Ricostruzione facciale effettuato all’A.O. Sant’Andrea: la Uil chiede maggiori investimenti in sanità

Ci riempie di orgoglio l’intervento chirurgico di ricostruzione facciale effettuato all’A.O. Sant’Andrea che vanta pochissimi precedenti al mondo, ma al tempo stesso non possiamo non denunciare le tante contraddizioni di questo servizio sanitario Nazionale. Nell’equipe del Prof. Fabio Santanelli di Pompeo, in qualità di vice, c’è un giovane e bravo chirurgo, Benedetto Longo, precario da anni che spera di superare questa condizione con un contratto a tempo indeterminato.

Lo dichiara in una nota il Segretario Generale UIL FPL Michelangelo Librandi.

Sinceramente tutto questo è insopportabile ed inaccettabile. La UIL FPL – prosegue Librandi – da anni sta denunciando questo stato di cose e lo ha ribadito anche all’Evento svoltosi a Salerno in occasione del 40 anniversario dalla nascita del Servizio Sanitario.  Chiediamo con forza al Governo di porre fine al precariato e di superare il vincolo di riduzione dell’1,4% della spesa per il personale degli enti del SSN rispetto al livello del 2004.

Ricordiamo la riduzione di oltre 50.000 unità in sanità negli ultimi 8 anni; per i soli infermieri, ad esempio, parliamo di 5,4 unità ogni mille abitanti contro i 9 mila della media Ocse.

Inoltre chiediamo un intervento nei confronti dell’ARAN che, ad oggi, deve ancora attivare la commissione paritetica per attuare pienamente il CCNL 2016-2018 Sanità, in materia di incarichi e valorizzazione del personale, per adeguare le classificazioni ferme da oltre 20 anni, oltre ad essere indispensabile lo stanziamento da parte del Governo di risorse necessarie per avviare il confronto per il rinnovo del contratto  2019 – 2021 oltre a rinnovare il CCNL della Dirigenza Medica, sanitaria e Veterinaria.

Chiediamo maggiori investimenti in sanità, partendo dal potenziamento della rete territoriale, e confidiamo in un maggior sforzo per favorire e finanziare gli interventi formativi mirati e finalizzati alla crescita professionale e scientifica delle Professioni Sanitarie e del resto del personale. Sottovalutare la formazione sarebbe un errore imperdonabile, visto che a causa del blocco del turn over e ai turni massacranti, non è stato possibile formare molti lavoratori in nuove tecnologie, ad esempio in nuovi macchinari, che in molte situazioni ha provocato un importante allungamento dei tempi di attesa per esami diagnostici.

Ed infine – conclude Librandi – ci auguriamo in un aumento del Fondo Sanitario Nazionale che prevede per l’anno in corso 110,1 miliardi e, tenendo conto di ulteriori riparti e fondi vincolati, raggiungono complessivamente la cifra di 113,4 miliardi, a nostro avviso ancora insufficienti, ricordando che il nostro livello di spesa in rapporto al Pil è inferiore a quello degli altri Paesi europei.

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