetica dell’Ospedale universitario di Friburgo.

Nello studio, “l’incidenza della gotta era 100 volte superiore nel gruppo genetico ereditario rispetto a quello composto da persone con una predisposizione ereditaria molto bassa”, ha detto l’autrice

Inoltre, gli scienziati hanno identificato varianti genetiche che hanno effetti sui meccanismi regolatori dell’equilibrio dell’acido urico e potrebbero spiegare l’associazione di lunga data con altre malattie metaboliche come l’aumento dei livelli lipidici nel sangue.

Gotta, livelli lipidici nel sangue, diabete, obesità: la predisposizione all’aumento delle concentrazioni di acido urico nel sangue è associata a una varietà di disturbi, secondo lo studio attuale.

A Milano, letture attraverso i romanzi del ‘900

Nell’ambito della rassegna “Le ragazze raccontano” promossa da MTM-Manifatture Teatrali Milanesi, con un ricco calendario, Atir è presente con una serie di letture attraverso i romanzi del ‘900 che si terranno nella sala La Cavallerizza la domenica sera alle ore 19.30, si parte il 20 ottobre con Mila Boeri e WALDEN di Henry David Thoureau.

La compagnia Atir, ospite per la prima volta nella Sala Cavallerizza di MTM Manifatture Teatrali Milanesi, sceglie per la rassegna “Le ragazze raccontano” sei romanzi del Novecento che toccano temi sempre attuali. Il rapporto tra uomo e natura, l’arte come crescita e salvezza, la guerra, la resistenza, il razzismo, l’emigrazione. Ad interpretarli e dare loro voce sei attrici che collaborano da sempre con la compagnia: Arianna Scommegna, Mila Boeri, Chiara Stoppa, Maria Pilar Pérez Aspa, Matilde Facheris e Sandra Zoccolan.

 

domenica 20 ottobre 2019
WALDEN – INTO THE WILD
di Henri David Thoureau
La Cavallerizza

Con Mila Boeri

Da Walden – Vita nel bosco

di Henry David Thoreau

 

Concord, Massachusetts. E’ la fine di marzo del 1845, Henry David Thoreau prende in prestito un’ascia e si dirige nei boschi presso il Lago di Walden, dove intende costruirsi una casa e «vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, vivere in modo così risoluto e spartano da sbaragliare tutto quanto non fosse vita».

Ne nasce Walden, opera che racconta due anni di esplorazione, allo stesso tempo, delle profondità intime del proprio io – come individuo e come esponente della mentalità collettiva nazionale – e del mondo esterno naturale.

Walden diverrà il testo a cui, oltre un secolo dopo, si ispireranno tanto i movimenti ecologisti che Gandhi e le controculture contemporanee, divenendo la bibbia dell’anticonformismo, del rifiuto delle leggi ingiuste e di una vita sobria e immersa nella Natura.

 

La Cavallerizza – domenica ore 19:30
intero 15€ – ridotto scuole MTM, Paolo Grassi, Piccolo Teatro 10€ – ridotto DVA 7,50€

 

Seguiranno:

domenica 17 novembre 2019
LA MIA STORIA CON MOZART
di Eric-Emmanuel Schmitt
La Cavallerizza

domenica 12 gennaio 2020
LA PIAZZA DEL DIAMANTE
di Mercé Rodoreda i Gurgui
La Cavallerizza

domenica 2 febbraio 2020
UNA SOLITUDINE TROPPO RUMOROSA
di Bohumil Hrabal
La Cavallerizza

domenica 16 febbraio 2020
IL BUIO OLTRE LA SIEPE
di Harper Lee
La Cavallerizza

domenica 15 marzo 2020
FURORE
di John Steinbeck
La Cavallerizza

 

 

Economia circolare e riuso dei rifiuti elettronici

In occasione della Giornata internazionale dei rifiuti elettronici – International E-Waste Day, celebrata il 14 ottobre, la torinese Astelav ha presentato i risultati di Ri-generation

Con una crescita costante del 30% ogni mese, in soli due anni ha gestito più di 3.000 elettrodomestici, evitando quasi 200 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Il progetto Ri-generation, avviato nel 2017 dalla torinese Astelav, ha dato nuova vita a lavatrici, forni, lavastoviglie e frigoriferi ormai destinati alla discarica, facendo bene all’ambiente e creando lavoro e inclusione. Gli elettrodomestici rigenerati sono stati messi in vendita ad un prezzo mediamente inferiore del 50% rispetto al nuovo e si è creato un circuito dove anche le persone socialmente svantaggiate hanno una seconda possibilità.

«Siamo partiti con due persone impiegate in questo progetto. Oggi ne contiamo 11», premette Ernesto Bertolino referente marketing di Ri-generation e amministratore di Astelav società di Vinovo (TO) leader nel settore dei ricambi per gli elettrodomestici con alle spalle quasi 60 anni storia e una presenza in 80 Paesi nel mondo. «Abbiamo messo la nostra conoscenza degli elettrodomestici e la disponibilità dei ricambi al servizio dell’economia circolare, uscendo da quella mentalità dell’usa e getta che è sempre più diffusa. Nel contempo, abbiamo dato valore ad importanti risvolti sociali offrendo, in collaborazione con il Sermig (Servizio Missionario Giovani), una seconda possibilità a quanti sono stati emarginati dal mondo del lavoro e trasferendo competenze a giovani provenienti da contesti sociali difficili». Il risultato è un laboratorio che alimenta una rete vendita composta dal sito e-commerce www.ri-generation.com e due negozi (a Torino, in via Mameli 14 e in via Saluzzo 39/A), dà nuove opportunità di lavoro e crea una rete formativa dedicata ai minori non accompagnati. Ri-generation testimonia un nuovo modello di economia che Bertolino definisce «civile». Spiega: «Recupero dei rifiuti, reinserimento lavorativo e formazione dei ragazzi: è un circuito che fa bene».

I RAEE utilizzati provengono dal circuito dell’uno contro uno, ovvero la possibilità data al consumatore di consegnare l’elettrodomestico vecchio al rivenditore nel momento dell’acquisto di uno nuovo, oppure da donazioni nella zona di Torino e provincia. «Gli elettrodomestici, che siano RAEE o donazioni, vengono scelti sulla base di alcune caratteristiche di qualità e anzianità; quindi, dopo un accurato screening vengono riparati utilizzando ricambi originali. Successivamente vengono collaudati e sanificati nel laboratorio Ri-generation, presso Astelav, da un team di tecnici specializzati con esperienza pluriennale nella riparazione degli elettrodomestici. Verificato il perfetto funzionamento, vengono quindi messi in vendita», prosegue Bertolino. La garanzia è di 12 mesi e fa leva sulla rete di distribuzione Astelav che copre tutto il territorio nazionale. Ad entrare in questo circuito di rigenerazione sono essenzialmente grandi elettrodomestici di qualità medio alta. «Grazie alle nostre economie di scala possiamo intervenire anche su quelle apparecchiature la cui riparazione viene spesso sconsigliata per l’incidenza del costo», aggiunge. «Questo ci permette di offrire un prodotto di alta qualità ad un prezzo accessibile».

L’aspetto umano del progetto ha un ruolo importante: la seconda possibilità non viene data solo agli elettrodomestici ma anche alle persone. «Fin dall’inizio abbiamo visto le potenzialità di questo progetto per dare alle persone nuove opportunità. Condividendo la lotta allo spreco e la promozione di una cultura della riparazione, con il Sermig abbiamo intercettato quanti avevano maturato delle competenze nel settore ma erano stati esclusi dal mercato del lavoro, ma anche  giovani con alle spalle un sociale difficile». Il passaggio di conoscenze – che nell’ambito della riparazione è fondamentale – è alimentato anche dai corsi di formazione che, dall’anno scorso insieme con i Salesiani di Torino, Astelav propone ai ragazzi. Spiega: «Sono 100 ore rivolte a ragazzi minori non accompagnati, anche migranti, a scopo formativo ed educativo per acquisire maggiori conoscenze e strumenti concreti che possano facilitare un reinserimento sociale al termine degli studi. Alle 30 ore di teoria, si aggiungono le 70 di pratica. Al termine c’è la possibilità di fare un tirocinio di tre mesi nel nostro laboratorio».

Da sempre paladina del diritto alla riparazione contro la cosiddetta obsolescenza programmata, Astelav con Ri-generation ha dato concretezza all’elettrodomestico rigenerato. Conclude Bertolino: «I volumi di attività di Ri-generation crescono del 30-40% ogni mese. Oggi siamo nelle condizioni di poter gestire più di 2.000 elettrodomestici all’anno». Ri-generation dà loro nuova vita ed evita che finiscano tra le 310 mila tonnellate di rifiuti elettronici raccolte solo l’anno scorso in Italia.

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