Esiste o no la dipendenza dallo zucchero?

Secondo alcuni, lo zucchero libero (non quello che è naturalmente presente in alimenti come frutta o latte) è attraente quanto la cocaina, il che spiegherebbe perché è difficile privarsene.
Questo confronto tra zucchero e droga ha le sue origini in numerosi studi.

Una meta-analisi di sessanta studi pubblicati nel 2017 sul British Journal of Sports Medicine aveva concluso che il consumo di zucchero produce effetti simili al consumo di cocaina, in particolare perché altera l’umore. Questo capita, probabilmente, hanno sottolineato i ricercatori, perché lo zucchero dà piacere e attiva il meccanismo di ricompensa nel cervello, che provoca la ricerca di altro zucchero.

Tuttavia, alcuni di questi risultati sono stati ampiamente criticati. Se gli esperti concordano sui pericoli del consumo di zucchero, perché provoca carie, obesità, diabete, malattie cardiovascolari, pochi sono pronti a definirlo una droga, che crea dipendenza.

Hisham Ziauddeen, uno psichiatra dell’Università di Cambridge, dice che gli studi sui roditori mostrano come comportamenti simili alla dipendenza appaiano quando gli animali hanno accesso allo zucchero, solo due ore al giorno. Lo psichiatra sottolinea, tuttavia, che gli stessi esperimenti funzionano anche con la saccarina, un sostituto dello zucchero, suggerendo che la voglia di zucchero può essere più correlata alla dolcezza che allo zucchero stesso.

Inoltre, i roditori non reclamano lo zucchero se il suo consumo è associato a uno stimolo negativo, come una scossa elettrica, il che non è vero per la cocaina. In altre parole, la dipendenza da cocaina è più potente della dipendenza da zucchero, se la voglia di consumare la droga supera la paura dello stimolo negativo.

In realtà, la dipendenza da zucchero è più simile a una dipendenza da caffeina o nicotina rispetto a una dipendenza da cocaina o eroina, secondo una revisione della letteratura medica del 2018, apparsa su Frontiers in Psychiatry.

Alcuni esperti parlano della dipendenza dallo zucchero come di una dipendenza “debole”, da non confondere con la vera dipendenza, che si può sviluppare con una droga.

La conclusione si aggiunge a quella di una revisione di 52 studi sul concetto di “dipendenza da cibo” negli esseri umani e negli animali da cui è emerso che gli alimenti trasformati contenenti dolcificanti e grassi hanno un maggior potenziale di scatenare dipendenza.

E’ probabile che più si consumano dei cibi che producono piacere, come lo zucchero, più debole diventa il recettore della dopamina. Ci vuole più dopamina per sentire l’effetto della gratificazione. Quindi, più zucchero.

Alcune persone quindi hanno più un’assuefazione che una vera e propria dipendenza dallo zucchero.

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