Basta una sciarpa per scongiurare un attacco di asma

Respirare aria fredda e umida può causare tensioni alle vie respiratorie e scatenare un attacco d’asma in tre su quattro pazienti che soffrono di questa patologia.

Un attacco d’asma di solito causa tosse, mancanza di respiro e altre difficoltà respiratorie, ma nei casi peggiori può essere anche letale.

Ma se respirare aria fredda peggiora i sintomi dell’asma, il rimedio è semplice: si può mettere una sciarpa sulla bocca e sul naso per prevenire gli attacchi.

Una sciarpa sul naso e sulla bocca può riscaldare l’aria prima che essa sia inalata e questo riduce il rischio di avere un attacco di asma.

Fare una passeggiata in una giornata fredda può essere un pericolo per la salute di molti asmatici, ma qualcosa di semplice come una sciarpa può addirittura salvare una vita.

Le quattro stagioni: un concerto per riportare splendore alla scienza e alla ricerca

Venerdi 15 Dicembre alle ore 20.30  la violinista giapponese Hinako Kawasaki e l’orchestra della Cappella Musicale Costantina nella Sala Accademica dell’Istituto Pontificio di Musica Sacra di Roma nei pressi di piazza Navona si esibiranno al concerto promosso da Labozeta S.p.a.

In questa seconda iniziativa articolata su un ciclo di quattro concerti di musica “Le quattro stagioni”, Labozeta  vuole rendere omaggio alla cultura della scienza, ovvero a tutta la comunità scientifica,  ai docenti, ai ricercatori, alle fondazioni scientifiche, a tutti quei saperi accademici e informali sparsi su tutta la penisola che nel loro operato contaminano positivamente la società civile.
Continua, quindi, questa impollinazione attraverso la cultura della musica, lenta ma continua, che si pone l’obiettivo di riportare pieno splendore alla scienza e alla ricerca italiana.
Le 4 Stagioni di Antonio Vivaldi e il celebre adagio di Albinoni riecheggeranno accompagnate e dirette dal grande organo Mascioni (6756 canne) da Paolo De Matthaeis organista e direttore del gruppo.
Un concerto memorabile, simbolo esclusivo di “Armonia” e “Invenzione” che rappresenta significati di continuità ed eternità facendo il verso delle stagioni, cogliendone profumi e rumori, investigando l’effimero.

La musica di Vivaldi commenta, chiosa racconti eterni situazioni sempre attuali, fotografando la Natura – le note del violino viaggiano tra tempeste e bufere, accompagnano pastorelli colti ubriachi alle prese con il vino e con il sonno… circondati dal verde e dagli animali che abbaiano, ringhiano e contribuiscono ad un cailedoscopico susseguirsi di immagini colorate e diverse. Dalla Primavera all’Inverno attraverso un nutrito ventaglio d’emozioni ascolteremo il ghiaccio sciogliersi vicino al crepitio della fiamma mentre fuori, lontano, stillano gocciole di pioggia. Il ronzio delle mosche disturbare il riposo pomeridiano dei villanelli mentre s’aspetta il tempo della “Caccia” tra schioppi, corse e battute di “guerra” . 
Questo e tanto altro nel racconto “guidato” dalla Cappella Musicale Costantina che verrà spiegato durante la performance.

Il concerto è inserito nella programmazione ideata da Labozeta “Musica per la cultura della Scienza” e si realizza grazie al contributo degli “Amici di Labozeta” – HMR (Honda Moto Roma), Fratelli Rossetto, AIR Control, Farzedi, Pericles International Academy.

Il concerto è a invito personale

Note di gioia: concerto di Natale a Como

Domenica 17 dicembre alle ore 16.00 presso la Basilica di San Fedele a Como si rinnova il tradizionale appuntamento natalizio con il concerto a favore del Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, promosso e organizzato dalla Fondazione Dr. Ambrosoli.

Quest’anno saranno le “Note di gioia” del coro Elikya – coro che accoglie persone provenienti da diversi Paesi del mondo, dall’Italia al Congo, dall’Uganda alla Costa d’Avorio, dalla Colombia alla Russia, per offrire un’opportunità di scambio e crescita personale attraverso attività di educazione interculturale – ad allietare il pubblico nel concerto benefico a favore dell’Ospedale di Kalongo, che padre Giuseppe Ambrosoli fondò nel 1957 in nord Uganda assieme alla Scuola di Ostetricia St. Mary’s, e che da oltre cinquant’anni è al servizio della popolazione locale, assicurando servizi sanitari di base e promuovendo formazione qualificata.

Il coro Elikya eseguirà un programma molto vario, con canti della tradizione natalizia, canti sacri e canti religiosi cristiani provenienti dal Congo, Cameroun, Cile, Ecuador e Italia, che ben rappresentano la bellezza delle diversità.

Il concerto sarà l’occasione per la Fondazione di far pervenire il proprio saluto natalizio e ringraziare la città di Como, gli amici, i donatori e i sostenitori, che da sempre le sono vicini nel sostenere i progetti del Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, nella remota savana nord ugandese.

L’ingresso è gratuito con la possibilità di donare liberamente un contributo a favore della Fondazione Dr. Ambrosoli per sostenere i bisogni dell’Ospedale e della Scuola di Kalongo.

Si potrà anche contribuire acquistando i doni natalizi nel banchetto solidale allestito per l’occasione dalla Fondazione nel pomeriggio sul piazzale antistante la Basilica.

Il concerto gode dei patrocini della Provincia di Como, settore cultura, e del Comune di Como.

Natale sostenibile a Roma e Milano

Piazza del Duomo a Milano, tra i più simbolici luoghi d’Italia, festeggeranno il Natale in maniera sostenibile e certificata: hanno infatti scelto di abbellirsi con alberi di Natale provenienti da boschi e foreste certificati PEFC, lo schema più diffuso in Italia e nel mondo per la certificazione della gestione forestale sostenibile.
L’albero di Natale che è stato donato al Vaticano dall’arcidiocesi polacca di Elk proviene dalla Polonia: un abete rosso di 28 metri di altezza, certificato per la gestione sostenibile della foresta d’origine.

L’abete rosso, collocato al centro della Piazza del Bernini accanto all’obelisco, rimarrà acceso fino a domenica 7 gennaio 2018, giorno con cui si conclude il Tempo di Natale ed è stato decorato grazie ad alcuni bambini che hanno partecipato ad un programma di ceramico-terapia gestito dalla Fondazione Contessa Lene Thun Onlus all’interno di reparti oncologici.

Una tradizione, quella di offrire l’abete natalizio al Vaticano, iniziata nel 1982 con Papa Giovanni Paolo II che, per la prima volta, lo ebbe in dono da un contadino che trasportò fino a Roma sul suo camion un abete proveniente dalle foreste della Polonia.

 

Dal Trentino, dal bosco certificato PEFC Italia di Dimaro-Folgarida, è giunto invece l’albero di Natale per Piazza Duomo di Milano, che sarà illuminato fino al 7 gennaio da 100mila luci a led e decorato con oltre 700 palline natalizie. Individuato con la collaborazione del Corpo Forestale regionale del Trentino, l’abete è stato donato da Sky: con i suoi 30 metri si attesta come l’albero più alto mai esposto in piazza Duomo a Milano.

 

A Trento albero e presepe certificati PEFC

Firmato PEFC e Trentino è anche il Natale di Piazza Duomo a Trento: l’albero proviene infatti dai boschi certificati PEFC di Candriai, sul monte Bondone (Trentino). Alto 18 metri per 35 quintali di peso, l’abete è stato posizionato grazie alla collaborazione dei tecnici dell’Azienda Forestale di Trento e Sopramonte coordinati dal capoufficio del Servizio attività edilizia del Comune di Trento Dino Franzoi. Accanto all’albero ha preso posto il presepio di Tesero, realizzato anch’esso con legno certificato PEFC, sempre proveniente dai boschi trentini: la struttura è stata realizzata grazie all’esperienza dell’Associazione Amici del Presepio di Tesero, che nel 2015 allestì con legno PEFC anche il presepe di Piazza San Pietro a Roma.

 

Dalla Toscana a Londra: il Natale è certificato

In Toscana, dal Consorzio Forestale dell’Amiata, certificato PEFC Italia, provengono i numerosi abeti bianchi, alti dai 3 ai 5 metri, che sono stati posizionati nelle piazze comunali e nelle scuola dei comuni del grossetano Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, Santa Fiora, Cinigiano e Castell’Azzara.

 

Cervia, in provincia di Ravenna, è stato innalzato in Piazza Garibaldi, al centro della pista di ghiaccio, un abete rosso di 18 metri, donato alla città dal Comune di Pinzolo-Madonna di Campiglio, provincia di Trento: anche i  boschi del Comune di Pinzolo sono certificati PEFC per la loro gestione sostenibile.

 

Anche all’estero, la famosissima Trafalgar Square a Londra e la Grand Place di Bruxelles, patrimonio UNESCO, ospitano abeti rossi certificati PEFC.

 

“Le festività natalizie sono ormai universalmente un periodo da dedicare al rapporto con la famiglia e gli amici. La relazione è proprio uno degli elementi cardine di queste settimane e va riscoperta e apprezzata in questo senso anche quella con il nostro ambiente e la natura”, afferma Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia. “Scegliere alberi certificati per festeggiare il Natale significa mandare un messaggio importante in favore del corretto utilizzo del patrimonio boschivo mondiale e sensibilizzare un pubblico sempre più ampio. Lo schema di certificazione garantisce infatti trasparenza per la tracciabilità e rispetto dei territorio: siamo quindi fieri di aver contribuito ad abbellire in modo sostenibile così tante piazze italiane”.

Parte il progetto Interceptor, per identificare la popolazione a rischio di Alzheimer

Parte il progetto Interceptor, il Modello Organizzativo dedicato alla Malattia di Alzheimer a cui sta lavorando dall’inizio dell’anno il Tavolo di Lavoro voluto dal Ministro Beatrice Lorenzin e coordinato dal Prof. Mario Melazzini dell’AIFA che ha incluso componenti provenienti da enti istituzionali (AIFA, Ministero Salute, Istituto Superiore di Sanità), Società Scientifiche (Società Italiana di Neurologia, SINdem – Associazione Autonoma aderente alla SIN per le demenze, Società Italiana di Geriatria), IRCCS (Fatebenefratelli Brescia, Besta di Milano e INRCA di Ancona), il Policlinico Universitario Fondazione A. Gemelli, e Associazioni Famigliari (Associazione Italiana Malati di Alzheimer).

Interceptor è il modello di identificazione della popolazione a rischio di Alzheimer che valuterà chi potrà usufruire dei futuri farmaci contro la malattia.

Nei prossimi 8 anni termineranno, infatti, numerosi trials clinici su farmaci contro laDemenza di Alzheimer, molti dei quali sono prevalentemente o esclusivamente rivolti a forme prodromiche della malattia. Questo ultimo dato, unitamente ai costi molto elevati delle nuove terapie ed agli effetti collaterali potenzialmente seri, rende irrealizzabile l’attuazione di un modello di erogazione generalizzato a tutte le 700.000 persone con MCI (Mild Cognitive Impairment), ossia che presentano un rischio elevato di sviluppare una qualche forma di demenza.

“In questo ultimo anno di lavoro – afferma il Prof. Paolo Maria Rossiniesponente del Tavolo di Lavoro e Direttore dell’Istituto di Neurologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma –   abbiamo messo a punto il Modello Organizzativo INTERCEPTOR con l’obiettivo di intercettare le forme “prodromiche” di Alzheimer nella fase precocissima. INTERCEPTOR mira a identificare quale sia il “marcatore” o l’insieme di “marcatori” (cioè di analisi ed esami strumentali da affiancare alle batterie di test neuropsicologici) con il miglior rapporto costi/benefici, che equivale a dare una prognosi la più precisa possibile, essere non-invasivi (ovvero non pericolosi), essere disponibili sul territorio nazionale e avere un costo sostenibile per il Sistema Sanitario Nazionale.

Sempre maggiori evidenze scientifiche dimostrano una qualche efficacia delle terapie solo nelle fasi molto iniziali della malattia, le c.d. forme prodromiche; queste si associano ad una condizione definita Mild Cognitive Impairment (= MCI) che progredisce in Malattia di Alzheimer vera e propria in circa la metà dei casi.

“Un progetto di grande rilevanza scientifica e sociale  – dichiara il Prof. Gianluigi Mancardi,Presidente SIN e Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Genova – che permetterà di avere importanti informazioni sulle persone affette da Mild Cognitive Impairment destinate ad ammalarsi di Alzheimer. Il progetto rappresenta un’iniziativa significativa per tutte le persone a rischio di sviluppare questa patologia e per tutta la popolazione dei neurologi italiani che si occupa di diagnosi, terapia e assistenza di persone con Malattia di Alzheimer”.

 

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