Gli acidi grassi omega-3 aiutano a perdere peso

Le diete ricche di acidi grassi omega-3 possono anche migliorare la sensibilità all’insulina nelle persone con diabete e aiutare a bruciare i grassi immagazzinati, favorendo la perdita dei chili in più.

Il corpo si abitua a un livello di energia attraverso il nutrimento e le fitte della fame cercano di forzare l’assunzione di cibo al suo livello originale. Tuttavia, l’acido grasso omega-3 contenuto in alimenti come pesce, semi di lino, noci e semi di chia ha la capacità di aiutare a controllare i morsi della fame.

Gli acidi grassi polinsaturi o PUFA sono importanti per la salute delle membrane cellulari di tutto l’organismo, le quali permettono la comunicazione con l’esterno e lo scambio di sostanze ai fini metabolici.

i PUFA possono essere una buona risposta ai problemi di circolazione linfatica, microcircolazione, modulazione insulinica nei diabetici di tipo II e ai disturbi associati a malattie infiammatorie (Crohn, psoriasi, artrite reumatoide, dermatite atopica) e nelle condizioni di edema leggero.

Il PUFA chimico soppressore dell’appetito trovato negli acidi grassi Omega-3 ha la capacità di frenare la la fame. Aiuta anche ad aumentare i livelli di leptina, che è rilevante per il mantenimento del peso.

Questi acidi grassi aiuano a diminuire l’assunzione di cibo, provocando così la perdita di peso.

Gli alimenti grassi Omega-3 nella dieta quotidiana aumentano anche i livelli di serotonina, potente sostanza chimica del cervello, che riduce il desiderio di cibo e fa sentire lo stomaco pieno, senza che si mangi troppo. Pertanto, consumare una manciata di noci potrebbe essere la chiave per perdere peso, in quanto queste possono far sentire pieni, più a lungo.

Le diete ricche di acidi grassi omega-3 possono anche migliorare la sensibilità all’insulina nelle persone con diabete e aiutare a bruciare i grassi immagazzinati per l’energia.

Il movimento che unisce arte ed economia

Dal 1 al 4 febbraio 2018 a Palazzo Pallavicini di Bologna, nel corso della sesta edizione di SetUp Contemporary Art Fair, la galleria d’arte contemporanea “Five Gallery” di Lugano (Svizzera) organizzerà una performance di vendita di Arteconomy. Infatti, per tutta la durata della manifestazione, saranno organizzate delle aste che vogliono dare la possibilità a 30 banditori amatoriali di cimentarsi in questa professione, provando così l’emozione di brandire il famigerato martello e pronunciare la parola magica “aggiudicato”.

Per SetUp Contemporary, Arteconomy ha deciso infatti di rimarcare la sua filosofia di rottura dal consueto mondo dell’arte: 30 banditori “profani” diventano i veri protagonisti dell’asta organizzata per la vendita della serie di opere Continuity. Anche grazie all’utilizzo dei due neologismi legati alla filosofia di Arteconomy – emozione incrementale e condividendo emozionale – questi banditori dilettanti si dovranno impegnare nell’arte oratoria per convincere i possibili acquirenti.

Gli stand di Arteconomy e Five Gallery saranno presenti all’interno del spazio “L”.

Ma cos’è Arteconomy?

La componente finanziaria nel mondo dell’arte ha acquisito ormai un peso eccessivo. Si parla sempre più degli aspetti finanziari ed economici tralasciando l’aspetto artistico e creativo. È su questo concetto che nasce, dalla mente di Igor Rucci, proprietario della galleria d’arte “Five Gallery”, un nuovo movimento artistico chiamato Arteconomy. Questa nuova corrente artistica elimina la figura dell’artista e paradossalmente utilizza proprio termini e concetti di quel mondo finanziario che si è oramai impadronito del mondo dell’arte.

La serie di opere Continuity, che verrà esposta a Bologna per l’evento, è la piena espressione di questa nuova corrente. Si tratta di un insieme di opere numerate progressivamente composte da un frammento di fibra di carbonio riciclata. Il risultato viene posto all’interno di una cornice, creando una prima interrelazione tra economia reale e arte. A rendere speciale questa serie di opere è il loro meccanismo di vendita, parte integrante dell’opera stessa. Infatti Arteconomy ha coniato due neologismi per spiegare il suo significato più intimo: “emozione incrementale” e “condividendo emozionale”.

Per “emozione incrementale” si intende l’emozione che ogni collezionista prova al momento dell’acquisto di un’opera; a questa emozione viene dato un valore di 100 chf che vengono donati in beneficenza (per l’occasione verranno donati alla Onlus Civibo). A questo si aggiunge il “condividendo emozionale”, una distribuzione del 10% del prezzo netto incassato dalla vendita di ogni nuovo quadro che viene distribuito fra tutti i collezionisti precedenti: per la prima volta al mondo un’opera d’arte genera un dividendo.

Durante tutta la durata della fiera sarà presente all’interno gli stand di Five Gallery il professor Andrea B. Del Guercio, titolare della Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, per spiegare e illustrare tutte le caratteristiche del progetto di Arteconomy.

Per candidarsi come banditori basta inviare una mail a: info@fivegallery.ch

Bambini, immagini, nuovi media: un manuale per educare i “nativi digitali”

Le immagini digitali sono divenute centrali nella vita dei più piccoli sin dai primissimi anni di vita: su tablet, televisione, pc, smartphone confluiscono e convivono enormi quantitativi di immagini, autentiche e manipolate. Possono diventare uno strumento didattico? “Educare alle immagini e ai media. Manuale per un uso consapevole da 0 a 11 anni” (ed. Spaggiari Junior) è un libro voluto dalla cooperativa Coopselios, specializzata nei servizi all’infanzia, come guida pratica per educatori e genitori: propone attività concrete, laboratori ed esperienze sul campo per imparare attraverso le immagini 2.0. Questi percorsi didattici innovativi, sperimentati sul territorio reggiano, sono già realtà presso il nido “Le Corti” di Correggio (RE). Il libro viene presentato il 19 febbraio presso il Teatro Asioli di Correggio dalla curatrice Sabrina Bonaccini, Direttore Tecnico Area Educativa Coopselios, insieme a Lorella Zanardo – autrice, documentarista e scrittrice – che si è occupata della supervisione

I giochi sul tablet sono il peggiore intrattenimento per i nostri figli? No, basta scegliere quelli giusti. Vietare internet ai bimbi? È una battaglia senza senso, meglio educare i più piccoli a sfruttarne le potenzialità e a evitarne i rischi. La tecnologia è un danno per l’apprendimento? Al contrario, se usata correttamente può diventare una grande risorsa.
Oggi i bambini, sin da piccolissimi, sono immersi in un mondo di immagini mediate da uno schermo – soprattutto smartphone e tablet – in modo invasivo: secondo l’Istituto di Neuroscienze del CNR è possibile che in futuro, accanto ai centri del linguaggio, che hanno la loro sede nell’emisfero sinistro del cervello (per i destrimani), si sviluppino centri per il linguaggio digitale.L’Italia, però, risulta ancora arretrata rispetto all’alfabetizzazione ai media, mentre la necessità di tutelare la crescita dei bambini di fronte ai contenuti mediatici è un tema urgente, non più rinviabile, che coinvolge docenti, insegnanti e genitori. Per questo Coopselios, cooperativa sociale da sempre molto attenta e impegnata nella promozione di tematiche educative contemporanee, ha realizzato con la supervisione di Lorella Zanardo il libro “Educare alle immagini e ai media. Manuale per un uso consapevole da 0 a 11 anni”, edito dalla casa editrice Spaggiari Junior e curato da Sabrina Bonaccini, Direttore Tecnico Area Educativa Coopselios.

Il volume è una bussola riguardo a questi temi e si muove su tre linee guida che sono anche gli obiettivi da raggiungere per una corretta “dieta mediatica” per i nostri bambini: la prima riguarda la promozione – in bambini, insegnanti e genitori, della consapevolezza e dell’abilità nel guardare e comprendere le immagini che arrivano dall’esterno, imparare a riconoscere la distinzione tra finzione e realtà, l’attivazione di azioni di denuncia nei confronti di immagini che si ritengono dannose, discriminanti o lesive della dignità. La seconda è volta alla promozione della capacità di gestire la propria immagine comprendendone il valore, le implicazioni e le conseguenze nel tempo della presenza delle nostre immagini e dei comportamenti che vi sono collegati, in modo da sapersi tutelare nel rispetto di sé e degli altri. Infine, la terza è relativa al piano creativo: promuovere le abilità e le conoscenze per imparare a “fare media”, cioè ideare, progettare e realizzare messaggi e contenuti da promuovere nella “mediasfera”.
Il libro offre numerose proposte didattiche concrete e già sperimentate rivolte agli insegnanti e agli educatori che vogliano iniziare un percorso di ricerca con i bambini e le bambine da 0 a 11 anni. Questi percorsi didattici innovativi, sperimentati su diverse strutture del territorio reggiano gestite da Coopselios, sono già realtà presso il Centro di sperimentazione creativa per l’infanzia “Le Corti” di Correggio (RE): il centro si propone come laboratorio di cultura digitale, dove condividere idee, risorse, opportunità. Atelier creativi, contesti di esplorazione e conoscenze innovativi diventano al Centro “Le Corti” importanti occasioni di apprendimento.

Capodanno cinese: danze, musiche e arti marziali con l’Istituto Confucio dell’Università Cattolica

Il Capodanno Cinese, che quest’anno cade il 16 febbraio, è ormai diventato un appuntamento irrinunciabile per persone di ogni età e nazionalità anche nel capoluogo lombardo, rappresentando un momento di incontro e di festa per tutti.

Nell’ambito dei festeggiamenti, l’Istituto Confucio dell’Università Cattolica di Milano, in collaborazione con il Centro Culturale Cinese e l’Associazione diamoci la mano, ha organizzato uno spettacolo di canti e danze tradizionali cinesi che si svolgerà il 30 gennaio alle 20.30 presso il Teatro di Milano, in via Fezzan 11.

Nel corso dell’evento, la “Troupe di cultura e arte dello Henan” saluterà l’anno del Gallo e a darà il benvenuto all’anno del Cane, animale che simboleggia la gentilezza, la lealtà e a buona salute, attraverso arti marziali, musiche e danze tradizionali del Paese del Dragone.

Inoltre, il 2 febbraio alle 18.00, presso la sede dell’Istituto Confucio in via Carducci 28/30 verrà presentato il libro “Lanterne in volo” di Alec Ash, si tratta di un romanzo che racconta la cultura cinese attraverso la generazione dei giovani nati tra il 1985 e il 1990. Un’ulteriore occasione per conoscere la cultura cinese attraverso gli occhi di un testimone diretto.

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