“Libera la parola”, concorso giornalistico nazionale per le scuole

Concorso giornalistico sulla libertà d’espressione

indetto da Festival Diritti Umani, FNSI e MIUR

Alla sua seconda edizione, il Festival dei Diritti Umani si arricchisce quest’anno del concorso giornalistico nazionale “Libera la parola”, indetto dal Festival insieme a FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) e MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), aperto a tutte le scuole superiori italiane di secondo grado.

Il tema da trattare è la libertà d’espressione. Per ispirarsi c’è l’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che contiene tutti gli elementi di contesto e di attualità utili alla compilazione di un elaborato giornalistico: «Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere».

La partecipazione al contest, che propone agli studenti di cimentarsi con un elaborato giornalistico scritto, radiofonico o televisivo, è gratis. Il miglior articolo per la carta stampata, per la radio e per la televisione sarà premiato con la pubblicazione sui media partner dell’iniziativa: Corriere della Sera, Radio Popolare, Rainews24.

Gli elaborati dovranno pervenire entro il 15 marzo 2017 attraverso l’apposita sezione sul sito www.festivaldirittiumani.it dove sono pubblicate tutte le informazioni utili. La premiazione avverrà nel corso della seconda edizione del Festival dei Diritti Umani, che si terrà dal 2 al 7 maggio 2017 alla Triennale di Milano.
Sono inoltre online sul sito e sul canale Youtube del Festival dei Diritti Umani, i primi video-consigli rivolti ai partecipanti al contest “Libera la parola”: alcune grandi firme del giornalismo forniscono le “dritte” a studenti e insegnanti per produrre un buon articolo, che è, tra l’altro, una delle prove previste all’esame di maturità.
Studenti oggi, reporter domani.

Info e iscrizioni: http://festivaldirittiumani.it/concorso-giornalistico-2017-festival-dei-diritti-umanie-organizzato-reset-diritti-umani/
Termine per partecipare: 15 marzo 2017 – concorsoscuole@festivaldirittiumani.it

La musica stimola nel cervello le stesse aree di sesso, droga e buon cibo

La musica stimola la stessa parte del cervello del sesso, della droga e del buon cibo, secondo nuovo studio fatto nella McGill University, in Canada.

Questa è la prima dimostrazione che gli oppioidi nel cervello sono direttamente coinvolti nel piacere musicale, hanno detto i ricercatori.

Gli scienziati, in precedenza, avevano utilizzato delle neuroimmagini per mappare le aree del cervello che si attivavano durante i i momenti di piacevole ascolto musicale.

In questo ultimo studio, pubblicato su Scientific Reports, gli scienziati hanno trovato un modo per bloccare selettivamente e temporaneamente le sostanze oppioidi prodotte nel cervello, che sono associate alle sensazioni di calma e di piacere.

I ricercatori hanno utilizzato il naltrexone, un farmaco usato per il trattamento dei disturbi della dipendenza, per bloccare gli oppioidi. Le risposte dei partecipanti alla musica sono state poi analizzate per scoprire se le canzoni preferite dai partecipanti non innescassero più le sensazioni di piacere.

Diciassette persone hanno preso parte allo studio.

E’ emerso che il naltrexone aveva attenuando le emozioni positive della musica.

Carnevale di Venezia 2017, “LA GALLERIA DELLE MERAVIGLIE”

Dall’11 febbraio 2017, una spettacolare videoproiezione dei cameraNebbia illuminerà la facciata prospiciente il Canale Grande di Cà Vendramin Calergi, sede storica del Casinò di Venezia

“LA GALLERIA DELLE MERAVIGLIE”: LA FESTA GLAMOUR UFFICIALE DEL CARNEVALE DI VENEZIA 2017

La prima cena sabato 18 febbraio. Animazione del Principe Maurice e DJ Set della celebre DJ Oyadi

Una serie di serate uniche, capaci di proiettare ogni ospite in una dimensione quasi onirica, dove la cura di ogni dettaglio garantirà un’esperienza esclusiva, in cui la grande cucina si incrocia con lo stile giocoso ma raffinato che contraddistingue tutti gli eventi della più celebre festa lagunare. Torna anche nell’edizione 2017 il Dinner Show ufficiale del Carnevale di Venezia, quest’anno declinato sul tema della “Galleria delle Meraviglie”.

Per la prima volta, il Dinner Show conquista le sale del prestigioso palazzo Ca’ Vendramin Calergi, sede storica del Casinò di Venezia ma anche residenza lagunare del musicista Richard Wagner, che proprio guardando da quelle finestre verso il Canal Grande compose il “Parsifal”. La facciata del Palazzo prospiciente il Canal Grande, già da domani, acquisterà un fascino nuovo, grazie alla spettacolare videoproiezione realizzata dai camerAnebbia che illuminerà a festa gli spazi della casa da gioco per tutta la durata del Carnevale.

Novità anche sul fronte dell’animazione, quest’anno affidata agli artisti di Huma Show Entertainment, che presenteranno un percorso visionario tra allegria e ironia, conducendo gli ospiti per mano fin nel profondo della tana del Bianconiglio. Prima di sedersi a tavola e gustare le cinque portate (antipasto, bis di primi, secondo e dolce) preparate dagli chef del Ristorante Wagner, però, lo scettro del comando sarà nelle mani del Principe Maurice, esclusivo anfitrione di ogni serata, che accompagnerà i presenti al primo piano del palazzo veneziano, per un aperitivo degno dei migliori sogni ad occhi aperti. Al termine della cena, dopo la mezzanotte, gli spettacoli del salone cederanno il passo alla musica dal vivo e ad un lungo dj-set della celebre dj Oyadi, da godersi ballando o sorseggiando i preziosi cocktail preparati nel bar di Ca’ Vendramin Calergi; chi vorrà tentare la fortuna ai tavoli, magari spronato dall’atmosfera irreale della serata, potrà infine accedere al Salotto dei Giochi Classici, tra roulette, poker e black jack.

Il primo appuntamento è fissato per sabato 18 febbraio, per proseguire fino a Martedì Grasso, il 28 febbraio. Il biglietto d’ingresso di ciascuna serata partirà da 400 euro a persona, e le date del 20, 21 e 22 febbraio sono disponibili anche per gruppi e cene aziendali. Indispensabile però la prenotazione tempestiva: per Giovedì Grasso, 23 febbraio, ad oggi risulta infatti già tutto esaurito. Ovviamente sarà d’obbligo la maschera.

È possibile acquistare i biglietti online, sul sito www.carnevale.venezia.it, dove sono anche disponibili tutte le informazioni utili per partecipare al Dinner Show, ma anche tramite il call center Hellovenezia (+39 041 2424) e nei punti vendita di Venezia Unica.

Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) e degli Enterovirus D68 e A71: Sistema di Sorveglianza a livello europeo

Si è appena concluso a Stoccolma il meeting ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) che ha visto riuniti esperti internazionali con l’obiettivo di definire i futuri Centri di Riferimento Europei per la Sorveglianza del Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) e dell’Enterovirus D68 e A71, entrambi spesso all’origine di infezioni respiratorie, come bronchioliti e polmoniti, in alcuni casi associate a gravi complicanze. Tra i rappresentanti ECDC per l’Italia, la prof.ssa Susanna Esposito, presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, WAidid, che nel 2012 ha presentato i risultati di alcune importanti ricerche cliniche che hanno condotto alla scoperta di due nuovi Enterovirus, C-117 e C-118.

 

Perugia – Al via da Stoccolma, in occasione del meeting ECDC, il progetto di un Sistema di Sorveglianza a livello europeo per un monitoraggio efficace della circolazione del Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) e degli Enterovirus D68 e A71.

Prima causa di infezione delle basse vie aeree (bronchioliti) e una delle principali cause di ospedalizzazione nei bambini di età inferiore a 12 mesi, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il virus respiratorio sinciziale nel mondo è anche causa di mortalità nel 3% dei casi, soprattutto tra i bambini nati pretermine e quelli con patologie associate (fibrosi cistica, malattie neuromuscolari, immunodeficienza, malattia cardiaca o respiratoria di base) e in altri soggetti a rischio come donne in gravidanza e anziani.

“Fino ad oggi – sottolinea la prof.ssa Susanna Esposito, professore ordinario di Pediatria presso l’Università degli Studi di Perugia  il monitoraggio continuo sull’impatto del virus respiratorio sinciziale e dell’enterovirus D68 e A71 era disponibile, sebbene in modo non uniforme, soltanto in pochi Paesi europei, tra cui Olanda e Francia. Grazie ad un sistema di sorveglianza a livello europeo sarà possibile ottenere un monitoraggio efficace dello stato di salute della popolazione e dei soggetti più a rischio come i lattanti fino a 6 mesi, le donne in gravidanza e gli anziani. Le infezioni da VRS ed enterovirus hanno un impatto clinico, sociale ed economico non indifferente, anche nel nostro Paese. Per questo motivo, lo sviluppo di misure preventive e terapeutiche efficaci è di prioritaria importanza”.

Le manifestazioni più comuni delle infezioni da virus respiratorio sinciziale sono rappresentate dalle bronchioliti che hanno la più alta incidenza nei mesi invernali tra novembre e marzo; è ormai nota, inoltre, la correlazione tra infezioni da VRS nella prima infanzia e successivo sviluppo di wheezing ricorrente e asma bronchiale in età adolescenziale e in età adulta.

Lo sviluppo di misure preventive efficaci è certamente una priorità e quello di un vaccino sicuro e immunogenico contro il virus respiratorio sinciziale resta una delle sfide vaccinali dei nostri giorni. In Italia, al momento i vaccini anti VRS sono in via di sperimentazione nelle gravide e nei bambini dei primi anni di vita e gli esperti prevedono che saranno disponibili nei prossimi 5-10 anni.

La nuova frontiera della vaccinazione anti VRS è rappresentata dallo sviluppo di vaccini vivi attenuati o di vaccini inattivati a subunità.

“I vaccini a base di virus vivo attenuato – spiega Susanna Espositorappresentano un’opzione preventiva estremamente attraente, poiché permettono di ovviare alla problematica dell’instabilità connessa ai vaccini anti VRS. Tuttavia si rendono necessari ulteriori studi per ottenere il giusto profilo di immunogenicità e sicurezza soprattutto nella prima infanzia e non sono raccomandati in gravidanza. Un differente filone di ricerca si sta dedicando allo sviluppo di vaccini a subunità virali per l’immunizzazione delle donne in gravidanza. Riguardo, infine, le nuove terapie antivirali, sono attualmente in corso diversi studi clinici nel bambino nei primi mesi di vita per valutare l’efficacia di alcune molecole con effetto antivirale con l’obiettivo di arrivare ad una terapia specifica per le infezioni sostenute da VRS”.

Le opzioni terapeutiche raccomandate nei casi di bronchiolite sono, quindi, ad oggi limitate. Non trovano indicazione i corticosteroidi, il ruolo dei beta2-stimolanti è dibattuto e l’effetto dell’adrenalina è controverso.

Pertanto, le linee guida internazionali suggeriscono che il trattamento primario rimanga in gran parte sintomatico con la somministrazione di liquidi e di ossigeno, se necessario, ed eventualmente con un tentativo di terapia con broncodilatatori. Gli antibiotici non sono raccomandati per la bronchiolite a meno che non vi sia il sospetto di complicazioni come la polmonite batterica secondaria.

Ad oggi, l’unica strategia preventiva approvata, cioè l’immunoprofilassi passiva con Palivizumab, è indicata solo in bambini ad elevato rischio di contrarre l’infezione. Questa categoria di pazienti, tuttavia, incide solo in minima parte sul totale delle infezioni e delle ospedalizzazioni da VRS. Per tale ragione, lo sviluppo di un vaccino contro il VRS rappresenta una priorità per le cure in età pediatrica.

Per quel che riguarda le infezioni da enterovirus, nei mesi primaverili ed estivi delle ultime quattro stagioni sono state riscontrate epidemie di infezione respiratoria da enterovirus D68 e A71 associate a gravi manifestazioni neurologiche, quali paralisi flaccide e mieliti. A fronte dell’assenza di misure terapeutiche e preventive efficaci, gli esperti hanno sottolineato la necessità di creare una rete europea che monitori la circolazione di questi agenti infettivi identificando l’impatto di eventuali ceppi neurotropi anche al di fuori della sorveglianza della paralisi flaccida. Solo in questo modo, infatti, sarà possibile sviluppare terapie antivirali efficaci che mirino ai recettori dei virus neurotropi e che evitino lo sviluppo di complicanze neurologiche permanenti.

 

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