Le donne sopra i 35 anni cercano un partner più giovane

Le coppie dove la donna è più giovane sono in aumento: dal 14% del 2015 si è passati al 21% del 2018. A metterlo in evidenza è CougarItalia.com, il primo portale in Italia a specializzarsi nel promuovere incontri tra donne più grandi e uomini più giovani.

«In generale queste coppie sono più stabili e durano di più nel tempo» commenta Alex Fantini, fondatore di CougarItalia.com.

Secondo CougarItalia.com, infatti, il 40% delle coppie formate negli ultimi 5 anni ancora insieme nel 2018 è formata proprio da una donna più grande e da un uomo più giovane.

Delle «coppie stabili», solo il 33% segue invece il modello più tradizionale in cui l’uomo è più grande della donna ed il 27% il modello in cui i partner sono coetanei o hanno o al massimo un anno di differenza.

«Nel 78% delle coppie dove la donna è più grande di oltre un anno, la differenza di età non supera gli 8 anni» osservano gli analisti di CougarItalia.com. Mentre il 15% dei casi riguarda differenze di età comprese tra i 10 ed i 15 anni.

«Il 76% delle donne che hanno un partner più giovane ha più di 35 anni» aggiunge Alex Fantini. E in Italia, mette infine in evidenza il portale CougarItalia.com, le donne Cougar sopra i 35 anni disposte a rimettersi in gioco e a riscoprirsi ancora in cerca di qualcosa di speciale sono ben 2 milioni.

9milioni di italiani in biblioteca

Quasi 9milioni di italiani hanno frequentato le biblioteche negli ultimi 12 mesi. Si tratta per la precisione di 8,7 milioni di persone con più di sei anni di età, anche qui – come in tutti i comportamenti legati alla lettura – con una prevalenza di donne (il 17,2%) rispetto agli uomini (il 12,9%). Di questi, ben il 46% – cioè quasi la metà – la frequenta nelle fasce di età che coincidono con quelle scolastiche o universitarie (fino a 24 anni), segno del ruolo di supplenza che la biblioteca pubblica svolge rispetto alla scuola o alle biblioteche universitarie ma anche della rilevanza che riveste per l’utenza nell’avvicinarsi alla lettura (di libri ed ebook) e nei processi di scolarizzazione, formazione, istruzione delle generazioni più giovani. È questo solo uno dei dati che emerge dall’indagine quinquennale di Istat sulla lettura che fotografa qual è il pubblico che frequenta le biblioteche e che sarà presentata  venerdì 9 marzo, in Sala Suite 1 alle 10.30 a Tempo di Libri, la Fiera internazionale dell’Editoria, in programma fino al 12 marzo a fieramilanocity a Milano. Nel corso dell’incontro, Il pubblico delle biblioteche, a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e in collaborazione con Istat, ne parleranno Miria Savioli (Istat) e Antonella Agnoli (Consulente bibliotecaria), moderate da Giovanni Peresson (Ufficio Studi AIE).

La lettura, o meglio la non lettura, sarà al centro anche di un incontro sulle ragioni che spingono a non prendere in mano i libri. Una ricerca, basata sulle indagini quinquennali sulla lettura di Istat, che delineeranno l’identikit dei non lettori e le loro motivazioni, e che sarà alla base di Perché non hai letto nessun libro quest’anno?, a cura di AIE e in collaborazione con Istat, in programma sempre venerdì 9 marzo alle 12.30 in Sala Suite 1 a Tempo di Libri. Interverranno Emanuela Bologna (Istat) e Cecilia Cognini (Biblioteche civiche di Torino), moderate da Giovanni Peresson (Ufficio Studi AIE)

Appuntamento anche con la striscia quotidiana di incontri realizzati in collaborazione con Nielsen sui settori più interessanti del mercato italiano del libro. La seconda giornata degli incontri professionali di Tempo di Libri sarà dedicata al settore dei libri dedicati allo sport e alle biografie sportive. Un mercato fatto di mercati: lo sport tra manuali e narrativa di formazione è l’occasione per analizzarlo: l’appuntamento è in programma il 9 marzo alle 16.00 in Sala Suite 1 di Tempo di Libri con Monica Manzotti (Nielsen) e Paolo Frascolla (Libreria dello sport, Milano), moderati da Giovanni Peresson (Ufficio Studi AIE).

Roma: Bambini allo sbaraglio, bambini bersaglio

Bambini allo sbaraglio, bambini bersaglio
Può un giudizio psichiatrico rovinare famiglie e vite?

Roma. Succede di rimanere attoniti quando la stampa riporta episodi controversi di bambini allontanati dalle famiglie, a volte con modalità cruente; bambini poi sedati con potenti psicofarmaci. Avvenimenti questi troppo frequenti e preoccupanti per essere ignorati.
Contrariamente a quanto si possa credere, in gran parte queste sottrazioni non sono fondate su fatti gravi (maltrattamenti gravi, violenza sessuale, ecc.) ma su giudizi di inidoneità genitoriale. Questi giudizi sono spesso sostenuti da diagnosi psichiatriche che, non essendo sorrette da alcun test scientifico, sono per loro stessa natura arbitrarie e soggettive. Eppure, questi bambini vengono allontanati con traumi indicibili non solo per loro ma anche per i genitori e per tutta la famiglia. Com’è possibile e come stanno realmente le cose?

Se ne parlerà giovedì 8 marzo a Palazzo Velli Expo in Piazza Sant’Egidio, presso la sede della mostra: “Controllo sociale e psichiatria, violazioni dei diritti umani”, nel corso del seminario informativo organizzato dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus:Bambini allo sbaraglio, bambini bersaglio – Può un giudizio psichiatrico rovinare famiglie e vite?”.

Gli esperti invitati tratteranno l’argomento per informare e far comprendere, ma anche per offrire soluzioni pratiche e alternative percorribili.

Inizio serata ore 18:00, ingresso libero.

Relatori:
Paolo Roat – Responsabile Tutela minori CCDU Onlus.
Prof.ssa Vincenza Palmieri – Psicologa forense, Fondatrice Programma Vivere senza psicofarmaci.
Avv. Francesco Morcavallo – Già giudice del Tribunale per i Minorenni.
Avv. Francesco Miraglia – Esperto in diritto di famiglia e minorile.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus

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