Uomo: imperversa la moda dello sbiancamento del pene

Nel mondo imperversa tra gli uomini una nuova moda: lo sbiancamento del pene. Ultimamente, infatti, molti uomini si sono riversati in una clinica di Bangkok per far sbiancare il proprio organo sessuale.

Il servizio offerto dal Lelux Hospital di Bangkok, in Thailandia promette di rendere l’area intima maschile più luminosa.

La strana tendenza è nata quando un paziente si è lamentato di avere delle parti scure all’inguine.

Dopo essersi sottoposto a un trattamento laser sbiancante, è stato sbalordito dai risultati.

La storia è stata poi trasmessa dalla televisione thailandese, suscitando un maggiore interesse per la pratica cosmetica.

Bunthita Wattanasiri, responsabile del reparto Skin and Laser del Lelax Hospital, ha rivelato che il servizio è diventato virale.

Riceviamo circa 100 clienti al mese, da tre a quattro clienti al giorno, ha detto, precisando che la maggior parte dei pazienti ha un’età compresa tra i 22 ei 55 anni.

Bunhita ha però precisato che si deve stare attenti perché il pene è una parte sensibile del corpo.

L’organo sessuale maschile è spesso più scuro del resto del corpo e sebbene questo sia perfettamente naturale, potrebbe essere uno dei motivi per cui i ragazzi optano per la procedura di sbiancamento.

Durante la pubertà, gli ormoni sessuali come l’estrogeno e il picco di testosterone, producono melanina, facendo sì che l’area genitale si scurisca.

Tuttavia, le parti più scure che appaiono più tardi nell’età adulta potrebbero essere un segno di diabete.

La condizione della pelle, nota come acanthosis nigricans, è caratterizzata da chiazze marroni o abbronzate che appaiono intorno all’ascella, all’inguine o al collo.

Quest’ultima è una dermatosi caratterizzata da aumento di spessore e  imbrunimento della pelle, con comparsa di aree scure specialmente vicino alle pieghe del corpo.

BePositive: un super party a Pitti Firenze

Si preannuncia come uno degli appuntamenti clou di Pitti Immagine Uomo numero 93, in calendario dal 9 al 12 gennaio, il party BePositive, fissato per il 10 gennaio alle 21 presso il Complesso di Santo Stefano al Ponte Vecchio a Firenze. 

Una grande festa a base di moda, musica e cultura, con cui il marchio di calzature BePositive vuole celebrare la collaborazione con Tommy Vee, al secolo Tommaso Vianello, dj e produttore discografico di fama internazionale, e la sua capsule collection Veeshoes, svelando in anteprima il modello Track 1 B-side, Track 3 e 4 (dopo le esperienze di Track 1 e 2).

Il marchio BePositive – ora in capo alla Febos di Maser (Treviso), guidata da Fabrizio Ferraro – ha un’incredibile storia alle spalle, che lo ha reso uno degli innovatori più acclamati nel mondo delle sneaker. Il sodalizio sempre più stretto con il mondo della musica caratterizza attualmente il suo percorso.

Il complesso di Santo Stefano al Ponte Vecchio si compone di una chiesa sconsacrata, nelle cui navate grandi schermi proiettano immagini di quadri impressionisti, ma anche, in esclusiva per il party BePositive, video e immagini con skyline e luci della notte. In questa atmosfera suggestiva e rarefatta, la prima parte della serata prevede una cena per 200 persone: buyer internazionali e artisti amici del brand.

Sarà una lunga notte “sperimentale” di moda e musica grazie alla performance della special guest Barbara Tucker, Queen of House Music, artista internazionale dalla voce straordinaria che insieme a dj Q e a al dj Matteo Monti scalderanno la serata, prima della grande performance del “padrone di casa”, il dj Tommy Vee. 

Come un remix capace di far scatenare le dance floor più cool, le Track  di BePostive stupiranno il pubblico di Pitti Immagine Uomo 93 e daranno idealmente il via alla presentazione dell’intera collezione BePositive per l’autunno-inverno 2018/2019, esposta all’interno del padiglione Touch della Fortezza da Basso, stand E/10.

Il party è organizzato in collaborazione con lo store d’avanguardia nell’universo sneaker Flow Run di piazza Strozzi a Firenze, partner di BePositive a cui dedica sempre le vetrine durante il salone della moda uomo.

L’evento BePositive è diventato ormai un appuntamento not to miss della kermesse fiorentina e si pensa già di replicarlo a marzo 2018 a Shanghai, in occasione della Shanghai Fashion Week, adattandone il concept alla trasferta cinese della moda italiana e internazionale.

A Milano lo smart working è realtà

Investire nello smart working e nella nuova sede, con la convinzione che la performance si raggiunge concentrandosi sui risultati piuttosto che sulla presenza dei dipendenti in sede.

È questo, in estrema sintesi, il progetto messo in atto nel quartier generale di Milano di Prysmian, leader mondiale nel settore dei cavi e sistemi per energia e telecomunicazioni, che è stato sviluppato di concerto tra il team aziendale guidato da Fabrizio Rutschmann, head of human resources e Andrea Pirondini, head of operations, e il gruppo di lavoro interno supportato dalla società di consulenza Methodos, specializzata in programmi di cambiamento culturale e smart working.

 

«Prysmian ha adottato il nostro modello Employee Journey Experience, che inserisce il tema dell’esperienza del dipendente dentro un approccio strategico organico, e in questo caso focalizzato su flessibilità, autonomia e collaborazione e sull’ottimizzazione di strumenti, tecnologie e spazi di lavoro -sintetizza Alessio Vaccarezza, Ceo Italia di Methodos-. Viene ampliata la fascia di flessibilità oraria di ingresso; aggiunta la possibilità di lavoro fuori sede per due giorni al mese; spariti i computer fissi, sostituiti dai laptop e, in alcuni casi, da tablet surface; gli uffici chiusi lasciano il posto a open space con locker individuali, due serre, 20 phone booth e 94 sale meeting con 679 posti disponibili, un auditorium per eventi multimediali immersivi, 3 aree break (in aggiunta alle 4 presenti nelle serre), 64 postazioni touchdown e informal area».

 

I nuovi spazi fisici di lavoro non sono stati disegnati in base agli individui, alla loro anzianità o funzione aziendale, ma agli obiettivi da raggiungere. E questo vale proprio per tutti, Ceo compreso: l’ingegner Valerio Battista non ha un ufficio chiuso e lavora in open space, come tutti gli altri. «Questo non è un caso, perché il nostro accompagnamento del cambiamento culturale ha bisogno di una leadership coerente a tutti i livelli e attenta ai simboli come questo o al valore della trasparenza che caratterizza non solo la nuova sede ma anche il modello di gestione di Prysmian» sottolinea Vaccarezza.

 

Con un fatturato di 7,6miliardi di euro nel 2016 e una solida presenza in 50 Paesi, con 82 impianti produttivi e 17 centri di ricerca e sviluppo, «Prysmian ha compreso e deciso che il fattore chiave per guidare il cambiamento sarà l’uso della tecnologia digitale», nota Giuseppe Geneletti, head Smart Working Solution di Methodos. A partire dall’archiviazione, con la riduzione di oltre il 70% degli archivi cartacei a favore di un archivio remoto, applicazioni di Google e con l’installazione di copy center interni con funzioni di scannerizzazione; attraverso la connettività continua, l’intenzione è dotare tutti i dipendenti  di sim aziendale (la maggior parte lo sono già); fino alla presenza in tutte le sale comuni di schermi, sistema di videoconference, telecamere 360° e schermi touchscreen. Sparisce anche la timbratura del cartellino, sostituita dalla certificazione automatica all’accesso nel palazzo.

 

Il quartier generale resta un luogo fisico da raggiungere, naturalmente, ma anche qui Prysmian interviene, in linea con l’obiettivo di migliorare non solo la produttività, ma anche e soprattutto la qualità della vita dei propri collaboratori, per una miglior “work life integration”. Attualmente, il 54% della popolazione aziendale utilizza l’auto per recarsi in ufficio, il 36% i mezzi pubblici, il 9% mezzi privati sostenibili (per esempio la bicicletta) e una ricerca interna ha svelato che, in media, ogni dipendente trascorre 84 minuti al giorno in auto per brevi spostamenti, per una percorrenza media di 24 chilometri. Prysmian ha così deciso di raddoppiare l’area parcheggio con parcheggi coperti nelle vicinanze, e di sovvenzionare l’utilizzo dei mezzi pubblici, per esempio regalando l’abbonamento ATM all’area metropolitana di Milano.

 

Pin It on Pinterest